Passa ai contenuti principali

Bambini innocenti

L’affetto incontrato per caso

di Cristina Podestà

Il profumo dei limoni aveva segnato la vita di Alex fin dalla nascita. La limonaia dei nonni era immensa, quasi più grande dell’uliveto. La mamma non voleva che lui si spingesse da solo troppo lontano, mentre il padre la riprendeva per queste sue apprensioni ingiustificate. Esiste una linea che ogni genitore traccia, diversa per ogni persona ed è quella che separa la giusta dose di libertà da dare al figlio dal timore che corra pericoli. 
Alex quando era con i nonni correva sotto le piante di limoni, in piena estate, respirando a pieni polmoni odore di basilico, menta e rosmarino. Inebriato arrivava al confine con un terreno incolto e abbandonato, pericoloso pure perché vi bivaccavano spesso persone spostate, drogati, e  la notte era frequentato da cinghiali, lupi ed altri animali selvatici. 
Nella sua corsa verso la libertà, Alex talora si trovava troppo avanti; il cuore cominciava a pulsare forte nelle orecchie e immediatamente il bambino tornava indietro con un po’ di ansia e preoccupazione. Quando poi da lontano intravedeva la casa dei nonni, subito allentava il passo e si confortava, rilassandosi. 
Un giorno di sole accecante il bimbo non fece caso al percorso fatto. Correndo nella luce dietro il suo aereo col filo, si ritrovò quasi in fondo quando il piede infilò una buca profonda. Il dolore improvviso e inaspettato gli fece tirare un urlo fortissimo. E cadde. Rovinosamente, terribilmente, dolorosamente come un sacco. 
La fitta arrivò fino al cervello; gli occhi si riempirono di lacrimoni e Alex cominciò a piangere invocando la mamma. Ma era al lavoro e lui in consegna ai nonni che, a quell’ora, facevano un pisolino.
Passò del tempo. Quanto? Due ore, forse più. Il bimbo sudato, impolverato, dolorante aveva sete e quasi non più fiato, il sole lo accecava e gli faceva male la testa. Si rannicchiò sentendo arrivare il sonno. Ma appena chiuse gli occhi, una mano lo toccò. Spaventato e agitato vide sopra di sé un volto sdentato, brutto e sporco. Tentò di alzarsi ma il piede non reggeva e allora gridò.
L’uomo, un clochard, gli fece cenno di non temere e gli offrì una bottiglia di acqua per rinfrescarsi. Alex cominciò a fidarsi e bevve avidamente. L’uomo non parlava italiano ma, a cenni, gli fece capire che lo avrebbe preso in braccio e portato a casa. Il bimbo tendeva a opporsi ma, alla fine, cedette e si fece prendere.
La nonna lo cercava da un po’, inquieta e preoccupata. Non aveva detto al marito che Alex non rispondeva alle sue chiamate. Decise di inoltrarsi nella limonaia quando vide da lontano l’uomo col bimbo in braccio. Fremendo e tremando di paura chiamò il marito. Ma ben presto entrambi compresero ciò che era accaduto. 
L’uomo lasciò vicino casa il bambino che dischiuse gli occhi dopo averli tenuti socchiusi per la eccessiva luminosità. La nonna corse verso Alex che spiegò tutto e fu portato in ospedale.
Al ritorno tutto euforico raccontava la sua avventura con animo di eroe. All’arrivo dei genitori il bambino, dopo avere dato le spiegazioni necessarie, disse a tutti: “Mi ha salvato uno degli uomini di cui voi avete tanta paura. Non era italiano, ma il suo cuore era come il nostro, mi ha tenuto stretto, abbracciandomi e facendomi sentire al sicuro. Prometti mamma che, quando sarò guarito, mi porterai a cercarlo per poterlo ringraziare. Io credo che lui mi voglia bene e io ne voglio a lui”. 
L’innocenza supera ogni pregiudizio, ogni ostacolo, ogni cattiveria. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

La guerra, lato oscuro dell’uomo: un’eredità di memoria e speranza 🌈

(Introduzione a Daniela Barone). Dai racconti di guerra dei genitori all'impegno civile tra i banchi di scuola. Un viaggio nella memoria familiare che attraversa l'orrore dei conflitti e il dovere della testimonianza, per approdare a una convinzione profonda: solo la cultura della riabilitazione e dell'inclusione può spezzare il ciclo della violenza. (Daniela Barone) ▪️ Tra Genova e i Nebrodi: la guerra come racconto familiare Fin da piccola amavo ascoltare le storie dei miei genitori sulla guerra. Ciò che mi piaceva di più era però la diatriba che ogni volta si innescava in modo quasi teatrale fra papà e la mamma.  « Genova fu colpita duramente dai bombardamenti, sai? Ancora adesso ricordo le sirene che ci svegliavano di notte. Che incubo! Scappavamo da casa con coperte e cuscini per raggiungere in fretta le gallerie-rifugio. » mi raccontava con enfasi.  « Eh, quante ne abbiamo passate » continuava la mamma lanciando occhiate provocatorie a papà.  Lui ogni volta l’interr...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...