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⚖️ Magistrati "obbedienti" o imparziali? Gianrico Carofiglio e il pericolo di una giustizia sotto tutela politica

(Introduzione ad a.p.). La riforma costituzionale, promossa dal ministro Carlo Nordio, rischia di distogliere l'attenzione dalle vere priorità. In questo contesto, l'esposizione di concetti essenziali da parte di figure di grande esperienza e lucidità critica, come quella di Gianrico Carofiglio, diventa essenziale per decifrare i reali obiettivi celati dietro i tecnicismi.

💨 Il fumo negli occhi dei cittadini: le urgenze ignorate

(a.p.) ▪️ La riforma ignora i bisogni più pressanti e concreti dei cittadini, ossia la celerità dei processi e la correttezza dei giudizi. Sono queste le urgenze che influenzano la vita quotidiana delle persone e su cui una riforma efficace dovrebbe incidere. Focalizzarsi sulla riorganizzazione strutturale a livello costituzionale, senza affrontare il collasso degli uffici e l'arretrato, rischia di essere fumo negli occhi, una distrazione mirata a produrre effetti più politici che tecnici.

🏛️ La duplicità dei CSM è la questione importante

Secondo Carofiglio, la proposta di riforma non si concentra sulla separazione delle carriere in sé (che, di fatto, è già ampiamente esistente, con pochissimi passaggi tra le funzioni di Pubblico Ministero e Giudice). La questione cruciale, e il cuore della riforma, è la separazione dei due Consigli Superiori della Magistratura (CSM), uno per i giudici e uno per i pubblici ministeri.
Questa scelta, per l'analista, produce un profondo "scarto culturale" nel sistema che va ben oltre la pura amministrazione: riduce le garanzie e il tasso di civiltà dell'intero ordinamento giudiziario.

🚨 Mostruoso, il rischio del "super potere"

Carofiglio ha criticato duramente l'istituzione di un CSM separato per i pubblici ministeri, definendola una "mostruosità". Il rischio, ha evidenziato, è quello di creare un "super potere" pericoloso.
Un CSM dedicato unicamente ai PM finirebbe per alimentare una "logica poliziesca" orientata al risultato, disgiunta dalla più ampia e ponderata cultura della giurisdizione. In un momento successivo, un organo del genere, con potere concentrato e una logica interna focalizzata sull'accusa, sarebbe facile preda del controllo da parte del potere politico.

🛡️ L'aggressione all’eguaglianza dei cittadini davanti alla legge

La critica di Carofiglio si concentra sul principio fondante dello Stato di Diritto. La funzione dei magistrati è, innanzitutto, garantire il rispetto del principio costituzionale secondo cui "la legge è uguale per tutti" e che i cittadini devono essere trattati in modo imparziale.
La riforma Nordio, ha ribadito, minerebbe alla radice questa autonomia e indipendenza. Carofiglio ha liquidato la proposta come un misto di "sgangheratezza" e "aggressione" – non tanto ai magistrati come categoria, quanto al principio di una giustizia che funziona in maniera uguale per tutti, indipendentemente dal potere politico.
L’obiettivo reale di questa operazione è, dunque, ridurre e contrastare la funzione di controllo di legalità che nella Costituzione è assegnato alla magistratura, assoggettandola a logiche che possono compromettere le garanzie fondamentali dei cittadini.

Foto, fonte Best Entertainmen, Gianrico Carofiglio

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