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Melanzane dorate

Timballi di melanzana: la sapienza in cucina. E nella vita

di Marina Zinzani

Come non darti ragione ora. Come non pensare che dietro alla tua mania di cucina, quella che io consideravo tale, c’era una sottile conoscenza dell’animo umano. Soprattutto un’approfondita conoscenza di quello che piace ai mariti, amica mia.
Ti vedevo cucinare. Mi hai parlato molte volte di melanzane. Per me sono solo un ortaggio scuro, quasi nero o violaceo, ed ho sempre difficoltà a cuocerle. Conosco la ricetta della Norma, la so fare, d’accordo. Viene così così, ho dei dubbi sempre sulla frittura della melanzana, che la rende più saporita. Forse diventa troppo unta, e non va bene. Qualche volta ho fatto la Norma invece con le melanzane grigliate, sì, non è venuta male, insomma. Insomma.
Tu, cara amica, invece mi parlavi dei prodigi della melanzana. Del timballo di melanzane. Me la spiegavi anche la ricetta: fare un bordo con le melanzane fritte in un tegame, che accoglierà la pasta cucinata con pomodoro, tocchetti di provola, e volendo anche altro, tipo uovo sodo, polpettine, poi richiudere con le melanzane e cucinare tutto in forno. Si rovescia quindi, e il timballo diventa una meraviglia!
L’ho assaggiato, il tuo timballo: buono, buonissimo. Tuo marito è sempre di buon umore, soddisfatto.
Il mio se n’è andato, ha trovato un’altra donna. Mi vengono in mente le mie cene, in cui le sperimentazioni avevano poco successo, e allora andavo nei surgelati, quelli che hanno la pasta che viene dal freddo, anche il sugo viene dal freddo. Molti aromi hanno, questi tipi di piatti, lo so.
Mani sapienti, le tue. Mani che impiegavano tempo nella creazione di un piatto. La melanzana, da scura, insignificante, diventa quasi color oro in questo piatto, si scioglie in bocca, e riserva piano piano il suo retrogusto.
Dovevo seguirti, amica mia. Non perdere tempo in altre cose, cucinare anch’io dei timballi. Come segno d’ amore, come tempo dedicato a chi si ama.

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