Passa ai contenuti principali

Bonus, di colore verde

Nel verde. Far crescere piante, alberi, fiori, e rinnovare le case. Con una detrazione fiscale. Passi verso la bellezza

di Marina Zinzani

Si dice che bisogna vivere in mezzo al verde. Ci sono persone che hanno una casa, anche piccola, con un bel giardino, e lo curano il sabato o la domenica, diventa armonia di piante, di aiuole fiorite, sono molto belle da vedere queste case quando si passeggia e si ammira ciò che c’è intorno.
C’è un Bonus verde nella legge di Bilancio che consente una detrazione del 36% sulle spese relative alla sistemazione di un giardino, di balconi, e terrazzi. Una notizia come un’altra. Però...
Il pensiero si accende nella donna che ha un giardino, lo cura come può, il tempo non è tanto, anzi, spesso si dimentica di annaffiare, cosa veramente grave per le sue piante e i fiori. Ma potrebbe cambiare tutto. L’idea di fare qualcosa di nuovo, di migliorare veramente quel fazzoletto di terra che si ritrova comincia a darle un sottile entusiasmo. Il web offre tanti siti su come ammodernare un balcone, su come creare fioriere originali, su come coprire alcune aree con piante rampicanti che creano un effetto semplicemente incantevole.
La donna ha grandi idee, perché no, si chiede. Cambiare tutto, diventare una giardiniera provetta, dedicare più tempo alle piante, ai fiori, riconoscerli, sapere come vanno curati, e creare a poco a poco un angolo di verde in cui collocare un tavolino, delle sedie, e così quell’angolo può diventare un momento di relax, ascoltando della musica, con la compagnia di un libro, una bella tazza di tè oppure un succo di frutta nelle giornate di caldo, magari chiamando un’amica.
L’idea è allettante, l’entusiasmo è alle stelle, perché la bellezza si può creare a pochi passi, dentro casa in pratica. Con quella detrazione le spese sono minori per comprare fioriere, per fare quello che ha in mente. La colpiscono certe foto di case inglesi, la cura dei particolari. Il suo giardino comincia a delinearsi in testa, oltre anche al balcone che può essere veramente trasformato.
Il marito, di fronte al suo entusiasmo, è abbastanza tiepido. Non comprende cosa ha in mente, la vede davanti al computer di fronte a foto di case bellissime e lì i giardini sono delle piccole opere d’arte, ma la loro, la loro è una casa normale.
Non si spaventa la donna, vede tutto già realizzato, sa che sarà un piccolo angolo di paradiso. Perché lei lo farà diventare un piccolo angolo di paradiso. Detrazione fiscale. Domani il sindacato, per saperne di più. E poi nel negozio di piante, e lì cominciare a costruire un piccolo angolo di bellezza.

Commenti

  1. Molto bella ,il giardino bello colorato mette allegria e gioia

    RispondiElimina
  2. Condivido pienamente. Piccolo angolo di paradiso. Dove posso parlare con le piante e loro mi rispondono. Sentire la loro energia e linfa vitale. Le persone chiuse nel loro quotidiano non ne hanno da comunicare. Ma le piante si.... sempre. E mi sento in simbiosi: io e le piante. I profumi delle foglie e dei fiori e della terra. E fra i rami scopro un nido nascosto dietro alle foglie e i gatti mi guardano. E io mi sento in Paradiso. Grazie Liana

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

"Move to Heaven", il potere delle cose che restano

(Introduzione a Daniela Barone). Lasciare andare le persone amate è uno dei passi più complessi dell'esistenza, un percorso in cui gli oggetti materiali cessano di essere semplici cose per trasformarsi in custodi di memorie, segreti ed emozioni taciute.  Qui, l'esperienza dolorosa dello sgombero della casa genitoriale diventa la chiave di lettura per esplorare Move to Heaven, celebre serie televisiva coreana targata Netflix. Il racconto ci invita a superare il tabù occidentale della morte, mostrandoci come il ricordo e la cura verso chi non c'è più possano diventare uno straordinario strumento di rinascita per chi resta. (Daniela Barone). Il doloroso addio Una persona amata ci lascia, le sue cose rimangono. Arriva per tutti il momento doloroso di svuotare la casa dei propri cari; c’è chi preferisce svolgere autonomamente l’incombenza e chi preferisce condividerla con qualcuno.  Io dovetti farlo da sola per entrambi i miei genitori, morti a distanza di sette mesi l’una dall’...

La rotta del mare: viaggio interiore oltre il passato

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni. Una potente allegoria sulla consapevolezza e sul libero arbitrio interiore. Come muoversi tra il rischio di rimanere imprigionati nella nostalgia e l'atto coraggioso di correggere lo sguardo? Un componimento che invita al silenzio e all'attesa attiva, ricordandoci che per tornare a navigare verso il futuro occorre smettere di guardare indietro. (Maria Cristina Capitoni) Abbagli e richiami improvvisi disturbano il flusso leggero un filo sottile conduce al sentiero  correggi lo sguardo  che guarda all’indietro  immagini e voci passate son solo riflessi e il fiato non basta per tutti  conviene aspettare  finché non riaffiora la rotta del mare.

Un eroe silenzioso: recensione di “Piccole cose come queste”

(Introduzione a Marina Zinzani). Cosa spinge un uomo comune a trasformarsi in un eroe? Non servono gesti eclatanti: a volte la grandezza risiede nell'incapacità di voltarsi dall'altra parte di fronte all'ingiustizia. Nella recensione, il film “Piccole cose come queste” (disponibile su RaiPlay) diventa una profonda riflessione sul coraggio individuale, la coscienza morale e le cicatrici storiche lasciate dalle Case Magdalene in Irlanda. (Marina Zinzani) Chi è davvero un eroe? Cos’è un eroe? E’ una persona che mette a rischio la sua persona e quella dei suoi cari, il suo inserimento sociale, il suo lavoro, in nome di qualcosa di elevato: un ideale, il senso di giustizia, ciò che è giusto fare. Nel film “Piccole cose come questa”, disponibile su RaiPlay, l’eroe è un carbonaio, padre di cinque figlie, che porta il carbone nelle case.  Anche nel convento della sua città. Siamo negli anni ‘80, in Irlanda, e lui, per caso, si imbatte in alcune cose che lo turbano all’interno della...

Il mio mondo in una tazzina di caffè: ricordi di una donna

(Introduzione a Daniela Barone). Ci sono gesti quotidiani che scandiscono la nostra esistenza. Il profumo di una moka che sale, il rumore del macinino di legno, la schiuma calda di un espresso al bar: per la protagonista di questo racconto, il caffè non è soltanto una bevanda, ma una mappa emotiva. Attraverso il suo aroma, l'autrice ci riaccompagna nei ricordi della prima infanzia, tra le ombre delle relazioni passate e le prime scintille di una sofferta emancipazione, fino alla conquistata serenità della maturità.  (Daniela Barone). Il profumo dei primi anni e il rituale della moka Il primo caffè che assaggiai fu quello di Carlotta, la mia anziana vicina di casa. Io avevo solo quattro anni ma accettavo con piacere di mettere i grani lucenti e profumati nel macinino di legno che faceva un rumore simpatico.  Data la mia tenera età mi era concesso di berne solo un cucchiaino ma devo ammettere che non ne ero entusiasta. Imparai ad apprezzarlo da ragazzina, al ritorno dal liceo; a...

"Il raggio verde": la definizione di sé nel film di Rohmer

(Introduzione a Marina Zinzani). In una società che spesso ci impone ritmi frenetici, socialità forzata ed etichette immediate, cosa significa rimanere fedeli alla propria sensibilità? L’autrice ci guida nel cuore di uno dei capolavori più intimi di Éric Rohmer: Il raggio verde. Attraverso lo sguardo malinconico e incompreso della protagonista Delphine, il testo esplora il peso delle definizioni altrui e la ricerca ostinata di un luogo dell'anima.  (Marina Zinzani) Il cinema di Rohmer tra verbosità e autenticità Il film “Il raggio verde” (disponibile su RaiPlay, Leone d’Oro al Festival del Cinema di Venezia nel 1986) riporta immediatamente ai temi del suo regista, Eric Rohmer: il mondo dei giovani, i loro problemi e le contraddizioni. Con il passare degli anni, la realtà vista dagli occhi di Rohmer può sembrare rappresentata in modo troppo verboso, o con storie semplici e senza temi forti, rispetto ai film di oggi.  La solitudine nella Parigi estiva “Il raggio vede” è forse il...