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L'emozione di quell'incontro, tra le opere d'arte di Escher 🖼️

Palazzo Blu a Pisa, luogo storico di mostre d'arte

(Introduzione a Cristina Podestà). Ci sono giornate in cui la realtà sembra rincorrere le geometrie impossibili di un quadro. Tra le sale di Palazzo Blu, a Pisa, un incontro inaspettato trasforma una normale visita alla mostra di Escher in un labirinto di sensazioni, dove il confine tra inquietudine e nostalgia si fa sottile come un tratto di matita.

(Cristina Podestà) ▪️

L'incrocio di sguardi tra le sale

Distinto, l’incedere squisito, un vero signore. Il suo sguardo mi cattura, m’intriga, mi stringe lo stomaco. Chi è, chi sarà? Perché si trova qui, a Palazzo Blu a Pisa, alla mostra di Escher? Perché mi guarda con tanta insistenza? Mi sposto nella stanza accanto turbata e silenziosa; non sono da sola e questa situazione mi inquieta e mi piace. 
Seguo con interesse la guida che spiega, Daniel per l’esattezza! Mi concentro sui quadri meravigliosi e per un momento, proprio la loro singolarità, mi distoglie dal pensiero.

Presenze e inquietudini

Poi mi volto ed è lì, con un sorriso appena accennato, come mi leggesse dentro. Guardo se ci fosse qualcuno con lui, nulla, non parla con nessuno, è palesemente solo. L’imbarazzo mi cresce dentro e temo si veda. Comincio a discutere con Daniel e si intromette anche Marinella nella chiacchierata. 
Passiamo nella stanza attigua e di colpo è vicino a me! Addirittura mi struscia il gomito con un dito ed io resto senza fiato. Perfino mi spavento un po’! E se fosse un serial killer? Un brivido mi scende lungo la schiena, paura, o cosa? Finalmente guadagno l’uscita e, mentre Marinella e gli altri acquistano dei souvenir, io mi affretto alla porta.

Il segreto rivelato

Improvviso mi affianca, mi guarda e sorride. “Mi scusi” mi dice “spero di non essere stato inopportuno e di non averla messa in difficoltà. Le devo confidare un segreto. Lei è identica a mia madre da giovane.” E tira fuori una foto. Effettivamente la donna ha i capelli più corti, ma potrei essere io. 
Sono figlio unico, con una madre pittrice che mi ha portato da sempre a tutte le mostre in giro per il mondo. Amo l’arte, acquisto quadri continuamente, adoro Escher. L’ho vista e, per istinto, l’ho seguita, rivedendo in lei mia madre, mancata un mese fa. Mi scuso ancora per la mia, diciamo così, invadenza. Buonasera”.

Il ritorno alla realtà

Non ho parole di risposta immediate, resto lì un po’ imbambolata e stupida; quando ho pronto un minimo discorso da formulare, lui è già lontano. Arrivano chiassosi gli amici, con block notes, portachiavi e matite per i bambini. “Anna che hai? Sembra tu abbia visto un fantasma!”. “No, nulla” rispondo imbarazzata. “Solo un po’ di stanchezza”. E riprendo con loro a camminare sul lungarno, cercando con lo sguardo il misterioso personaggio che ha dato un senso a quella mia, e sua, atipica giornata.

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