Passa ai contenuti principali

💣 Carceri, la polveriera dimenticata: perché ignorare l'emergenza detenuti è un rischio per la sicurezza di tutti.

Immagine delle sbarre di una cella con le braccia sporte da detenuti.
(Introduzione ad. a.p.). Il problema carceri non è solo di chi sta dentro. Riguarda direttamente tutti noi che stiamo fuori. Il sistema penitenziario italiano è un allarme per la sicurezza che la politica lascia marcire. Sovraffollamento e condizioni invivibili si traducono in una sistematica negazione del principio costituzionale di rieducazione. Questo fallimento crea un ciclo di alta recidiva, minando direttamente la sicurezza sociale che il governo Meloni dichiara di difendere. La disattenzione a questa emergenza dimostra quanto sia fuorviante l'impegno per una riforma costituzionale che ignora i problemi reali.

🚨 L'allarme della Corte dei Conti 2025

(a.p.) ▪️ L’abisso del sistema penitenziario è sotto gli occhi di tutti, come ribadito nella Relazione 2025 della Corte dei Conti, che ha messo in luce una realtà allarmante: un sovraffollamento ormai fuori controllo in almeno sei regioni italiane, con le altre che non stanno meglio.
Le piaghe che il governo ignora sono nelle cifre: 60.000 detenuti per 48.000 posti disponibili, un tasso di affollamento del 125%. Il problema non è solo logistico: le strutture sono fatiscenti, gli istituti senza dirigente di ruolo e gli interventi promessi, come il "Piano Carceri", rimangono sulla carta. Ogni cinque giorni, un suicidio.

❓ Dov'è la volontà politica?

Il sistema penitenziario è in condizioni disastrose. Non è solo una questione di diritti umani e dignità, ma di sicurezza che il governo e il ministro della Giustizia Carlo Nordio sembrano ignorare. La Corte dei Conti ha evidenziato cause molteplici per questi ritardi: inadempienze contrattuali, carenze nei finanziamenti, mutamenti delle esigenze detentive.
Ma la domanda incalza: dov’è la volontà politica di risolvere il problema? Nordio e il governo hanno più volte parlato di sicurezza e legalità, ma la loro gestione della giustizia è incapace di affrontare emergenze e normalità.

💨 La distrazione dalla riforma costituzionale

Mentre il sistema penitenziario implode, l’interesse del Ministro è palesemente altrove. Il ministro, tra irritazione e sarcasmo, fa spallucce («Non siamo in Arizona») e si gira dall’altra parte, troppo preso dalla riforma costituzionale, che ne assorbe energie e interessi, e dai decreti sicurezza, di cui nutre il presente.
Questo disinteresse, prima che scarsa capacità di programmazione, lascia il sistema penitenziario in uno stato di abbandono. La promessa di aumentare la capienza delle carceri di 7.000 unità entro la fine della legislatura è un’illusione, le strutture esistenti rimangono nel degrado.

💣 Carceri come bomba sociale

Il sovraffollamento carcerario non è solo una questione di numeri: è una bomba sociale pronta a esplodere. Le condizioni igienico-sanitarie sono inaccettabili, il trattamento dei detenuti è al di sotto degli standard europei, e il principio dell’individualizzazione della pena (principio costituzionale di rieducazione) viene sistematicamente ignorato.
Le carceri si trasformano da luogo di redenzione in strumento di esclusione sociale, alimentando la recidiva e minando la sicurezza esterna.

💡 La via per la dignità e la sicurezza

La giustizia non può essere solo propaganda o mezzo per ridimensionare il controllo di legalità, assegnato alla magistratura dalla Costituzione, o per incidere sull’indipendenza del potere giudiziario – vero obiettivo della “separazione” delle carriere.
Servono riforme strutturali sulla detenzione e gli istituti di pena, sulle alternative al carcere, investimenti e una visione che metta al centro la dignità umana. Quella del detenuto e di tutti gli operatori del settore, e del cittadino in nome del quale, per ora, si amministra la giustizia.
Il fallimento della gestione carceraria è l’ennesima dimostrazione di una politica della giustizia che non guarda ai problemi reali, ma si limita a slogan e promesse vuote, ignorando la sicurezza della comunità.

Foto. Le sbarre di una cella, con le mani sporte da detenuti

Commenti

Post popolari in questo blog

Il pavimento storto della parità 🏗️

(L'autrice, al centro, durante una manifestazione: Genova, anni'70) (Introduzione a Daniela Barone). Dai grembiuli bordeaux del Liceo Deledda alle piazze del femminismo genovese, questo racconto attraversa le stagioni di una vita alla ricerca della parità. Un'autobiografia coraggiosa che esplora le fragilità e le rinascite di una donna, per approdare a un presente in cui il rispetto e la cura diventano l'unica eredità possibile per le nuove generazioni. (Daniela Barone) ▪️ L’intimità negata e la libertà ritrovata Da bambina ero fiera di essere una femmina. Trovavo i maschi sciocchi e rozzi, pur non disdegnando di giocare con loro. Tuttavia, non avendo fratelli, la curiosità verso l’altro sesso era tanta. Papà si chiudeva in bagno, geloso della sua intimità, ma all’epoca tutti i padri erano così.  Io ero curiosa di vedere com’era fatto ma non ci fu niente da fare: su quel punto papà era stato irremovibile. Mai e poi mai avrebbe accettato di farsi vedere in mutande, tanto...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

La grafia dell’anima: il destino nelle parole scritte ✍️

(Introduzione a Daniela Barone). Può la forma di una lettera rivelare il destino di una persona? Daniela Barone ci conduce in un memoir intimo dove la grafia diventa lo specchio dell'esistenza. Dalla perfezione rincorsa sui banchi di scuola ai tormenti celati dietro la grafia infantile di una madre, il segno della penna si rivela come l'ultima, indelebile traccia dell'amore e della fragilità umana. (Daniela Barone) ▪️ Dal fascino degli amanuensi al desiderio della calligrafia Fin da giovane ho ammirato i codici miniati su fogli di pergamena. Che meraviglia contemplare le decorazioni colorate di fronde, fiori e frutti dei monaci amanuensi! Li immaginavo dediti per ore ed ore a comporre con inchiostro, piume d’oca, righelli e punteruoli i caratteri neri gotici intramezzati ad illustrazioni di Cristo e dei santi su sfondi dorati. Pur vivendo in un mondo dominato ormai dalla videoscrittura, in me permane l’attrazione per la grafia a mano. Ricordo quando, ai tempi del lockdown ...

Colpo di scena: la Giustizia nel labirinto degli specchi🪞

(Introduzione ad a.p.). Nel dibattito sulla Giustizia, spesso ciò che fa più rumore serve a coprire ciò che conta davvero. Attraverso fatti come il "caso Palamara", la politica ha messo in scena un perfetto gioco di prestigio: usare lo scandalo per distrarre lo spettatore e far passare per banale manutenzione quella che è, a tutti gli effetti, una mutazione genetica della nostra Costituzione. (a.p.) ▪️ Nella storia delle istituzioni, le democrazie non crollano quasi mai per un colpo di mano improvviso. Spesso basta una serie di "piccoli aggiustamenti" presentati come necessari e innocui. È l'arte della distrazione: convincere tutti che stiamo riparando un guasto, mentre stiamo cambiando il motore dell'intero sistema. Fumo negli occhi In ogni spettacolo che si rispetti, l'illusionista usa il fumo per nascondere il movimento decisivo. Oggi quel fumo è lo scandalo Palamara. Le cronache indecorose delle correnti sono diventate l'espediente perfetto per d...

Riforma della magistratura alla prova: a cosa serve davvero? ⚖️

(a.p.) ▪️ Quando si parla di riforma della magistratura, si sente spesso discutere di indipendenza, gerarchie ed equilibri istituzionali. Ma per i cittadini ciò che conta sono i risultati concreti: la giustizia diventa più veloce? Più equa? Un dettaglio fondamentale, spesso trascurato, è che questa riforma riguarda il settore penale. Nel civile — dove si giocano i divorzi, le cause di lavoro, i contenziosi con le banche — l'impatto è nullo. Mettiamo la riforma alla prova con 5 situazioni quotidiane • 🏠 Separazioni e figli : Lucia e Marco devono dividere mutuo e affidamento. La riforma accorcia i loro tempi? No. Non tocca i tribunali di famiglia né aggiunge personale. • 💼 Lavoro e diritti : Anna è stata licenziata ingiustamente. Avrà una sentenza più rapida? No. I giudici del lavoro restano fuori dal perimetro del cambiamento. • 📦 Piccole liti di vicinato : Giovanni attende risarcimento per un danno condominiale. La procedura sarà più snella? No. Non sono previsti aumenti d...