Passa ai contenuti principali

Farfalla

Saper dubitare, anche di sé stessi


di Marina Zinzani

Il problema è che le persone intelligenti sono piene di dubbi, mentre le persone stupide sono piene di sicurezza. (Charles Bukowski)

Non navighi in acque tranquille, e pensi. Si accendono delle luci, sfuocate come una lampadina sporca per la polvere, in una soffitta dove vengono messi degli oggetti dismessi, dei giocattoli o delle cose che proprio non si usano più.
Quella soffitta sembra un affresco decadente, non è come quelli di Giotto, è un muro scrostato e un po’ fatiscente. Pezzi della tua storia che ti porti dietro, ogni tanto ci ritorni con la mente, e pensi, pensi. Questo pensare ti ha consumato il cervello!
Dai, sorridi un po’! Una certa ironia non guasterebbe, ma capisco che gli dei, o meglio i tuoi genitori, non te la diedero, hai sempre preso tutto molto sul serio, la leggerezza non stava dalle tue parti.
Ti sei interrogato tanto, sempre, perché gli dei, o i tuoi genitori, o i cromosomi o cos’altro, ti diedero la sensibilità. E con quella hai avuto occhi diversi, un odorato diverso, il tuo cuore batteva in modo diverso e accidenti tutto questo non ti ha portato sempre a star meglio, anzi! 
Il tuo sapere, il tuo indagare, il tuo voler conoscere ti ha portato ad una marea di dubbi! E come ci vivi con i dubbi? Male. Non sai neanche se sei stato un bravo padre, un bravo marito, uno che abbia fatto il massimo. No, non lo sai. 
Spesso pensi di non sapere niente, di avere sbagliato con tuo figlio, questo lo pensi un giorno sì e un altro no, anche se non è certo un delinquente quello che hai allevato, è un ragazzo come gli altri, come i suoi amici, un ragazzo di oggi e non ti puoi lamentare più di tanto.
Vorresti muovere le montagne delle volte, e ti riduci alla fine a pensare al tuo piccolo mondo, alle sue necessità materiali, ma senti e vedi, e questo sentire e vedere ti fa partecipe di ciò che accade attorno a te. Da lì al diventare disincantati e malinconici il passo è breve. Anche se questa è la tua natura, la tua natura, e cosa ci puoi fare.
Quell’uomo ad esempio che taglia l’erba in giardino proprio ora, tu lo vedi, lo conosci bene, gli hai parlato delle volte. A lui interessa quello che succede nel mondo là fuori? Poco, direi poco. Dice qualche cosa di superficiale, grossolano, che si mischia al sentito dire, al “si dovrebbe fare, ma le cose vanno così”, e alla fine cosa gli importa degli altri? 
Quello è chiuso nel suo mondo perfetto, forse un po’ decadente anche il suo, però ha delle certezze, gode di un certo agio, parla con orgoglio di suo figlio, di sua moglie un po’ meno ma è piena di certezze anche lei e il che ne fa una coppia armoniosa, insomma non è uno che sta tanto a pensare. È circoscritto il suo mondo, ed ha una spiegazione per ogni cosa. 
Si muove, agisce, sport, supermercati, shopping, vacanze come si deve, e va bene così, non l’hai mai visto dubbioso, i suoi occhi non sono mai stati malinconici. Stupido? Chi lo può dire. La superficialità fa vivere meglio, come non essere d’accordo.
Ma quel momento in cui cammini da solo e pensi, e ti accorgi di una farfalla, e pensi che ci sono farfalle che vivono solo un giorno, quel momento ha qualcosa di speciale. 

Commenti

Post popolari in questo blog

Lettera a Elisabetta, la figlia nata due volte 🤱

(Introduzione a Daniela Barone). I legami superano le distanze, le incomprensioni e persino le separazioni forzate. In questa lettera, una madre ripercorre la storia di sua figlia Elisabetta: un viaggio fatto di ribellioni necessarie, rinascite dolorose e una ricerca incessante della propria libertà. Dalla sofferenza di un "secondo parto" emotivo alla conquista di una vita autentica, questo racconto è un inno all'amore indissolubile e alla forza di ricominciare. (Daniela Barone). Il debutto di "Pentolina" e i primi anni Eri nata una mattina soleggiata di dicembre, alla stessa ora in cui avevo dato alla luce Francesco, il tuo fratello maggiore. Quando ti avevano messa fra le mie braccia ero rimasta un po’ delusa dalle tue fattezze: mi aspettavo una bimba dai capelli biondi e radi come quelli di Francesco ma tu stranamente avevi una capigliatura castana lunga e folta che ti faceva assomigliare ad una scimmietta.  Il tuo visino era così largo che tuo padre ti aveva...

Nefertiti, regina silenziosa, e la mia voce ritrovata: il riscatto come donna 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Gli incontri attraversano i millenni per parlarci direttamente al cuore. Durante un viaggio in Egitto, tra i colossi di pietra e il soffio del deserto, la figura di Nefertiti esce dai libri di storia per diventare lo specchio di una rinascita personale. Questo racconto è il diario di un’epifania: la scoperta che la regalità non risiede in un copricapo d’oro, ma nella forza di riprendersi la propria voce. (Daniela Barone). Sotto il sole di Luxor: l’incontro con l’eterno Nel mio ultimo viaggio in Egitto trascorsi una giornata al maestoso sito archeologico di Luxor, la Tebe dell’antichità. La guida locale che parlava italiano con un leggero accento calabrese ci aveva mostrato sotto un sole rovente i colossi di Memnone, la Valle dei Re e il tempio di Karnak. Dopo aver ammirato la mummia annerita del giovane Tutankhamon, morto a soli diciannove anni, contemplammo i mirabili dipinti che ritraevano il faraone Akhenaton.  Nella stele di confine che prende i...

Michela, l’amore che bruciava in silenzio: una storia clandestina nata in ospedale 🏥

(Introduzione a Daniela Barone). Il ricordo di un primo amore è spesso custodito in un cassetto a doppia mandata, dove la nostalgia si mescola alla consapevolezza della maturità. La storia di Orlando e Michela non è solo il racconto di una passione nata tra le corsie di un ospedale alla fine degli anni '90, ma una riflessione profonda sul peso del tempo, sulle convenzioni sociali e sulla differenza tra l'amore clandestino e la libertà di tenersi per mano. Un viaggio emotivo che esplora il confine sottile tra l'incanto di un sogno giovanile e la realtà dell'età adulta. (Daniela Barone). L'inizio tra le corsie Era la metà di dicembre del 1999 quando io, Orlando, allora appena ventunenne, ero stato assunto come infermiere all’ospedale di C. Avevo conseguito brillantemente il diploma e non vedevo l’ora di iniziare a lavorare. I turni erano pesanti, specialmente quelli di notte ma dopotutto mi restava abbastanza tempo per il riposo e lo svago. Non uscivo con nessuna raga...

Il diritto a peso: quando la tangente diventa "modica" 💊

(Introduzione ad a.p.). L’Italia sperimenta la "farmacopea del diritto". Il ministro Carlo Nordio replica alle richieste di rigore dell’Unione europea in materia ammnistrativa e propone di sdoganare la corruzione di "lieve entità", equiparando la mazzetta alla modica quantità di stupefacenti. Un’analisi sul rischio di una democrazia svenduta al dettaglio, dove la legalità si misura col bilancino e il malaffare diventa un peccato veniale. (a.p.). Mentre l’Unione Europea sollecita l’Italia ad adottare misure più incisive contro la corruzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde in Parlamento con una tesi che ha il sapore del paradosso: «Non è una bestemmia parlare di modeste mazzette». Secondo il Guardasigilli, se l’ordinamento già contempla la "lieve entità" per il possesso di stupefacenti, lo stesso principio dovrebbe valere per il pretium sceleris della corruzione. La farmacopea del diritto: dosi omeopatiche di malaffare Siamo alla farmacope...

25 aprile, la Resistenza come manutenzione della democrazia 🇮🇹

(Introduzione ad a.p.). Il 25 Aprile oggi: non solo memoria, ma cantiere aperto della democrazia. In un’epoca di spinte autoritarie e riforme che minacciano gli equilibri costituzionali, la Resistenza si riscopre come forza dinamica e costruttiva: il presidio necessario per garantire diritti, dignità e giustizia a ogni cittadino. (a.p.). Un’eredità dinamica tra memoria e progetto C’è un filo rosso che lega le montagne della Val d’Ossola alle aule della Corte Costituzionale, un’eco che non si è spenta con l’ultima raffica del 1945 ma che continua a vibrare ogni volta che un "peso" cerca di schiacciare il suo "contrappeso". Oggi la cronaca ci impone di declinare questo termine nel suo significato più alto e urgente: la resistenza delle istituzioni. È necessario però liberare il termine da una concezione puramente “negativa”: la Resistenza non è solo un’attività passiva e difensiva, un semplice "no" opposto al declino, ma una posizione costruttiva e dinamica,...