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La luce di Elettra

La tentazione di rinunciare a lottare, poi una speranza

di Cristina Podestà

Non sempre è facile, a volte non si può. Ti senti il cuore emarginato e sanguinante, ferito nel profondo, devastato come un campo violato. Intorno il freddo, il salmastro e il mare scuro e profondo. 
Cecilia è lì, piedi in acqua fino alle caviglie, immobile, squarciata. È proprio quel gelo che la tiene attaccata ad una realtà che altrimenti sembrerebbe un incubo.Ha appena consegnato la sua bambina di tre mesi ad un istituto. Ha firmato tutte le carte per darla in adozione. 
È sola Cecilia. La sua famiglia l’ha condannata appena si è innamorata di Mattia, a detta loro un irresponsabile, nullafacente, donnaiolo e che aveva messo gli occhi sulla condizione benestante di Cecilia, di 20 anni più giovane. Cecilia è carina e solare, non troppo alta, colta e ben fatta ma ancora non ha un lavoro, ama studiare e soli 18 anni. 
Mattia è bellissimo. Gli occhi verde mare in tempesta, alto, atletico, sornione e riservato ma si è insinuato nella sua vita piano piano, senza forzarla. Cecilia litiga coi genitori e se ne va a vivere da lui. Mattia non è felice di questa scelta e le precisa che sarà sua ospite finché non troverà una soluzione migliore.
Poi il bambino: Mattia alla notizia non sorride, non è contento, le confessa che è già impegnato. Cecilia prova a tornare a casa, il cuore gonfio di varie sensazioni, la testa bassa. Nulla da fare. Porta chiusa. Si affida così all’istituto che la accoglie in cambio di qualche lavoretto. Ma appena la meravigliosa Elettra vede la luce, tutto cambia. La bambina sarà data in adozione. Per forza, Cecilia non può farcela. Così quel giorno la lascia. 
Vuole morire ma non ne ha il coraggio. E mentre lacrime amare le scendono copiose e i piedi si gelano nell’acqua fredda, sente un rumore. Si volta, sorpresa. Suo padre! È lì, le sorride, e lei gli corre incontro intuendo qualcosa di bello. La madre superiora lo ha avvertito. Lo ha convinto. Ha già Elettra in auto. E ha cercato sua figlia nei luoghi che sapeva a lei più cari. 
Lieto fine? Forse. Cecilia sarà diversa dalle amiche di scuola, non vivrà i suoi anni giovanili spensierata e allegra. Paga il suo sbaglio. La sua testardaggine. Ma si accorge che Elettra e il ricongiungimento con la famiglia valgono molto di più delle feste adolescenziali, delle noiose serate a fumare, della vita vuota di molti suoi coetanei. 

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