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Il nido vuoto

Un figlio lascia la famiglia. Malinconie, pensieri, progetti: come immaginare la vita dopo?

di Catia Zinzani

Mio figlio presto andrà a convivere. Provo tristezza e malinconia. Forse è la sindrome del nido vuoto? Distaccarsi dalle persone che più amiamo non è facile, ancora meno se si tratta di un figlio. Come genitori sappiamo che a un certo punto dovranno volare via perché è così la vita. Crediamo di essere pronti per affrontare questo distacco ma quando arriva è normale essere tristi.
Abbiamo dato tutto, ci siamo stati per aiutarli, quando era necessario e ci saremo sempre, ma ora devono fare la loro vita. Ci mancheranno l’allegria, le risate, i consigli, i caffè insieme.
In quella stanza ci sarà il vuoto. I vestiti e le scarpe sparse saranno ricordi, a tavola un piatto in meno, una sedia vuota. Ma bisogna reagire, usare le proprie energie, dare spazio a passioni, esigenze. E’ un’occasione per riprendere i sogni rimasti nascosti nel cassetto, e dar loro nuova vita.

Commenti

  1. Ci unisce la sensazione di vuoto.
    Noi genitori.
    Li abbiamo accompagnati fino qui.
    I nostri figli.
    Ora spetta a loro. La loro strada.
    Dobbiamo essere fieri di loro che sono diventati adulti
    E di noi che li abbiamo accompagnati fino qui.
    E noi genitori ci saremo sempre per loro se avranno bisogno di noi.
    Ma ora noi passiamo riprendere alcune nostre cose che avevamo sospeso per alcuni anni.
    E saremo ancora più arricchiti e saggi per quando un giorno dovessero tornare loro da noi per chiedere consiglio o .... portando in braccio una nuova vita che chiederà nuovamente la nostra presenza, sotto una veste nuova.
    E saremo sempre li
    Sempre noi
    Ma nuovi,
    E sempre pronti per loro.
    Il cerchio della vita che evolve.
    Grazie Liana

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