Passa ai contenuti principali

Una riforma che non cura il malato: ha davvero senso dire di sì? 🏥 💊

fila di persone in attesa davanti al Pronto soccorso. sovrapposto foglio con scritta: Riforma della giustizia
(Introduzione ad a.p.). La credibilità di una riforma si misura sulla sua capacità di rispondere ai bisogni reali del Paese. Se la politica si concentra su architetture burocratiche mentre le urgenze sociali rimangono al palo, il dubbio non è solo lecito, ma doveroso. Questa riforma della giustizia assomiglia più a un diversivo che a una soluzione per i cittadini.

(a.p.) ▪️

Le priorità rovesciate della politica

C’è qualcosa di stupefacente nel modo in cui ci stanno proponendo questa riforma della giustizia. Mentre le famiglie italiane fanno i conti con lo stipendio che non basta mai, con le liste d’attesa infinite negli ospedali e con la preoccupazione per la sicurezza nelle strade e il degrado del territorio, la politica decide che la priorità assoluta è cambiare le regole interne del tribunale.

Una "cura" che ignora il sintomo

Ci dicono che questa riforma sia la "cura magica" per far funzionare la giustizia, ma è una promessa che non sta in piedi. È come se un medico ti proponesse di ridipingere le pareti dell'ambulatorio mentre hai la febbre a quaranta: può essere un lavoro ben fatto, ma non ti farà guarire.

Il paravento della cronaca nera

Sentiamo usare nomi di cronaca nera — casi che hanno colpito l'opinione pubblica — per giustificare modifiche costituzionali. È un trucco retorico fastidioso: la separazione delle carriere o la divisione del CSM non accorceranno di un solo minuto un processo per furto, non svuoteranno le carceri che cadono a pezzi e non aiuteranno il cittadino che aspetta anni per una causa di lavoro.

Il rischio dell'influenza politica

C’è poi un’ipocrisia di fondo. Sappiamo bene come funziona in Italia: da decenni, chiunque sieda al governo cerca di infilarsi ovunque ci sia potere, dalle banche alla televisione pubblica. Credere che questa riforma serva a rendere i magistrati più efficienti, quando il rischio reale è solo quello di metterli sotto l'influenza della politica di turno, significa ignorare la storia del nostro Paese.

La serietà prima della propaganda

Ecco perché il dubbio è più che legittimo. Quando una riforma non affronta nessuno dei problemi reali delle persone, quando non tocca le vere urgenze economiche e sociali, ma sembra fatta solo per riorganizzare il potere tra le poltrone, allora la risposta più sensata è fermarsi. Dire NO è una richiesta di serietà: prima risolvete i problemi dei cittadini, poi — forse — penseremo a cambiare la Costituzione. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Come una farfalla: il battito d'ali che sa di casa 🦋

(Introduzione a Valeria Giovannini). L'elaborazione del lutto e il legame indissolubile con chi non c'è più passano spesso attraverso piccoli segni della natura. In questo racconto, un pranzo in montagna si trasforma in un momento di spiritualità e tenerezza, dove una farfalla diventa il ponte tra il passato e il presente, tra la terra e il "mondo altro". (Valeria Giovannini). Una visita inaspettata nel giardino di casa Nel giardino di casa, in montagna, oggi è avvenuta una magia. Stavamo pranzando all'aperto, come sempre, quando una stupenda farfalla si è posata su un muro. «Mamma, papà, guardate che bella!». «Ah sì, è la nonna Anna». Mio figlio mi ha guardata perplesso, mio marito ha fatto segno per dire che sono matta. No, è che io ho sempre avuto la convinzione che la nonna mi avrebbe salutata così, dal mondo altro. Così, l'ho raccontato ai miei due uomini. Il ricordo dell'ultimo fremito Quando le si fermò il cuore, avevo la sua mano, scossa dagli ulti...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Val di Susa: la violenza organizzata e la risposta che manca

(Introduzione ad a.p.). La gravità degli eventi in Val di Susa impone un'analisi che vada oltre l'emotività del momento. L’entità dei danni, il profilo dei manifestanti e i limiti dell'attività di prevenzione, portano ad una lettura critica delle implicazioni di quanto accaduto. (a.p.) La gravità dei fatti e la pianificazione dell'attacco A distanza dagli eventi della Val di Susa, la cenere degli scontri lascia il posto a una necessaria riflessione a freddo sui fatti, sulle loro implicazioni e sulle risposte che le istituzioni sono chiamate a dare. Quanto accaduto non può essere archiviato come l'ennesima protesta di piazza finita male, ma richiede un'analisi lucida della mutazione che ha interessato certi fenomeni di dissenso. Il dato di realtà da cui partire è la gravità delle conseguenze materiali e umane: la distruzione sistematica della logistica del cantiere e il ferimento di 124 agenti delle forze dell'ordine rappresentano il bilancio di un'azione...