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Salita

Sentirsi sollevati dalla fatica


di Marina Zinzani

Come gli artisti alle prese con un lavoro delicato, che per la grande attenzione richiesta affatica gli occhi se la luce a disposizione è scarsa e incerta, escono tra la gente e in qualche luogo dedicato allo svago del pubblico ricreano i propri occhi nella libera luce, così l’animo, chiuso in questa squallida e oscura dimora, si porta, ogni qual volta lo può, all’aperto e trova riposo nella contemplazione della natura. (Seneca)

Ti lasci andare, con il tuo passo solitario, mano a mano che sali stai lasciando indietro pezzi di te, brandelli diventati pesanti, che ti hanno invecchiato. Nell’animo ti hanno invecchiato. 
I pensieri ti accompagnano, anche volti sfuocati di persone che senti, è una malinconia triste, ma sono da qualche parte queste persone, nel cuore. 
Il rumore dei sassi mentre cammini, la salita richiede forza e coraggio, ne hai tante di cose da abbandonare, e altre da scegliere, altre su cui posare lo sguardo. Non ci sono quadrifogli lungo la via, né coccinelle bene auguranti, non c’è nessuno all’orizzonte con cui scambiare qualche parola. 
Sali, sali, e sali ancora e lo scenario all’improvviso si apre in un’immagine di contemplazione e di pace. La tua anima respira, torna un po’ a casa, e una strana magia ti raggiunge, ti avvolge, ti fa provare gioia, beatitudine.

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