Passa ai contenuti principali

Nostalgia canaglia

Il sentimento che ci fa fluttuare

di Cristina Podestà 

La nostalgia fa parte di noi, ci si nasce nostalgici, si prova fin da piccoli. Può essere un sentimento struggente, più leggero ma quasi sempre velato di malinconia.
Spesso fluttua tra il ricordo di occasioni perdute, di momenti stupendi vissuti e non compresi completamente allora, fino al rimpianto per ciò che si era, per cosa si possedeva, per chi avevamo con noi.
Può essere, ogni tanto, anche una cosa dolce abbandonarsi a questo stato, ma è parecchio rischioso e pericoloso permanervi.
Vi sono persone inclini che trascorrono molto tempo in questo stato d’animo, scivolando in condizioni di forti conflitti con sé stessi e il mondo attuale, dunque, se capita di entrarvi dentro, cerchiamo di starci poco e di fuoriuscire al momento giusto, prima di invischiarci a nostro svantaggio. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Michela, l’amore che bruciava in silenzio: una storia clandestina nata in ospedale 🏥

(Introduzione a Daniela Barone). Il ricordo di un primo amore è spesso custodito in un cassetto a doppia mandata, dove la nostalgia si mescola alla consapevolezza della maturità. La storia di Orlando e Michela non è solo il racconto di una passione nata tra le corsie di un ospedale alla fine degli anni '90, ma una riflessione profonda sul peso del tempo, sulle convenzioni sociali e sulla differenza tra l'amore clandestino e la libertà di tenersi per mano. Un viaggio emotivo che esplora il confine sottile tra l'incanto di un sogno giovanile e la realtà dell'età adulta. (Daniela Barone). L'inizio tra le corsie Era la metà di dicembre del 1999 quando io, Orlando, allora appena ventunenne, ero stato assunto come infermiere all’ospedale di C. Avevo conseguito brillantemente il diploma e non vedevo l’ora di iniziare a lavorare. I turni erano pesanti, specialmente quelli di notte ma dopotutto mi restava abbastanza tempo per il riposo e lo svago. Non uscivo con nessuna raga...

Uccello in gabbia: la follia gelida di Daniela tra sangue e sbarre ⛓️

(Introduzione a Vespina Fortuna). Ci sono vittime che cercano disperatamente una via d’uscita. Questo nuovo capitolo tratto dalla serie "Donne maledette", storie di donne immaginarie, ci pone invece di fronte a un abisso differente. L’autrice dà voce a Daniela: una donna che non subisce l’orrore, ma ne è strumento e interprete. Attraverso una lettera gelida e priva di rimpianto, scopriamo il delirio di chi ha scambiato il sangue per un ideale e la cella per un piedistallo morale. È la storia di un "uccello in gabbia" che non vuole essere liberato, perché convinto che le sbarre siano l'unico luogo da cui guardare il mondo con purezza, mentre fuori la vita — e gli affetti — si consumano inesorabilmente. (Vespina Fortuna). Una notizia tra le sbarre Cara mamma, ho saputo che papà ci ha lasciati. Ieri è venuto Maurizio e me l’ha detto. Me l’ha sbattuta in faccia questa notizia, guardandomi dritta negli occhi, quasi come se volesse farmi male o se la colpa fosse mia...

Lettere ingiallite dal tempo: l’eredità dell’amore nel domani del mondo 🖊️📃

(Introduzione a Beatrice Nioi - Commento a.p.). In un futuro in cui il mondo avrà cambiato pelle, cosa resterà della nostra umanità? L’autrice ci regala una visione poetica e solenne sulla memoria e sul destino dei sentimenti. È un invito a riscoprire ciò che sopravvive al tempo: un amore che, spogliato dalla rabbia e dal dolore, si fa eterno tra le righe di lettere ingiallite. (Beatrice Nioi).  Un viaggio sulla forza e la fragilità E quando i tempi diverranno così vecchi che il sole avrà cambiato colore, le navi non sapranno più navigare, e le storie dovranno ricominciare, incideremo sulla roccia i nomi degli amici perduti, e degli amati che si saranno dissolti tra le fiamme dell'avvenire.  Busseranno alla porta i ricordi, ma stilleranno senza lacrime i rimpianti, dolci come fruscio d'onde. Gli sguardi si rapiranno all'ombra degli abbracci, e scorreranno limpidi i pensieri, liberi da stagioni in cui non fu che rabbia, e dolore muto. Da lettere ingiallite, accese di passion...

Padre Pio e il segreto della mamma: quel primo viaggio finito in lacrime 🚂 🙏

(Introduzione a Daniela Barone). Il ricordo di un’infanzia fatta di tram e sogni modesti si intreccia con il resoconto di un pellegrinaggio carico di speranza e tensione. In questo racconto, il "primo viaggio" di una bambina diventa la cornice di un incontro ravvicinato con il sacro e con la severità di un uomo diventato leggenda, svelando le fra-gilità e le contraddizioni di una famiglia in cerca di risposte. (Daniela Barone).  La partenza e il sogno del Sud Quando ero molto piccola io e la mia famiglia ci spostavamo in tram e in seguito in filobus. Papà mi portava a volte sulla sua moto per brevi giri nei dintorni. Aveva uno stipendio modesto, perciò poter comprare un’automobile sembrava davvero un sogno irraggiungibile. Fui quindi entusiasta quando un giorno mi annunciò che avremmo fatto presto un viaggio molto lungo in treno: saremmo andati al sud, in Puglia e precisamente, a San Giovanni Rotondo. Mi piacque il nome di quel paese e non chiesi nemmeno il perché di quella d...

Ibusemi: la malinconia sottile che non sappiamo spiegarci 🇯🇵

(Introduzione a Marina Zinzani). Esistono emozioni che la lingua italiana fatica a perimetrare con un unico termine. “Ibusemi” è una di queste: una parola giapponese che tenta di dare forma a uno stato d’animo. Non è solo tristezza, ma una vibrazione dell’anima che ci connette a ciò che manca o che avrebbe potuto essere. (Marina Zinzani).  La geografia dell'assenza “Ibusemi” è una parola giapponese che cerca di cogliere uno stato d’animo di non facile lettura. La malinconia che assale, senza una spiegazione ben precisa. Ma la malinconia in sé ha contorni spesso indefiniti. È la mancanza di una persona cara, di un ambiente che si ricorda gradevole, di una persona amica. È quel senso di solitudine della domenica pomeriggio, quel vedere il sole e la vita là fuori suggerita, e percepire la mancanza di qualcosa, quello che poteva essere e non è stato, quello scontro umano quando doveva esserci assonanza, quel fiore che non colsi. Tra versi e tempeste dell'anima La malinconia che fa ...