Passa ai contenuti principali

Il corpo delle donne

di Cristina Podestà

Piccolo fiore appena sbocciato, non senti ancora lo spasmo del cuore. Tutti gli organi funzionano bene, sei perfetta. Il tuo corpo è, e tu non ti preoccupi di altro. È tutto regolare, hai appena aperto gli occhi sul mondo, tutto va bene. 
Quando inizi a crescere questo tuo corpo diventa ingombrante: madri snaturate gridano che sei grassa, troppo per i canoni di bellezza in vigore. Altre mamme chiocce urlano che devi mangiare per mostrare un corpo florido e sano. 
La prepotente adolescenza arriva con un turbinio di messaggi sul corpo. Vuoi fare la modella? Ma come ti vesti?
Non portare abbigliamento aggressivo. Fatti rispettare! Devi dimagrire! Un tantino più grassa saresti più bella. Non vestirti in modo da mostrare le tue curve! Apri questa camicetta che sembri una suora.
Modelle scarnificate veleggiano su passerelle con addosso improbabili abiti e tu le guardi con la morte nel cuore: se io fossi, se io potessi.
Giovane ragazza disorientata esci di casa piena di complessi per un corpo che non domini e non accetti, un corpo goffo, pigro, sgraziato, pesante. 
Giovane donna sei sottoposta alla gravidanza che ti deforma, e tu ti senti inguardabile, rifiutata dal padre del tuo bambino e da tutti perché criticano i tuoi chili, la forma del pancione, le gambe gonfie. Oppure no, nessuno critica, ma tu ti senti inadatta dato che i modelli che urlano sui social media non corrispondono a questo tuo corpo, adesso. 
La tua anima grida e si perde, un soffio di un’idea può farle spiegare le ali o cacciarla nelle tenebre. Il corpo di una donna non è ciò che appare, è molto di più. Una donna è fornita di corpo ma anche di anima, che vive proprio in quel corpo. Esso è ciò che siamo, un insieme di sensazioni e percezioni belle e difficili, consapevoli e incoscienti. 
Possiamo credere di essere affascinanti ed essere invece invisibili, oppure di fare schifo ed essere attraenti come nessuna mai. Facciamo pace con questo involucro importante perché da lì dipende quasi sempre la nostra serenità. Una donna è il cuore del mondo ma il nostro apparire non è tutto. 
Siamo fatte di sostanza arcana, abbiamo vinto lotte secolari e dominato stirpi spaventose, abbiamo forza da leoni e grinta di pantere, teniamo in mano le vicende del mondo e corriamo incessantemente verso mete ben precise. Dobbiamo diventare consapevoli e forti, a dispetto di tutto, imporre il nostro corpo che deve essere curato ma non rispondere a canoni precisi. 
La chirurgia plastica ha devastato generazioni di donne insoddisfatte eppure famose. Dunque l’accettazione di ciò che siamo non dipende da com'è il nostro aspetto, ma da ciò che noi stesse percepiamo di esso. 
Un corpo è rappresentativo dell’anima e del cuore: profuma, si flette, si organizza in base alle esigenze della salute, si offre, si manipola, si chiude o apre alla persona giusta, si mostra e mostra l’interiorità, gioisce o piange, si indebolisce o rafforza, è esattamente ciò che siamo. 
Per questo motivo bisogna amarlo, sempre, senza remore, senza paure dei giudizi. Così, ad un certo punto, hai deciso di amarti, di perdonare tutti i tuoi difetti, di rendere parte di ciò che sei ogni tuo limite, di accogliere te stessa in ogni sfaccettatura, di consolare la tua anima sofferente. Perché noi siamo arte, e come ogni opera d'arte non si può piacere a tutti. 

Commenti

Post popolari in questo blog

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Non solo fantasmi

La stenotipia e il processo: la storia delle persone che sono coinvolte in una lotta per la dignità di un servizio pubblico di Catia Bianchi Ciao. Sì, sono la stenotipista di tribunale , e sono anche l’ anonima stenotipista , che ha scritto post e commenti su questo blog e in rete. Sono quel che definiscono una “toscanaccia”, e vivo in un paesello toscano "fra i lupi" (ma forse è solo invidia per l'aria fresca che qui tira nonostante le temperature bollenti di oggi). Di lavoro, appunto, sono stenotipista presso il tribunale di Pisa dal 1993.