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🥀 Vederti infine deriso, il coraggio di riconoscerti nel distacco

 
Immagine stilizzata di un soggetto che simbolicamente regge in mano la sagoma di un bambino all'interno di uno stadio, a indicare il distacco e l'esposizione al mondo.,

(Introduzione a Maria Cristina Capitoni). C’è un istante preciso, spesso doloroso e controintuitivo, in cui amare qualcuno significa fare un passo indietro e lasciarlo solo davanti al giudizio del mondo. È il momento in cui la protezione cede il passo al riconoscimento: non sei più un’estensione delle mie ansie, ma un individuo che affronta il suo destino. Questa poesia cattura esattamente quel passaggio, definendolo come la “prima vera vittoria» dopo anni di fatica.

(Maria Cristina Capitoni - POESIA) ▪️

Il momento della resa

Vederti infine deriso
piccolo mio
e trattenere a stento 
la tua difesa 
quasi ti avessi spinto io 
in quell’arena,

La vittoria del riconoscimento

fu la mia vittoria 
la prima vera di una vita 
dopo anni di fatica 
t’ho riconosciuto

La consapevolezza finale

non chiedermi aiuto
è stato quel che doveva
adesso l’ho capito.

✒️ Post scriptum 

Il testo gioca sulla tensione tra l'istinto primordiale della difesa («trattenere a stento») e la lucidità della maturità. L'«arena» non è un luogo di sconfitta, ma il terreno necessario affinché l'altro possa finalmente essere visto per ciò che è, senza il filtro protettivo di chi lo ha preceduto. Un finale asciutto, che chiude il cerchio su una comprensione raggiunta a caro prezzo.

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