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Il velo, oltre lo sguardo

Le immagini della natura, a volte rassicurante a volte pericolosa di Gianantonio Tassinari Rami scuri, bui che la notte nasconde. Rami di luce rischiarano la notte. Misteriosa è la natura che avvolge il mondo con il manto cupo e cela il suo segreto.

Un nuovo giorno

Milano (foto ap) La sorpresa, pur nei luoghi che si conoscono di Marina Zinzani Le strade del giorno, frequentate e consuete: come è fatica vedervi la coccinella che si posa timida su un vetro. Vola via dopo un attimo, e si aveva lo sguardo altrove. Le strade della notte, cartoni come giaciglio di chi dorme sotto un portico. Un'impressione, dietro le spalle. Le strade del mattino, ciò che può offrire il nuovo giorno. Gli occhi aperti e vedere, sentire.

In volo tra le rondini

Racconto di Paolo Brondi Le rondini sembravano impazzite. Nel cielo rossastro di un sereno tramonto intrecciavano voli sempre più rapidi e frequenti fra svettanti cipressi, e sopra vigneti degradanti del podere Groppali.  Era l’ultimo scorcio di un’estate lunga e calda e Fulvia, l’unica figlia dell’agronomo Groppali, ammirava quel turbinio di colori, tra il quieto rossastro dei tralci di vite, il verde scuro dei cipressi e i guizzi veloci bianconeri delle rondini.

Una sera, in un caffè di Torino

Racconto di Vespina Fortuna A Torino, d’estate, quando fa caldo, fa caldo davvero. L’umidità s’infila nel collo, sotto le maniche della camicia, sotto il cappello, nel naso, in bocca, ti bagna la fronte e dà arsura alla gola. Era un giorno così, quando camminavo per le vie umide e scivolose, cercando un inutile refrigerio nei portici che le costeggiano. Erano le nove di sera, il pallido sole se n’era già andato, sconfitto dagli impenetrabili strati di afa. Le gialle luci dei lampioni avevano intorno un alone dorato e si riflettevano sulla strada.

Come un gabbiano

Una storia d’amore così breve, incompiuta e inappagata: da segnare l’anima per sempre di Marina Zinzani (Guardando il film I ponti di Madison County , 1995, con Clint Eastwood e Meryl Streep) Ci sono pochi film come “I ponti di Madison County” che si ricordano negli anni. Nella prima visione si è vista questa storia d’amore impossibile, incompiuta, e si è avvertita una traccia crudele nella vita della protagonista, Francesca.  Meryl Streep le dà come sempre le sfumature, le contraddizioni, i sussulti, l’intensità che le sono familiari. La sua vita, dopo che ha rinunciato a quello che lei sente l’amore vero, sarà un’attesa indefinita, che vacilla fra il sogno che aiuta a vivere e la solitudine, pur avendo una famiglia.

Alla ricerca di una nenia

Oltre le cose, le immagini e il suono delle parole, per dire il bisogno di un canto di Maria Cristina Capitoni Timide conseguenze  di un atteggiamento forgiato a stento Tenuto stretto dentro un pugno  disteso fiero in controvento T'ho pensato intensamente  senza impegno

Nacchere di madreperla

Pagina di diario di Vespina Fortuna Caro diario, oggi ti rivelerò un segreto. Da sempre, vicino alla baia di San Peter alle 8,30 in punto di questo giorno dell’anno il sole colpisce un sasso sul fondo del mare ricevendo in cambio riverberi d’oro e d’argento.

Non mi pento di nulla

Gli alti e bassi della vita, il passato e la speranza nel futuro di Marina Zinzani (Guardando il film  Le vie en rose (2007) con Marion Cotillard) No, non mi pento di nulla. La voce di Edith Piaf che canta “No, je ne regrette rien” davanti al pubblico è la scena finale del film “La vie en rose”, con Marion Cotillard.  La vita travagliata, la salute malferma, l’amore cercato, trovato e strappato via dal destino, capitoli che si aprono e si chiudono, parentesi che sono il passato: tutto scorre via, sotto la voce di Edith Piaf che dice “No, non mi pento di nulla… perché la mia vita, le mie gioie oggi iniziano con te.”

Il bisturi nei sentimenti

Nel profondo nell’amore filiale: il difficile rapporto con figura materna di Marina Zinzani (Guardando il film Sinfonia d’autunno , 1978, di Ingmar Bergman) In un vecchio film di Ingmar Bergman, “Sinfonia d’autunno”, con Liv Ulmann e  Ingrid Bergman, si parlava del rapporto contrastato fra una figlia e una madre pianista. Le accuse della figlia, che tutta la vita si era sentita in secondo piano rispetto a questa scelta della madre, erano dure, e suggerivano ferite di cui non era mai guarita.  Neanche creandosi una famiglia sua.

Campane che suonano

Alle note “metalliche” sono spesso imparentate altre misteriose voci di Paolo Brondi In tanti borghi e paesi, è possibile ascoltare il suono delle campane che, dall'alto di chiese baciate dal sole, ci aiuta a sospendere, almeno per un poco, i rumori del presente. E' un suono che sembra non logorarsi mai, né corrotto da ruggine, né oscurato dal tempo e che sovente suscita brividi nuovi. Con quel suono si imparentano voci il cui senso è perenne.