Passa ai contenuti principali

Il tuo momento

Il mondo a noi così vicino


di Marina Zinzani

A volte bisogna lottare così duramente per la vita che non resta più tempo per viverla. (Charles Bukowski)

Ti alzi la mattina e ti senti già stanco, devi ricomporre il tuo corpo e farlo muovere, deve fare un sacco di cose durante il giorno e non ne ha voglia, è come un bambino che vuole dormire ancora un po’, ancora dieci minuti implorati alla mamma.
Lo scenario è cambiato, ma il tuo corpo, come un essere brontolone e un po’ triste, non ha voglia di partecipare alla giornata che lo aspetta. È piena di doveri, prima era la scuola, il timore dell’interrogazione, i compiti non fatti, oggi, con molti decenni in più, l’obbligo, l’obbligo prevale su tutto. C’è anche da fermarsi al supermercato la sera, tua moglie ti ha dato la lista della spesa, si danna tutto il giorno anche lei, devi pur aiutarla, fare anche tu la tua fila alle casse, mentre cala il buio là fuori.
Ti diedero un compito, la realizzazione della tua vita. Ti diedero un’educazione, e ti fecero capire l’importanza di un progetto, di avere degli obiettivi. Ti diedero illusioni, ti accesero per un giorno il fuoco della passione, credesti alla partecipazione, al cambiare le cose, ai politici diversi dagli altri politici. Tutte storie per creduloni.
Lavora, lavora trent’anni attorno alla tua macchina e poi lavora per altri dieci anni, e poi ancora qualche anno in più. Non si vede il sole nella tua fabbrica, solo vetri appannati dalla polvere, a nessuno interessa far entrare il sole, non c’è sole in quel posto, lì comandano le macchine, la disciplina.
Le aberrazioni quotidiane assimilate, le ingiustizie, il mondo che cambia, quello che respiri, i pensieri tossici, l’aria tossica. I tuoi figli e tua moglie a cena, stanchi anche loro, con poca voglia di parlare.
Un giorno non ci saranno più vetrate sporche di polvere, ci sarà tanto tempo a disposizione, i figli cresceranno e si saranno sistemati, e tu ti invecchierai così tanto che forse qualche anno di pensione potresti passartelo, tua moglie potrà progettare una vacanza finalmente per voi due, senza preoccupazioni, forse una crociera, perché no, di quelle a basso prezzo dove vedi tanti posti, anche se in fretta, un giorno qua, un giorno là, ma meglio che niente.
Che bella vita ti attende, se saprai aspettare. Il tuo corpo avrà allora voglia di alzarsi la mattina. Ti illudi così delle volte, quando hai preso il terzo mezzo per andare al lavoro, ed è ancora buio la mattina. Arriverà anche per te il tuo momento. Anche se la maggior parte della vita è passata.

Commenti

  1. Una profonda verità, sulla quale merita davvero meditare per trarne un grande insegnamento.
    Grazie

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Nefertiti, regina silenziosa, e la mia voce ritrovata: il riscatto come donna 👑

(Introduzione a Daniela Barone). Gli incontri attraversano i millenni per parlarci direttamente al cuore. Durante un viaggio in Egitto, tra i colossi di pietra e il soffio del deserto, la figura di Nefertiti esce dai libri di storia per diventare lo specchio di una rinascita personale. Questo racconto è il diario di un’epifania: la scoperta che la regalità non risiede in un copricapo d’oro, ma nella forza di riprendersi la propria voce. (Daniela Barone). Sotto il sole di Luxor: l’incontro con l’eterno Nel mio ultimo viaggio in Egitto trascorsi una giornata al maestoso sito archeologico di Luxor, la Tebe dell’antichità. La guida locale che parlava italiano con un leggero accento calabrese ci aveva mostrato sotto un sole rovente i colossi di Memnone, la Valle dei Re e il tempio di Karnak. Dopo aver ammirato la mummia annerita del giovane Tutankhamon, morto a soli diciannove anni, contemplammo i mirabili dipinti che ritraevano il faraone Akhenaton.  Nella stele di confine che prende i...

Michela, l’amore che bruciava in silenzio: una storia clandestina nata in ospedale 🏥

(Introduzione a Daniela Barone). Il ricordo di un primo amore è spesso custodito in un cassetto a doppia mandata, dove la nostalgia si mescola alla consapevolezza della maturità. La storia di Orlando e Michela non è solo il racconto di una passione nata tra le corsie di un ospedale alla fine degli anni '90, ma una riflessione profonda sul peso del tempo, sulle convenzioni sociali e sulla differenza tra l'amore clandestino e la libertà di tenersi per mano. Un viaggio emotivo che esplora il confine sottile tra l'incanto di un sogno giovanile e la realtà dell'età adulta. (Daniela Barone). L'inizio tra le corsie Era la metà di dicembre del 1999 quando io, Orlando, allora appena ventunenne, ero stato assunto come infermiere all’ospedale di C. Avevo conseguito brillantemente il diploma e non vedevo l’ora di iniziare a lavorare. I turni erano pesanti, specialmente quelli di notte ma dopotutto mi restava abbastanza tempo per il riposo e lo svago. Non uscivo con nessuna raga...

Lettera a Elisabetta, la figlia nata due volte 🤱

(Introduzione a Daniela Barone). I legami superano le distanze, le incomprensioni e persino le separazioni forzate. In questa lettera, una madre ripercorre la storia di sua figlia Elisabetta: un viaggio fatto di ribellioni necessarie, rinascite dolorose e una ricerca incessante della propria libertà. Dalla sofferenza di un "secondo parto" emotivo alla conquista di una vita autentica, questo racconto è un inno all'amore indissolubile e alla forza di ricominciare. (Daniela Barone). Il debutto di "Pentolina" e i primi anni Eri nata una mattina soleggiata di dicembre, alla stessa ora in cui avevo dato alla luce Francesco, il tuo fratello maggiore. Quando ti avevano messa fra le mie braccia ero rimasta un po’ delusa dalle tue fattezze: mi aspettavo una bimba dai capelli biondi e radi come quelli di Francesco ma tu stranamente avevi una capigliatura castana lunga e folta che ti faceva assomigliare ad una scimmietta.  Il tuo visino era così largo che tuo padre ti aveva...

Il diritto a peso: quando la tangente diventa "modica" 💊

(Introduzione ad a.p.). L’Italia sperimenta la "farmacopea del diritto". Il ministro Carlo Nordio replica alle richieste di rigore dell’Unione europea in materia ammnistrativa e propone di sdoganare la corruzione di "lieve entità", equiparando la mazzetta alla modica quantità di stupefacenti. Un’analisi sul rischio di una democrazia svenduta al dettaglio, dove la legalità si misura col bilancino e il malaffare diventa un peccato veniale. (a.p.). Mentre l’Unione Europea sollecita l’Italia ad adottare misure più incisive contro la corruzione, il ministro della Giustizia Carlo Nordio risponde in Parlamento con una tesi che ha il sapore del paradosso: «Non è una bestemmia parlare di modeste mazzette». Secondo il Guardasigilli, se l’ordinamento già contempla la "lieve entità" per il possesso di stupefacenti, lo stesso principio dovrebbe valere per il pretium sceleris della corruzione. La farmacopea del diritto: dosi omeopatiche di malaffare Siamo alla farmacope...

25 aprile, la Resistenza come manutenzione della democrazia 🇮🇹

(Introduzione ad a.p.). Il 25 Aprile oggi: non solo memoria, ma cantiere aperto della democrazia. In un’epoca di spinte autoritarie e riforme che minacciano gli equilibri costituzionali, la Resistenza si riscopre come forza dinamica e costruttiva: il presidio necessario per garantire diritti, dignità e giustizia a ogni cittadino. (a.p.). Un’eredità dinamica tra memoria e progetto C’è un filo rosso che lega le montagne della Val d’Ossola alle aule della Corte Costituzionale, un’eco che non si è spenta con l’ultima raffica del 1945 ma che continua a vibrare ogni volta che un "peso" cerca di schiacciare il suo "contrappeso". Oggi la cronaca ci impone di declinare questo termine nel suo significato più alto e urgente: la resistenza delle istituzioni. È necessario però liberare il termine da una concezione puramente “negativa”: la Resistenza non è solo un’attività passiva e difensiva, un semplice "no" opposto al declino, ma una posizione costruttiva e dinamica,...