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L'anno sabbatico

Fuggire da sé


di Marina Zinzani

L'uomo è vittima di un ambiente che non tiene conto della sua anima. (Charles Bukowski)

Vorresti fuggire da qualche parte, a volte ci pensi. L'idea di prenderti un anno sabbatico ti alletta, ma non provi neanche ad accennarglielo a tua moglie. Penserebbe che qualcosa di grave è avvenuto nella tua vita, che non stai bene, e si ricorderebbe il nome di uno psicologo, uno consigliato da una sua cara amica.
Potresti parlarle della tua stanchezza, lei ti proporrebbe allora qualche giorno in montagna, solo voi due, senza figli, lunghe passeggiate in mezzo ai boschi e panorama rigenerante. Ma non è quello che cerchi, o meglio ti farebbe bene, senza dubbio, ma al ritorno sarebbe tutto più o meno uguale, stesso ambiente, stessi problemi, stesse paure, stessi conflitti, e tanto silenzio.
Certo avere due adolescenti in casa, due ragazzi che anelano come prima cosa ad un tatuaggio come ce l'ha l'amico, non è il massimo. A volte ti senti inadeguato come padre, per non dire fallito, i principali discorsi con i tuoi figli si concentrano sui soldi che servono a loro, e questo non è il massimo, ma le generazioni hanno sempre fatto fatica a parlarsi, ed ora molto di più.
Quindi tu hai un ruolo, in famiglia, sul lavoro, e dove dovresti andare? Non sei più un ragazzo che dopo la laurea va a farsi in giro da qualche parte, e ci sta dei mesi, senza pressioni, un anno di libertà, quello sì è un anno sabbatico come si deve. E tu cosa vorresti fare? 
Andare in un luogo del Terzo Mondo dove si vive benissimo con poco denaro, e lì la vita è più autentica, non c'è traffico, né il telefono che suona continuamente, sei in stretto contatto con la natura. Un amico che ha fatto questo grande salto te l'ha raccontata la sua nuova vita, e mai più tornerebbe indietro, te l'ha detto, si era separato, stava male, e là è rinato, ha trovato anche una giovane donna.
Il senso di insoddisfazione non lo puoi raccontare, confidare, condividere. È dentro di te. Hai un ruolo, devi portare a casa uno stipendio, pensare alla tua famiglia e poi, da vecchio quasi se ti rimane qualche anno per te e tua moglie allora si vedrà, potete fare qualche viaggio, ma è probabile che la tua presenza serva ancora, perché ci saranno dei nipotini da accudire, e tu cosa fai, vuoi andarti a divertire e quelli pagano una baby-sitter?
No, caro mio, i sogni sono ritagliati in pochi minuti. Quando prendi il caffè al lavoro col tuo collega, quello che sogna la Polinesia, la Thailandia e altre località di cui si informa continuamente. Un giorno lascerà tutto e ci andrà, te l'ha detto più volte. Tu lo ascolti, interessato, rapito dalla sua aria sognante, e intanto lo vedi invecchiare.

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