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Solitudini: Natalia

di Marina Zinzani

Natalia, una giovane mamma.
Ho accompagnato mio figlio Daniele di sei anni in piscina, aspetto che faccia la sua ora di nuoto. Lo guardo assieme agli altri genitori che aspettano. Lui si diverte molto, a quanto sembra. Sono diventata amica di alcune mamme, scambiamo qualche frase, in questa ora di attesa.
Sono una donna separata, con un figlio da crescere. Mi si richiedono forza, sorrisi, qualsiasi cosa che possa proteggerlo, lasciando da parte le tensioni con suo padre.
Tensioni che ci sono, sono sotterranee ma non troppo, e creano nervosismo, un’ansia che non mi abbandona. Devo simulare però, per il bene di Daniele. Devo far apparire normale il fatto che abbia due case, due camere da letto, quella sua e quella di suo padre. Altri suoi amichetti sono in questa situazione, non c’è niente di anomalo, gli faccio credere.
Eppure il mio simulare così bene, la mia apparente serenità, presenta un conto: è uno stato mentale di insicurezza, paura, dubbio. La notte, quando mi ritrovo sola a letto, dopo una giornata di corsa, arriva un pensiero, poi un altro, poi quella domanda che mi faccio: dovevo sopportare?
Dovevo mettere davanti la famiglia e accantonare i torti che mi ha fatto mio marito? Quei torti che spezzano l’armonia, che diventano immagini nella mente, veleni. Veleni che non se ne vanno. Un tempo le donne perdonavano, le scappatelle facevano parte di tanti matrimoni, ma poi gli uomini restavano sempre in casa, in un equilibrio di facciata.
I tempi sono cambiati. La prima volta ho perdonato. La seconda ho detto basta, sapendo che da quel momento la vita di tutti sarebbe cambiata: la vita di mio marito, di nostro figlio, la mia. La poesia si spezza, si spezza tutto.
Un matrimonio, una grande festa quel giorno, ero bellissima, mi dicevano,  con quel mio abito bianco così particolare, la sensazione di avere la felicità nelle mie mani.
Pochi anni dopo, fra le mie mani c’era un cellulare e dei messaggi, non miei. Messaggi particolari. Una donna era entrata nelle nostre vite.
Devo pensare a rifarmi una vita, mi dicono, sei giovane, hai tanto tempo davanti. Ho avuto il coraggio di non scendere più a compromessi: l’amore non si inventa, l’amore deve esserci e deve dare un senso a tutto.
Che pensieri Natalia, in questa ora di nuoto. Forse un giorno la vita ti porterà qualcosa di buono, devi crederci.

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