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Folate di vento. Come si risvegliano i ricordi? 💨

Donna in una via antica di paese cammina mentre il vento le scompiglia i capelli
(Introduzione ad a.p.). Il tempo scorre ininterrotto, stratificando eventi, volti e parole in un angolo profondo della nostra coscienza. Spesso assorbiti dalle scadenze e dalle distrazioni del presente, tendiamo a dimenticare la consistenza di ciò che è stato. Eppure, basta un dettaglio apparentemente insignificante per squarciare il velo dell'oblio. Il testo esplora la natura volatile dei ricordi e la straordinaria forza di quegli istanti fugaci capaci di ridefinire il senso del nostro vissuto.

(a.p.).

La natura evanescente del passato

È mai esistito il passato nel quale abbiamo vissuto? Un impasto di pensieri e percezioni, racchiuso in un perimetro limitato, il tempo, che però l’età e gli anni dilatano sempre più. Ce lo portiamo appresso, compatto e indistinto, a volte ci travolge.
Poi in certi momenti si dilata, trasfigura, perde consistenza, non si propone più nell’immaginario con la stessa nettezza. Diventa leggero, evanescente. Il passato, dimenticato, è dunque passato? C’è persino da dubitare che sia accaduto.

L'illusione dell'accumulo e la distrazione del presente

Cose di varia natura e anche importanza, tra loro slegate e eterogenee, sono state inanellate strada facendo, accantonate come se un giorno, tutte o ciascuna, potessero tornare utili. Ma non è stato così, non sempre lo è. Nel frattempo ci siamo distratti nell’immediato. Non abbiamo prestato attenzione a quanto accadeva di giorno in giorno. Abbiamo trascurato il presente.

Il risveglio improvviso dei frammenti di memoria

Poi è una folata di vento a riproporci quell’odore, o quel suono; il caso a farci ricordare quel verbo, a ripresentarlo nella sua concretezza e vitalità. Si risvegliano d’improvviso i ricordi, sfilacciati e terribilmente corti. Sono solo frammenti recuperati da un confuso passato.
Corrispondono ad istanti di cui non sappiamo dire quale sia stata la durata, sicuramente più ridotta rispetto alla percezione sotto traccia, eco di un vissuto più consistente, almeno per lunghezza se non per intensità.

L'intensità degli istanti indelebili

Sono stati momenti, tanto intensi quanto brevi e perciò effimeri. Appena sbocciati, sono presto appassiti, sopraffatti da nuovi arrivi e dimenticati. Almeno così è parso. Erano associati all’indelebile, questo sì persistente nella memoria tanto da formare radici destinate a durare. Istanti più forti della loro stessa sembianza.
È la fame che ha reso quel boccone davvero speciale, e indimenticabile, pur essendo uguale a tanti altri. È il silenzio che ha trasformato i passi di lei nella notte, regalando leggerezza al successivo risveglio. È la sorpresa che ha dato a quella parola la forza di infrangere la tristezza.

Commenti

  1. Quante volte si dice a sé stessi che non bisogna guardare il passato ma vivere il presente...Eppure i ricordi del tempo lontano ci assalgono a volte all'improvviso suscitando una lacrima o un sorriso. Il bagaglio del nostro passato può talvola essere pesante ma ci fa compagnia nel viaggio verso il futuro.

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