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Ed io, tra di voi: Charles Aznavour

di Laura Maria Di Forti
(Introduzione di Angelo Perrone)

(Angelo Perrone) Sentirsi fuori posto. Essere lì dove il caso ci ha portato. Dove magari abbiamo lottato per essere, perché era lo scopo della vita, il culmine dei desideri, l’obiettivo degli sforzi. E tuttavia non trarne felicità, nemmeno un minimo di serenità. Al contrario, temere, essere in ansia, in bilico tra passato e presente, in quel tormento che scuote e non dà tregua.
Inutile chiedersi il perché. Provare a valutare, prendere le misure, interrogarsi sui motivi. Adottare accorgimenti per uscire dalle contorsioni mentali. Non serve. Rimane il disagio, che nulla può attutire. Forse solo quelle note, che sgorgano improvvise, insieme ad una voce, roca eppure suadente, aspra ma non ostile, anzi complice, vicina al cuore, possono fare qualcosa di buono. Persino il miracolo di portarci lontano, in una terra dove tutto si compone e appare meno inquietante. Dov’era in precedenza? Perché non ce n’eravamo accorti?
Raccogliamo qui alcuni pensieri, suggeriti a Laura Maria Di Forti da pezzi celeberrimi della musica contemporanea. Dopo "L’uomo che amo" di Gershwin, Gelosia di F. Mercury, "La musica è finita" di Bindi, Nisa, Califano, "Quel che resta dei nostri amori" di C. Trenet, "Stranieri nella notte" di Kaempfert, Singleton, Snyder, ecco "Ed io fra di voi" di Charles Aznavour e Sergio Bardotti

(Ed io fra di voi di Charles Aznavour e Sergio Bardotti)

Ipocriti siete, due misere figure che fingono indifferenza nella disperata ricerca di nascondere, dietro sorrisi di circostanza, una passione travolgente ma colpevole. Vi guardo parlare, ridere, simulare una normalità che è ben lungi dall’essere vera. Credete di essere attori consumati, vecchi istrioni di fronte alla platea costretta ad applaudire per compiacenza. Oh, certo, è così palese il vostro gioco! 
E io faccio come voi, fingo di non capire, fingo di non vedere le sue lusinghe e il corteggiamento spudorato e i tuoi sorrisi, i lampi di intesa tra di voi. Vivo lunghi attimi di imbarazzo, crudeli momenti di angoscia. Perché mai continuare in questa farsa? Tu hai già fatto la tua scelta, lo so, ma il tuo campione non sono io.
Ormai hai ceduto. Basta fingere, non è forse così? Basta simulare che non ci sono fiamme quando tutto intorno è un immenso fuoco suscitato dalla vostra passione! Guardi lui ormai senza falsi pudori, lo guardi mostrando dolcezza e interesse, e provi freddezza invece quando io ti sono vicino. Nel tuo cuore non ci sono più, sono ormai messo completamente e definitivamente da parte.

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