Passa ai contenuti principali

💡 Il buio non è la fine: la bellezza nella selva del dolore

(Introduzione a Marina Zinzani). A volte la vita ci riserva incontri imprevisti: un dolore inatteso, un lutto che non è solo una perdita, una malattia che ci rende soli. È come perdersi in una selva oscura, circondati dal silenzio e dallo sgomento. Ma cosa succede quando, nel punto più basso della nostra fragilità, si leva una voce che sussurra "coraggio"? Marina Zinzani ci guida in una riflessione potente sul dono impalpabile che si nasconde nelle situazioni più difficili e sulla via per ritrovare l'alba.

🌑 L'ospite inatteso: solitudine, perdita e baratri

(Marina Zinzani) ▪️ Si fanno incontri imprevisti a volte. Si prendono strade che non si sarebbe mai pensato di percorrere. E si è disorientati. Arrabbiati. Sgomenti. Increduli. Soli.
A volte l’ospite inatteso è un evento, un dolore grandissimo, la perdita di una certezza, un baratro che si apre, un lutto, e di lutti possono essercene di diversi tipi, c’è un lutto anche se l’altra persona è ancora in vita, ma ha spezzato il cuore o ha semplicemente deluso. A volte l’ospite inatteso è una malattia non necessariamente propria, può essere di qualcuno che amiamo.

🐺 La selva oscura: ululati di lupi e paura

La selva oscura, la strada buia, perdersi nel bosco di notte, ululati di lupi, passi inquietanti che sono dietro le spalle, come qualcuno che ci segue ed è pronto a prenderci, a tapparci la bocca, a strozzarci.
Dolori e Dio che dà la forza, pensa qualcuno. Il contraltare del male che ci appare sotto forma di una persona che ci tende una mano, oppure quando si pensa di essere davvero soli, una voce dentro si leva e ci dice “coraggio”. Una forza venuta dal profondo, magica, si fa strada e si esprime con un pensiero, con un’idea, con il coraggio che si dà a sé stessi.

🌅 L'alba interiore: riscoprire la bellezza nel silenzio

Allora si avverte l’alba, le prime luci dell’alba, e si allontana la notte con i suoi incubi, i suoi fantasmi. Si guarda in alto e attorno ci si accorge della bellezza di una foglia, di un albero, si cammina sull’erba, e si sente che un po’ del sole del mattino irradierà il nostro viso.
Cosa è cambiato? Sono arrivati dei doni? Forse no, se si guarda da un lato puramente materiale. Però può essere cambiato il modo di vedere le cose, di viverle, assaporando ogni giorno, ogni momento, senza pensare al domani e alle sue incertezze.
Il dono di certe situazioni difficili può essere impalpabile. Però se ci si ferma un attimo, si riesce a cogliere qualcosa nel silenzio della propria fragilità. È il dono di chi cerca una via d’uscita e si guarda attorno, e in questo cercare incontra la bellezza sotto qualche forma, la sente, la respira, non arrendendosi.

Commenti

Post popolari in questo blog

Odissea: il film tra spettacolo grandioso e dramma umano

(Introduzione a Marina Zinzani). Il mito di Ulisse torna sul grande schermo con la maestosa regia di Christopher Nolan. Tra imponenti visioni cinematografiche e una profonda introspezione psicologica, il film trasforma il classico omerico in un’opera intimista e dolorosamente attuale, guidata dall'interpretazione di Matt Damon. (Marina Zinzani) Un’opera intimista Certamente “Odissea” è il film del momento, di cui tanti parlano. Riporta con la mente alla versione di tanti anni fa, di Bekim Fehmiu, che ha lasciato una traccia mai dimenticata. Ma qui siamo in un altro campo: il regista Christopher Nolan ha creato un’opera imponente, in cui prende lo spettatore e sembra di portarlo dentro la storia, in mare, nei momenti di terrore di Ulisse e dei suoi compagni, fra le mura di Troia, con i personaggi raccontati, rimasti nella nostra memoria e immaginazione. Un Ulisse moderno, segnato dal peso della colpa Quello di Nolan è un Ulisse provato, stanco, con il peso della coscienza: quello ch...

C'è una storia che ho bisogno di raccontare

(a.p.). Una storia, su radici, terra, e il coraggio di cercarne di nuova senza perdere la prima. Non un annuncio, o un bilancio. L'ho scritta per chi, in questi anni, ha reso questo giardino comune. Potete leggerla sul nuovo sito, www.pagineletterarie.it: Migrare. Una storia di radici e di nuova terra .

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Lia

di Marina Zinzani (Introduzione di Angelo Perrone) (ap) I “racconti del sabato”. È un momento particolare, il sabato, come conclusione della settimana. Perché mai uniforme, uguale all’altro. Qualche volta per esempio anche più gravoso. Infarcito di maggiori impegni, rimandati nei giorni precedenti e accavallatisi tutti insieme, da assolvere correndo prima di esserne sommersi, sfruttando le ore contate, insufficienti.  Nel migliore dei casi, è occasione per ritagliarsi un tempo per sé. Quanti modi ci sarebbero per qualcosa di piacevole, divertente. Un’attività che dia gioia, faccia stare meglio. Come guardare un film, uscire con gli amici, leggere un libro. Coltivare piccoli piaceri.

Il valore civile del rispetto

La reazione commossa della gente alla morte di Fabrizio Frizzi sta a indicare che l’umanità e la gentilezza sono importanti anche nel vivere sociale. di Angelo Perrone * Le parole con le quali il sacerdote lo ha ricordato alla veglia funebre nella chiesa degli artisti a Roma esprimevano – almeno questa volta – un sen tire diffuso e comune: «salutiamo un amico, uno di noi», è stato detto di Fabrizio Frizzi. La notizia della sua morte improvvisa ha commosso non solo l’ambiente dello spettacolo, ma la gente qualsiasi.