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Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

Atelier di lusso, donne che lavorano le stoffe confezionando un abito rosso
(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé.

(Marina Zinzani) ▪️

Il tocco del genio e la ricerca della bellezza

Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne.
Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che si percepisce è un fluttuare di stoffe, di abiti leggeri come piume, resi piccole opere d’arte dal genio dello stilista ed anche dalle mani sapienti delle sue sarte.
Sono abiti che hanno vestito donne famose, immortalati in momenti unici, alla presentazione di un film, ad una serata degli Oscar, ad un evento importante.  Il rosso Valentino è il colore che lui aveva creato, un rosso con una punta di arancione per dare maggiore calore, creando un’alchimia diventata inconfondibile.

L'arte dell'artigiano contro la velocità moderna

L’idea dell’artigiano che impiega la sua vita a creare bellezza diventa un mondo a sé, lontano da questo attuale. È qualcosa di lento, pensato, ricercato. Viene da pensare ad un pittore, ad uno scultore, ad un architetto. Passione, dedizione, capacità. Quel cogliere la raffinatezza, il soffio dello chiffon, l’essenzialità di un modello ma allo stesso tempo impreziosirlo di perline ricamate, di una rosa applicata, di piume colorate: tutto questo senza niente di eccessivo, volgare, senza nessuna nota stonata.
Ecco, guardando delle sfilate di Valentino arriva la percezione che siamo in quel campo, geniale e gentile, poetico e delicato, un atto d’amore per rendere sensuale una donna attraverso un abito. Nel sottofondo il sogno, l’amabilità nel guardare ciò che tende ad una bellezza discreta, ma in grado di suscitare piacere per gli occhi. Qualcosa di ben lontano da tanti abiti che si vedono nelle sfilate oggi, su cui il bello non si è mai posato.

La creatività che genera valore e lavoro

Quando un uomo lascia un segno positivo del suo passaggio si potrebbe dire che ha compiuto un percorso di cui essere fiero. Ha creduto nel suo talento, ha dato voce a quel qualcosa dentro che quando esce può muovere le montagne. La creatività nascosta che affiora e fiorisce in una miriade di fiori speciali, mai visti prima, in grado di illuminare, di stupire, di sognare. La creatività che diventa poi qualcosa di solido, azienda, mani delicate con ago e filo, lavoro, e famiglie che si mantengono con questo lavoro.

L'energia vitale del Rosso Valentino

Il rosso è un colore pulsante, passionale, in grado di imporsi in una sala, di essere notato, un colore che si indossa anche quando si è giù, e poi si sta meglio, sembra entrata un po’ di energia vitale. Questo colore, così associato a Valentino, ha qualcosa della sua esistenza: un lascito forte, come fosse un pittore dallo stile inconfondibile, pieno di energia, che ha saputo incantare.

La magia della moda e la riscoperta di sé

La magia della moda forse è anche questo: indossare qualcosa e diventare altro. Per un momento, per un giorno. Il piacersi, il riscoprirsi, anche il piacere agli altri, il prendersi cura di sé, l’abbandonarsi a qualcosa di apparentemente superficiale, essere in grado ancora di apprezzare, ammirare, gioire. Perché grandi verità possono esserci anche in una stoffa accarezzata, nel fruscio di una seta. 

Commenti

  1. …fragile,delicato, leggero e rigoroso, schiavo di nessuno, fedele soltanto al proprio talento. l’ultimo dei Maestri.

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