Passa ai contenuti principali

La villa

di Liana Monti

Attimi di umorismo, scene buffe, e il dubbio di una maledizione: poi fantasmi e il seguito secondo immaginazione. (Nota dell’autrice)

Scena 1
 
Per l’agente immobiliare
Ogni vendita è un affare
Ammalia i suoi clienti
Con i vari espedienti.
Certo bisogna saperci fare
Con cognizione parlare
Mostrare sorrisi accoglienti
E avere occhi sempre attenti.
Qualche piccolo difetto da celare
Qualche pregio saper esaltare
La fiducia riuscire a conquistare.
E se alla fine sono contenti
Saranno certo impazienti
Di raggiungere accordi convenienti.

Scena 2
 
Da molto tempo, non so ben quanto,
Era in vendita una Villa
Si trovava in una zona tranquilla
A vederla sembrava un vero incanto.
Capitò in un giorno piovoso
Una coppia interessata
Che presto si sarebbe sposata
Era in cerca di un luogo grazioso.
L’agente arrivò puntuale
Li immaginava già pronti a firmare
Prima ancora di incominciare.
Non pensava a guai in vista
Lei era una giornalista
Lui invece un intellettuale.
 
Scena 3
 
Arrivarono con un’auto sportiva
Il loro tenore già si capiva
Modi gentili, abiti eleganti
Apparivano sobri e affascinanti.
Purtroppo la chiave si spezzò
E quindi il doppione utilizzò
I pavimenti erano lisci e lucenti
Lei scivolò con i tacchi seducenti.
Sulle scale un gradino si spezzò
Lui la tenne, ma lei inciampò
L’agente a questo punto sbiancò.
Arrivati al primo piano
Lei si sedette sul divano
E lui le strinse la mano.
 
Scena 4
 
Corridoi spogli e nell’ombra
Stanze vuote, senza lampadari
Finestre chiuse da scuroni ordinari
Di sopra la mansarda anch’essa sgombra.
I quadri sembravano avvolti da magia
Sguardi seri di persone d’una volta
Parevan dicessero con faccia sconvolta
“io vi consiglio di andarvene via”
Con un po' di ristrutturazione
Si poteva ribaltare la situazione
E riportarla ad un’ottima condizione.
Infine un tuono arrivò all’improvviso
Strani scricchiolii provenivano da un punto preciso
Si alzò un vento forte e deciso.

Commenti

Post popolari in questo blog

La ciabatta sepolta e l'inquilino fantasma: un’estate a Genova 🩴 ⛱️ 🚣‍♀️

(Introduzione a Daniela Barone). Il trasloco in un nuovo quartiere, un nonno dai capelli di neve che domina i campi di bocce e una notte movimentata da un ospite inatteso. In questo racconto, l’autrice ci riporta nell'Italia dei "musicarelli" e delle estati nel quartiere San Giuliano di Genova, dove i piccoli dispetti infantili diventano i ricordi più nitidi di un mondo che non c'è più. (Daniela Barone) ▪️ 🟢  Il trauma del quarto piano Era estate e ci eravamo appena trasferiti dalla casa popolare di Via Montanari a quella situata al quarto piano in Via Paolo della Cella. Pur trattandosi dello stesso quartiere, il cambiamento fu per tutti noi piuttosto traumatico. Il nuovo alloggio si trovava infatti in uno stabile che dava su una via rumorosa e trafficata.  Per di più non c’era neppure un poggiolino ove porre dei vasi di fiori e stendere comodamente il bucato. La mamma usava una lunga carrucola per appendere i panni sulla corda e ogni volta aveva il timore di cadere ...

Madre Arrighi: Il velo tolto e la danza segreta ⛪

(Introduzione a Daniela Barone). Cosa resta degli anni di collegio? Spesso le sensazioni: il fruscio di una tunica, l'odore di un giardino o un sorriso che sapeva di libertà. In questo racconto, la memoria torna all’Istituto del Sacro Cuore di Castelletto, a Genova, per ritrovare il volto di Madre Arrighi, una figura che ha saputo trasformare il rigore della clausura nella leggerezza di una danza. (Daniela Barone) ▪️ Un sorriso tra le tuniche nere La suora che prediligevo nel maestoso Istituto liberty del Sacro Cuore che frequentai per cinque anni si chiamava Madre Arrighi. Non so quale fosse il suo nome di battesimo. Per tutte le piccole e grandi allieve del collegio lei era Madre Arrighi e basta. Com’era diversa dalle sue consorelle! Pur indossando la medesima tunica nera, si distingueva per il marcato accento emiliano, i lineamenti perfetti e la dentatura candida ma soprattutto per il sorriso disarmante. Nulla le faceva mai corrugare la fronte. Madre Arrighi era il ritratto dell...

Votare è un diritto, capire le conseguenze del proprio voto è un dovere verso la Costituzione ✍️ 🗳️

(a.p.). Il 22 e 23 marzo non saremo chiamati solo a barrare una casella, ma a decidere se e come modificare l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Un tema così denso merita uno spazio di riflessione laica, tecnica e civile. Per questo abbiamo deciso di confrontarci apertamente, analizzando le implicazioni reali di questa riforma sulla vita dei cittadini e sull'indipendenza della magistratura. Un'occasione per trasformare il dubbio in opinione consapevole. Vi aspettiamo. Ne parliamo a Pisa, in un luogo di ascolto e dialogo: • Dove: Chiesa Valdese di Pisa, Via Derna 13. • Quando: Lunedì 16 marzo, ore 18:30. • Con chi: L’Avv. Eunice Ng Pak e il Dott. Angelo Perrone (Giurista, già magistrato). ❇️ Postilla Letture per arrivare preparati all’incontro ℹ️ Riforma costituzionale: i 4 punti critici per i cittadini 📦  ℹ️ Referendum: la delega in bianco e il “salto nel buio” 🤸‍♂️

Innamoratevi! La lezione di poesia e amore di Roberto Benigni

(a.p. – Introduzione) ▪️ Attilio De Giovanni è lo stralunato docente di letteratura italiana, impersonato da Roberto Benigni, che in una celebre sequenza del film La tigre e la neve (2005) si lancia, davanti a una platea di alunni, in un sorprendente elogio della poesia, dell’amore e del coraggio. Con immagini visionarie e intuizioni comiche, il docente cerca di trasmettere ai ragazzi la sua passione per l'arte e per la gioia di vivere. Una passione umana destinata a rimanere nella dimensione dell’impossibile e incrociare una cocente delusione? Nulla è impossibile. Per questo motivo, l'intervento di Benigni che segue non è solo un omaggio alla poesia, ma un vero progetto di vita e il contesto essenziale per comprendere a fondo la bellezza e la forza del testo tratto dal film. Roberto Benigni: «Innamoratevi!» (Roberto Benigni – Testo) ▪️ «Su, su, svelti, veloci, piano, con calma, non vi affrettate. Non scrivete subito poesie d’amore che sono le più difficili, aspettate almeno un...

Non solo fantasmi

La stenotipia e il processo: la storia delle persone che sono coinvolte in una lotta per la dignità di un servizio pubblico di Catia Bianchi Ciao. Sì, sono la stenotipista di tribunale , e sono anche l’ anonima stenotipista , che ha scritto post e commenti su questo blog e in rete. Sono quel che definiscono una “toscanaccia”, e vivo in un paesello toscano "fra i lupi" (ma forse è solo invidia per l'aria fresca che qui tira nonostante le temperature bollenti di oggi). Di lavoro, appunto, sono stenotipista presso il tribunale di Pisa dal 1993.