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Spritz

Il disincanto che accompagna le giornate


di Marina Zinzani

Non è vero che ci si abitua, si è sempre più stanchi, semplicemente. (Charles Bukowski)

L’aperitivo al tramonto, un amico con cui scambiare due chiacchiere, guardare la gente che passa.  Momento di riposo, svago, la settimana in ufficio alle spalle, lo Spritz ti è sempre piaciuto, e poi due patatine e qualche oliva non dispiacciono mai.
Sei un uomo fortunato, puoi ritagliarti questo momento ogni tanto, meglio il sabato pomeriggio. Puoi parlare di calcio, di automobilismo, di qualche notizia del momento, non sei contento? Pensa a quel tizio che il sabato pomeriggio deve accompagnare la moglie al supermercato, con i bambini che strillano, dopo un paio d’ore c’è l’alienazione, e non può neanche lamentarsi, perché sua moglie fa cento cose più di lui.
Non hai un prato da tagliare, ma conosci gente che il sabato pomeriggio si occupa della propria casa, e ogni tanto il prato da tagliare c’è. Tu niente, sei in un palazzo grigio, non ti occupi del prato condominiale, e conosci a malapena i tuoi vicini. E puoi goderti un aperitivo con un amico, o un paio d’amici, il sabato pomeriggio. Sei un privilegiato, lo sai?
Eppure non sai nulla della felicità, se ti è passata accanto. Conosci la stabilità, l’amore, hai una donna a casa con cui vivi da tanti anni, sei fortunato, dovresti saperlo. Ma la felicità, quella pace di dentro, quella voglia di alzarti la mattina e di fare mille cose, quella sorta di acqua fresca sul viso no, non la conosci.
Conosci un lungo percorso di ostacoli, conosci mura che sembrano gabbie, persone che hanno poca voglia di parlare, chiuse e scontrose, o ambigue, non sai neanche cosa pensino veramente, se hanno voglia di sapere di te, chi sei, cosa fai, se sono pronte ad accoltellarti alle spalle, se a loro conviene. Conosci l’apatia, la stanchezza di giorni sempre uguali, la noia di persone annoiate che ti contaminano con i loro luoghi comuni, la loro mancanza di voli.
Nessuno vola, per volare c’è bisogno di ali speciali, che sono grinta, speranza, rabbia, determinazione. Qui tutto è fermo, in sonno. Se c’è stata qualche ala, si è persa per strada, da qualche parte deve esserci qualche piuma calpestata.
Ci si abitua alla quotidianità lenta che spegne, ai discorsi soliti di altre persone che vorrebbero essere da un’altra parte. Ma tu hai tante cose, no? Svegliati, guardati attorno, c’è gran parte dell’umanità che sta molto peggio di te!
Povera anima, poche parole, quasi una rassegnazione. Qualcuno pensa che innamorandosi di un’altra donna, più giovane naturalmente della moglie, si possa risentire l’onda della giovinezza, si possa confondere il disegno degli dei, cioè la decadenza che hanno preparato. Magari funziona, ricominciare un libro, credere in un nuovo amore, cercarlo, fa riaprire una gioia di vivere inaspettata. 
Che pensieri stanchi, oggi pomeriggio. È il tuo amico, che ha poche cose interessanti da dire, che ti sta avvilendo. Finisci il tuo Spritz, non starlo a sentire. Torna a casa, e quando vedi tua moglie proponile una serata solo per voi due, una cosa diversa. Costruisci un momento diverso. Lei ti guarderà sorpresa, poi leggerai nei suoi occhi la tua stessa stanchezza e la voglia di altro. Potete darvi la mano, allora. La serata sarà vostra.

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