Passa ai contenuti principali

Leggendo Pablo Neruda: la ricerca di un amore senza confini 💐

Un uomo seduto in poltrona legge un libro di poesie d'amore
(Introduzione a Pablo Neruda – Commento a.p.). La poesia di Pablo Neruda è un viaggio senza filtri nelle pieghe più recondite del cuore umano. In questo spazio, esploriamo uno dei suoi componimenti più celebri, capace di trasformare l’amore in un legame invisibile ma indissolubile, seguito da una riflessione che scava nell'anima ribelle e universale del poeta cileno.

(Pablo Neruda).

Sonetto XVII
(Da "Cento sonetti d'amore", 1959)

T’amo come si amano certe cose oscure,
segretamente, entro l’ombra e l’anima.
T’amo come la pianta che non fiorisce e reca
dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori;
grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo
il denso aroma asceso dalla terra. 
T’amo senza sapere come, né da quando né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti 
che così, in questo modo in cui non sono e non sei,
così vicino che la tua mano sul mio petto è mia,
così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. 

(a.p.). 

L'universo di Neruda: tra passione radicale e verità umana

Pablo Neruda aveva un concetto drammatico e romantico della vita: Scrisse una volta: “non mi riguarda se non ciò che giunge profondamente alla mia sensibilità”. Si definiva un uomo tranquillo, era nemico non solo delle leggi e delle istituzioni, ma anche delle convenzioni, delle banalità della vita moderna che rendevano freddi e codificati gli stessi sentimenti.

Oltre la purezza stilistica

Non amava perciò la freddezza e la purezza stilistica delle poesie moderniste, troppo perfette e magari di buon gusto, per non essere prive di ardore.
Il suo rapporto con la realtà lo esaltava al punto da fargli credere di essere interprete autentico ed unico di qualsiasi segno essa volesse lasciare di sé.
La realtà era sempre presente davanti al poeta, sotto forme spesso estreme e tragiche: rinuncia malinconica ad un bene inafferrabile, eterna rovina, continua disgregazione dei sentimenti, ma anche inno alla vita percepito, nella sua estremizzazione, come così legato alla morte incombente.

Il cantore universale dell'assoluto

È stato definito il più grande cantore dell’amore. Un sentimento cantato in tutti i suoi aspetti, senza confini e senza limiti, se non quelli della vita stessa. Era l’amore da vivere in modo intenso, totale ed assoluto, per tutta la vita o per un giorno, o magari per un’ora.
I suoi versi non mostrano parole raffinati, ma vocaboli semplici, eppure capaci di donarci, nell’armonia e musicalità dei versi, grandiose coinvolgenti emozioni.
Egli era un osservatore della vita umana in tutti i suoi aspetti, descritta ed esaltata con semplicità, la stessa che rendeva la sua poetica – priva di contorsioni e difficoltà linguistiche – davvero universale e così vicina al cuore di tutti.
Il ritmo dei suoi versi è incalzante, ci prende, ci avvolge. Rapisce l’anima, con stupore e calore infiniti.

Commenti

  1. Meraviglioso poeta dell'amore! Versi in cui si rispecchia chi è innamorato o comunque ha amato appassionatamente come lui, almeno una volta nella vita.Adoro 'La Barcarola' recitata mirabilmente da Luca Ward.

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.