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L'ambizioso

di Laura Maria Di Forti

(Angelo Perrone) Li incontriamo nella vita sociale. Qualche volta un tipo così lo abbiamo anche in famiglia. Hanno caratteristiche antiche come il mondo, che senza di loro non sarebbe così colorito. Sarebbe un errore considerarli banali, uguali, eterna incarnazione di difetti, eccessi, o vizi. Null’altro da scoprire? E se provassimo ad ascoltarli, a conoscerne la verità?
Capirne di più, senza indugiare sulle devianze caratteriali. Piuttosto dando loro la parola, e noi zitti ad ascoltare. Cos’avranno da svelarci? Per una volta possono mostrarsi da dentro, togliendosi la maschera. E’ quello che prova a fare l’autrice di questi ritratti. Cambia l’opinione su di loro?
Dopo “Il bugiardo”, “L’arrogante”, “Il seduttore”, “L’invidioso”, “Il misantropo”, ecco “L’ambizioso”.

Accontentarmi? Mai. Io miro alla vetta, al vertice, insomma guardo in alto e non a un palmo di distanza dal mio naso, come la maggior parte delle persone. 
Io sono avido di gloria, di successo, sono assetato di considerazione e di rispetto. Non mi soddisfano le mezze misure, voglio il massimo, le cose migliori, voglio essere qualcuno di importante.  
Si dice che l’erba voglio non cresca nemmeno nel giardino del re. Fandonie! Bugie belle e buone per indurre a rinunciare all’eccellenza e rimanere impantanati nella mediocrità. 
Certo, potrei fare a meno di tante cose e rinunciare a essere il migliore, ma io sento forte il bisogno di emergere. E la mia fantasia mi porta ad immaginare panorami migliori di quello nel quale attualmente mi trovo. La mia immaginazione mi conduce a ricercare una più consona sistemazione, una più corretta posizione sociale grazie alla quale potrò guardare tutti con benevolenza, felice di aver raggiunto la vetta.
Noi siamo in fondo dei passionari, ci animiamo per raggiungere l’eccellenza, cavalcare l’onda per poter arrivare in alto, guadagnare l’impossibile e toccare il cielo.
D’altronde, e di questo dovete darmene atto, senza di noi ambiziosi il mondo sarebbe ancora all’età della pietra e verserebbe in condizioni pietose. Non erano forse ambiziosi gli eroi e i condottieri, i grandi scienziati o i geni dell’arte?
Dovreste esserci grati perché se oggi il mondo è migliore, voi lo dovete a noi.

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