Passa ai contenuti principali

Orvieto. Tra il Pozzo di San Patrizio e l'estasi di Signorelli ⛪

(Introduzione a Marina Zinzani). Esplorare l’Italia significa spesso spogliarsi della propria identità per farsi "carta assorbente" di fronte alla bellezza inattesa. In questo racconto, Marina Zinzani ci guida tra i vicoli di Orvieto, dove lo sguardo del viaggiatore si perde tra abissi interiori e l'armonia senza tempo dell'arte umbra. Tratto da “Racconti di una vacanza in Italia”.

(Marina Zinzani) ▪️

L'abisso del Pozzo e lo specchio dell'anima

Il pozzo di San Patrizio ha qualcosa di misterioso, che va oltre a ciò che si vede. È inquietante, come se il disagio che si prova richiamasse un altro tipo di pozzo, in cui le persone sono scivolate almeno una volta nella loro vita.
Il mio viaggio in Italia doveva portarmi qui, a commuovermi senza sapere perché. Mi fa sentire spoglio questo luogo, di fronte all’antico e ai miei demoni. Mi sembra di soffocare.

Il Duomo: silenzio, estasi e il pennello dell'uomo

Eppure Orvieto mi sta regalando ore meravigliose. Stamattina io e Alfred abbiamo visitato il Duomo. È un’entrata che richiede silenzio, il pensiero è sospeso. Si è quasi intimoriti, di fronte alle ampie navate e alle statue, percorso che prelude ad un momento di estasi, quando si arriva agli affreschi di Luca Signorelli. La guida che mi sono portato dice che questi affreschi furono iniziati dal Beato Angelico, e terminati da lui.
Il Giudizio Universale, i demoni, chi si salva. Per un attimo ho dimenticato chi fossi, la mia identità, ero completamente perduto, altrove. La rappresentazione del bene e del male, la mano dell’uomo che ha saputo creare immagini in grado di emozionare, di trasportare altrove. Una bellezza, armonia, tormento, che mi hanno incantato.
Può distruggere l’uomo. Basta un tasto ed è in grado di polverizzare case, di uccidere uomini, di portare devastazione. Qui un pennello e dei colori sembrano avere riempito di armonia l’universo.

Perdersi nel ritmo lento della città

Fuori, un’aria fresca ci attendeva, un sole tiepido riscaldava i nostri volti, e ci siamo perduti lungo le stradine di questa città, in cui ogni cosa sembra dettata da un ritmo lento, che permette di apprezzare ogni singolo momento. Il turista deve lasciare a casa la sua identità, farsi vuoto, farsi carta assorbente. La bellezza del viaggio è questa, l’essere permeabile, prendere il meglio. Meravigliosa Orvieto, in questo secondo viaggio in Italia.

Appunti di viaggio e sapori umbri

Mi piace l’idea di prendere appunti di viaggio. Quanti miei amici mi invidiano, “Sei in Italia, vedrai cose meravigliose, mangerai benissimo”, avevano lo sguardo sognante e forse invidioso quando me lo dicevano. Io e Alfred siamo una buona coppia, abbiamo fatto altri viaggi assieme, apprezziamo le stesse cose, lui è appassionate di arte, mi spiega un’infinità di particolari che non so.
Da quando si è separato da sua moglie trova nei viaggi l’unica forma antidepressiva. Anch’io ho un matrimonio alle spalle, dei figli grandi che hanno la loro vita, e sono innamorato dell’Italia. Per fortuna ho un amico che condivide con me questa passione.
A pranzo abbiamo mangiato in una trattoria, un piatto favoloso, erano “umbricelli” al pistacchio e pancetta affumicata. Una delizia. Erano come spaghetti molto grossi, e il condimento era sublime, forse c’era del vino. Sul momento non ricordavo niente di simile, un sapore così particolare.

Perché la vita cerca di addolcire i nostri propri mali in modo da renderceli sopportabili.” (M. Proust)

(a.p. – COMMENTO) ▪️

L’occhio del viaggiatore: oltre l'itinerario, dentro sé stessi

La ricerca di mete turistiche non convenzionali è affascinante, e riserva sorprese. Marina Zinzani prova a seguire i passi di due amici americani in giro per l’Italia al di fuori degli itinerari più noti. Ci sono già stati, ma con un’altra idea. Accade di scoprire scrigni di sorprendente bellezza. Luoghi particolari, inattesi, nascosti. Talvolta è lo spirito con cui ci si mette in viaggio e si procede, senza attendersi nulla e più aperti al nuovo, a fare la differenza.
L’intraprendenza è premiata, con un risultato in sovrappiù. Ci sono nuove realtà da conoscere, altre persone con cui fare amicizia. Un mondo là fuori è pronto a mostrare la sua essenza. In questo contesto multiforme, non dobbiamo trascurare noi stessi. Il primo “soggetto” di questo cammino singolare. Da esplorare forse per la prima volta.
È interessante ciò che si vede, ma sorprendenti sono gli occhi con cui si guarda. Si apprende di sé qualcosa che non si sapeva di possedere, si sperimentano nuove emozioni. Questa forse finisce per essere, al termine, la conclusione emozionante. Ma potrebbe capitare di avvertirne segnali strada facendo. La scrittrice è attenta a coglierli, premonizioni di ulteriori conquiste.
C’è appunto un tragitto, a volte lungo e tortuoso, da compiere. Luoghi dove fermarsi con il fiato sospeso. Oppure a causa di qualche inciampo imprevisto. Per l’io narrante, che è uno degli amici, tante sollecitazioni. Emerge dapprima l’urgenza di prendere appunti, di annotare le prime impressioni al confronto con le novità.
Vengono alla memoria, di riflesso, pensieri appena letti su un gran libro come “Jean Santeuil” di Marcel Proust. Quasi che anche lui avesse compiuto lo stesso viaggio e visto le medesime meraviglie.
Infine lo sguardo, dopo tanto girovagare intorno, ritorna su di sé, per un bilancio, una resa dei conti, un ripensamento. Per ognuno, si sa, è diverso. Ciascuno ha la sua, di verità, da raccontare. C’è il bisogno fisico di soffermarsi sul punto di partenza. È il momento in cui il viaggio riserva le sorprese maggiori.

Commenti

Post popolari in questo blog

Pensioni? Facciamo un bello spot. Il solco tra disagio sociale e politica 📺

(Introduzione a Marina Zinzani – Commento a.p.). Malattie, invalidità e vecchiaia rendono la vita un percorso a ostacoli, fatto di privazioni quotidiane e continui accertamenti. Di fronte a questo scenario, il testo che segue dà voce a due realtà distanti: da un lato il vissuto intimo e sofferto di chi vive con una pensione minima, dall'altro il cinismo calcolatore della politica. Una distanza incolmabile oggetto di riflessione nel commento finale. (Marina Zinzani).  Le voci del disagio: storie di ordinaria rinuncia «Vivo con la pensione di mia madre, e una pensione di invalidità. Ho una malattia che non guarisce, può solo peggiorare. L’Inps mi chiama per le visite, per vedere se sono guarito. No, non sono guarito. Sono peggiorato. La mia piccola pensione non è aumentata. Devo pagarmi delle medicine, oltretutto, e quelle c’entrano con la malattia ma per lo Stato non c’entrano. È una cosa un po’ complicata. Così ho anche questa spesa. Mi hanno amputato una gamba, un incidente, anni ...

Tre anni insieme in uno scatolone, quando finisce la magia dell'amore

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono canzoni che non vorremmo mai ascoltare in determinati momenti della nostra vita, perché capaci di trasformarsi nella colonna sonora di un fallimento. Nel racconto che segue, le note dei Los Galos accompagnano Santiago mentre riempie scatoloni alla rinfusa, pronto a lasciare quella che per tre anni è stata la sua casa. Una confessione che scava nelle radici delle incomprensioni di coppia: dalle differenze culturali e generazionali, fino all'incapacità di comunicare, tra silenzi punitivi e sfoghi di rabbia. Una storia sulla fine dell'amore, le ferite dell'infanzia che riaffiorano quando meno ce lo aspettiamo e la difficile accettazione di un game over emotivo. (Daniela Barone). Il peso di tre anni in uno scatolone Sono seduto sulla montagna di scatoloni che ho riempito alla rinfusa dei miei vestiti e di tutte le mie cose. Non è facile farci stare dentro tre anni di matrimonio. Mi serviranno altri borsoni, magari quelli del supermercat...

La reputazione tra parole e silenzio: la lezione del principe Andrea in "A Very Royal Scandal"

(Introduzione a Marina Zinzani). Esistono momenti in cui siamo posti davanti a un bivio cruciale per la nostra immagine pubblica e privata: affrontare una tempesta parlando per difenderci o chiuderci nel silenzio sperando che passi? È il dilemma universale della reputazione, un nodo cieco che attraversa le decisioni di ognuno di noi e che la miniserie Sky A Very Royal Scandal fotografa in un caso di scuola macroscopico: il crollo mediatico dell'ex principe Andrea d'Inghilterra. (Marina Zinzani). Il bivio del Principe Andrea Una miniserie di tre puntate, A Very Royal Scandal, attualmente su Sky, accende i riflettori su un evento del 2019, che riguarda la famiglia reale inglese. L’ex principe Andrea (ora non ha più titoli nobiliari) è accusato da Virginia Giuffre di essersi intrattenuto con lei quando era minorenne.  La stampa non parla d’altro, la situazione è davvero imbarazzante. Anche perché inizia a girare la foto di loro due insieme, nella casa di Ghislaine Maxwell, fidan...

Risveglio in cucina: silenzio e rito del caffè ☕

(Marina Zinzani) ▪️ 🧘 Solitudine necessaria: silenzio, aria fresca e la tregua dalle notizie Il risveglio del mattino, silenzio in cucina, guardare fuori, aprire la finestra e respirare l’aria fresca: quei minuti prima che tutto inizi si accompagnano ad una solitudine piacevole, necessaria. Il rituale del caffè. Il preparare la colazione. La televisione spenta. Nessuna notizia è ancora entrata, provocando in qualche modo pensieri, reazioni emotive: un nuovo femminicidio, venti di guerra che non si attenuano. Si è da soli, in quei minuti di silenzio. ☕ Il rito della quiete: caffè, pensieri tenui e l'imminente flusso Il caffè sorseggiato. Pensieri per la giornata. Le cose da fare. Uno spazio dove il silenzio è vita, l’assaporare una quiete che dura pochi minuti, perché poi la casa si anima. È tutto un correre, poco dopo. O un fare delle cose, assorbiti da un flusso continuo, spesso fatto di doveri e incombenze. Ma prima, in cucina, guardando dalla finestra, si riesce a vedere il tet...

Il campanello dello 8: un abbraccio dopo il segreto

(Introduzione a Paolo Brondi). Nella cornice idilliaca di una villa a Fiesole, si consuma il dramma silenzioso di Saverio. Diviso tra l'amore profondo per la sua compagna Laura – un commissario capo assorbito dai doveri della giustizia – e una solitudine pomeridiana che riapre antiche ferite d'abbandono, l'uomo si ritrova a fare i conti con il vuoto e la noia.  Sarà un'interruzione brusca e inaspettata nella routine del suo studio medico, lo squillo insistente di un campanello alle otto del mattino, a squarciare il velo sui segreti del passato. Il racconto ci conduce lungo i sentieri misteriosi degli affetti familiari, dove una verità rimasta a lungo nell'ombra si trasforma nell'occasione per riscoprire il senso profondo dell'amore e della fraternità. (Paolo Brondi). La vita a Fiesole e la solitudine di Saverio Saverio Motta e Laura Baldi, ormai conviventi, vivevano tranquilli in una villa, da lei acquistata per una fortunata occasione, a Fiesole. Vi si acce...