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Il rimedio della fragilità

di Francesco Gozzi (Commento a Al riparo dal delirio , PL, 8/3/17 e a Il fiato delle farfalle , PL, 10/3/17) Una meditazione sul “delirio”, che sembra indicare l'inarrestabile processo di degenerazione in atto nella società, è seguita da parole di speranza.  La speranza che - non a caso - s'incarna nell’immagine della fragilissima e bellissima farfalla.

Come il prezzemolo

Un’erba aromatica e non solo.  La parola  “ prezzemolo" è usata anche per  raccontare il carattere delle persone, il loro modo di stare in mezzo agli altri. di Marina Zinzani Aglio, pomodori, cozze, una manciata di prezzemolo, alla fine. Alla fine serve, il prezzemolo. Come ultimo addendo di un piatto di cozze, magari servito con due spaghetti, e quel filo d’olio finale che arricchisce il tutto. Ultimo addendo che dà il la a tutta la composizione, perché di questo si tratta, quando si parla di cibo, di ricette, di una buona ricetta. Tocco finale che dà quella semplice perfezione ad un piatto di pesce.

Le stelle, per non perdere la rotta

Sei “ermetico”? Un mondo da scoprire di Paolo Brondi Spesso l’uomo “ermetico” è volutamente tale, non per celare chissà quali segreti, ma per sollecitare in chi ascolta o legge domande e sensi nuovi. Sono proprio i giochi di silenzi, di cenni, che, mentre superano la distanza culturale, favoriscono anche l’empatia, e la considerazione altrui.

Quel bar di Milano, al Carrobbio

Piccoli locali di un tempo: i suoni, gli odori, le voci. L’atmosfera perduta di Marina Zinzani La prima cosa che si sentiva, entrando nel bar di mio nonno, era il profumo del caffè, un profumo denso, amarognolo, che entrava nelle narici pizzicandomi il naso. Subito la mia attenzione andava ai manifesti dei cinema Roma ed Eliseo, appesi alle pareti. Mi soffermavo lì davanti parecchi minuti, e li guardavo, li guardavo, finché i personaggi prendevano vita e sembravano uscire dai manifesti: ora un guerriero, ora un gigante con un occhio solo, ora un pistolero, ora un indiano. Quel mondo di carta si animava, e il bambino lì davanti era come se fosse preso, portato lontano in qualche isola misteriosa, in un terreno di guerra, il cuore in sussulto.

Occasioni

The victory , 1939, R. Magritte Le “porte”: metafora delle occasioni di vita. Persino mezzo di scoperta della realtà di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) Quel treno che non ho preso. Ci penso, delle volte. Ci penso e mi fa male, è un male lieve, una malinconia, più che altro. Quella persona che non ho conosciuto meglio. Eppure potevo soffermarmi, aprire la porta a quella conoscenza. Non so cosa mi avrebbe portato, non lo so. Ma delle volte ci penso.

Il fiato delle farfalle

Il futuro? Comincia “aggrappandosi ad una foglia  che volteggia” di Paolo Brondi Cos'è il futuro, qual è il mio futuro? Molti si pongono questa domanda, e maggiore ancora è il numero di chi la rumina dentro senza parola, oggi che la crisi non è superata, ma ancora stende le sue ali, spesso funeste.

Oltre il fragore delle onde

Le conchiglie raccontano momenti dell’anima di Sonia Scarpante E quella scritta che splendeva nel tergere del sole, nell’alba mattutina, mentre onde traslucide incalzavano.

Angoli dell'esistenza

All ’ angolo, per scelta o per caso di Gianantonio Tassinari (Intervento di Angelo Perrone) Qualche volta ho lottato per un angolo di tranquillità, qualche volta ho lottato per amore di polemica. Altre volte ho capito ch’era meglio tacere, era meglio fermarsi in quell’angolo dove ero giunto per caso senza proprio lottare.

Al riparo dal delirio

La parola “delirio” ha diversi significati, non necessariamente negativi: come orientarsi di Paolo Brondi Oscilla il nostro tempo tra follia allegra e follia furiosa le quali, unite, contribuiscono a spazzare via verità condivise e ad infrangere ogni riparo al delirio.

Ali tarpate?

Hugo Simberg, L’angelo ferito (1903) Il peso del nome, la condizione dei figli quando il genitore è una figura importante di Marina Zinzani Essere in due anche quando si è soli, quando ci si presenta da soli. L’altro è invisibile, ma la sua presenza viene notata, commentata.   Invisibile, eppure c’è. E nel suo esserci condiziona, a volte condiziona già dalla nascita. Condiziona l’essere bambino, adolescente, adulto.