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Il passero: l'ultima preghiera di chi vive nell'ombra 🕊️

Primo piano di un passero domestico maschio (Passer domesticus) posato su un tronco di legno grezzo, con lo sfondo sfocato e verde della natura, simboleggiando la libertà e la speranza.
(Introduzione a Marina Zinzani). Questa poesia ci getta senza filtri nel cuore nero della violenza domestica, là dove le parole si svuotano di senso e ogni oggetto comune – la borsa, la patente, la stessa identità – diventa inutile peso. È il racconto di una donna inghiottita dalla solitudine, imprigionata da sbarre invisibili e dal giudizio esterno, costretta a fingere di fronte a chi non vuole o non può capire. In questo inverno perenne, in cui il "lupo" si maschera da agnello, la verità è un incubo quotidiano che solo la morte sembra poter spezzare. La preghiera non è rivolta agli umani, ma a un piccolo, fragile messaggero di libertà: un passero, che con la sua presenza ci ricorda l'esistenza della primavera e del mondo oltre la finestra chiusa.

💀 L'inutilità degli oggetti e l'identità perduta

(Marina Zinzani) ▪️

Le parole non servono
le azioni non servono
neanche i miei vestiti servono
il tocco di eleganza se n’è andato da un pezzo
non serve la mia borsa
e neanche serve il mio portafoglio
i documenti
posso ricordarla la foto della carta d’identità
sorridevo
non era un momento particolare
ma sorridevo un poco, stavo bene
ero questa
più giovane
con delle aspettative
non cercavo la felicità assoluta
quando mai
chissà dov’è la felicità
non ha mai bussato alla mia porta
non si è mai ricordata che l’aspettavo in casa
aspettavo un raggio di sole.
Non serve la patente
dove vado, dove scappo
qual è la strada per fuggire
è facile parlare per chi sta fuori
hanno la soluzione in tasca, alcuni
tu fai una cosa e tutto finisce
l’incubo finisce
ci sono leggi che ti proteggeranno
vallo a dire a quelli
devono ammazzarti per crederti
teatrino e solitudine
si vede tutti i giorni in televisione
sono sola
lui è sempre qui
pronto ad aspettarmi
il lupo ha fame
ogni pretesto è buono
il lupo si veste da agnello, di fronte agli altri
“devi avere pazienza
devi saperlo prendere”
mi hanno anche detto.
Cosa mi serve la carta d’identità
io l’ho perduta l’identità
e cosa mi serve la patente
se scappo lui mi troverà

💀 Le sbarre e il silenzio complice

mi serve la tessera sanitaria
mi è servita delle volte, questo sì
quando cadevo dalle scale
quando urtavo contro uno spigolo
e il gonfiore si vedeva per giorni
o quando il labbro si è spaccato
le parole della dottoressa del Pronto Soccorso
“è sicura che questa sia la verità?”
Complice di un carnefice
facile dire così
dove vado, cosa faccio, come vivo, io non lavoro
dove andranno i miei figli
i soldi che mancano
le sbarre che creano disperazione e silenzio.

🕊️ Il passero: la speranza della primavera

A volte vedo un passero
che si posa sul mio balcone
forse cerca qualche briciola di pane
è inverno, è freddo
è sempre inverno a casa mia
o forse quel passero vuole dirmi qualcosa
bisognoso di pane, amorevole con me
mi dice
“cosa aspetti ad andartene
non è più vita questa
prepara le tue cose
e quelle dei tuoi bambini
c’è il mondo là fuori
c’è anche la primavera
non solo l’inverno
ci saranno mandorli in fiore fra poco
te lo ricordi Van Gogh
la purezza che hai dentro e la rinascita
esci da questa casa
e torna a vivere.”

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