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Nonni, le ragioni degli altri

Si occupano dei nipoti con dedizione ed affetto, sono spesso indispensabili: la stanza segreta dei nonni


di Marina Zinzani

Spesso i nonni sono chiamati in aiuto dei figli, nel seguire i nipoti. Occorre il loro appoggio, è indispensabile. Più di una famiglia si regge su questa collaborazione, perché le esigenze lavorative, economiche, i ritmi quotidiani non lasciano scelta.  La necessità non lascia altri spazi.
E allora si arruolano i nonni, in modo certamente gradevole per loro, perché si sa che il rapporto con un nipote è cosa privilegiata. Quando questo però diventa impegno quasi totalizzante, si possono aprire le porte su stanze segrete, in penombra.
Perché i nonni a tempo pieno, o quasi, hanno percorso tutta la vita inseguendo gli anni della pensione come punto di arrivo, di libertà, finalmente pensavano di essere padroni del proprio tempo.
La loro collaborazione diventa necessaria, se non obbligatoria, impegno anche pesante, senza sosta, altrimenti crolla tutto un equilibrio familiare, quello della famiglia dei figli: ecco allora che quella libertà tanto anelata non esiste più, si entra in un nuovo ingranaggio, fatto di orari, di fretta, di doveri.
E’ labile il confine fra il dovere e il rispetto delle proprie esigenze, che spesso rimane segreto in nome dell’aiuto ai figli. C’è anche l’amore di sottofondo che permette di respingere le proprie esigenze in silenzio.
Sopra a tutto, c’è poco da dire, gli scarsi aiuti che hanno le famiglie, le difficoltà economiche, le necessità lavorative delle donne. Questo permette di sacrificare le esigenze dei nonni, se volevano viaggiare, oziare, avere hobby, se coltivavano sogni, in nome finalmente della padronanza della propria vita.
Ma quando tutto è ristretto, senza tanti sbocchi, quelle che si sacrificano prima sono le ragioni degli altri. Anche di chi si ama di più, come un genitore.

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