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Dieci contro uno: la violenza antica

di Marina Zinzani

L’importante è non soccombere. Stringere i denti, restare in silenzio, non essere presi di mira.
Forse sono questi i pensieri di alcuni, quelli che subiscono violenze. Ogni giorno c’è una notizia: i bulli che se la prendono con un compagno che non è come loro, le maestre che maltrattano i bambini negli asili, gli infermieri o assistenti che picchiano disabili o anziani in ospizi.
Cosa penseranno queste vittime? Devo stringere i denti, ho paura, smetteranno.
Facile prendersela con i più deboli: con chi è in una condizione di inferiorità. Dieci contro uno,  che è una persona malata, non autosufficiente, o una donna sola. Facile essere forti così.
Proveranno piacere, questi aguzzini? La risposta sembra affermativa, violenza antica dell’uomo su un suo simile, protetto da situazioni che lo fanno sentire forte.
Non c’è più un cuore, dentro queste persone, se maltrattano bambini o malati, se se la prendono con i più deboli. Auguriamo loro una lunga vita, magari qualcosa tornerà indietro, del male che hanno fatto.

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