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Quanti minuti?

John Everett Millais, Ofelia
di Marina Zinzani

Ci sono immagini che rimangono nella mente, evocazioni del passato, sussurri che sembra di avvertire.
Londra, un appartamento al n. 7 di Gower Street, 1851. Una donna è in una vasca d’acqua, si chiama Elizabeth Siddal, detta Lizzie, è una modella. John Everett Millais, membro della Confraternita dei Preraffaelliti, sta dipingendo Ofelia.
Shakespeare scriverà parole struggenti per descrivere la morte di Ofelia, nel suo Amleto: “In breve le sue vesti inzuppate dall’onda bevuta interruppero il canto melodioso, e trascinarono l’infelice in fondo alle acque, dove è spirata.”
Ofelia muore in un ruscello e per rendere più verosimile l’annegamento, il pittore farà posare la modella in una vasca d’acqua per alcuni mesi, acqua riscaldata da lampade ad olio. Lizzie indossa un magnifico abito con ricami di filo d’argento che lui ha comprato da un rigattiere, lei deve diventare Ofelia attraverso la sua mano, i suoi colori.
E Lizzie lo diventa piano piano, il corpo è nell’acqua, le braccia sembrano evocare qualcosa verso l’alto, i fiori nelle mani, il viso pallido, i capelli lunghi e rossi che lo incorniciano: si respira la morte, in mezzo a tanta bellezza. 
Un giorno le lampade ad olio si spengono, l’acqua diventa fredda. Ma Lizzie continuerà a posare senza dire nulla, forse per non interrompere il flusso magico entrato nell’artista, o chissà per quale motivo. Chissà per quale motivo. Tace, nell’acqua diventata fredda. Gelida. Quanti minuti è restata? Ore? Millais non si accorge di nulla, troppo preso dalla sua pittura, e lei non reclama.
Lei si sacrifica.
Come si sacrificano persone ignorando i propri bisogni. Per non interrompere un equilibrio, un periodo, un momento. Per non creare problemi. Restano in silenzio, perché poi si arriva alla fine. Le mani in alto, il gelo lungo il corpo, i brividi. La malattia di chi si sacrifica, che nasce da un silenzio, dai propri bisogni non detti. 
Lizzie si ammalerà di una forte bronchite, quell’acqua fredda e il suo silenzio ne mineranno per sempre la salute, che non sarà più la stessa. Si sposerà poi con Dante Gabriel Rossetti, altro membro dei Preraffaelliti, poserà per lui, è la donna dai capelli rossi, misteriosa e sensuale, di tanti suoi quadri, ma la sua vita scivolerà via presto, a 27 anni, in modo tormentato.
Osservando Ofelia si può quasi sentire quell’acqua gelida, il suo sacrificio inutile. E la sensazione che non si deve mai abbandonare l’amore per sé stessi.

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