Passa ai contenuti principali

Riforma Corte dei Conti: lo Stato fa lo sconto a chi lo deruba 💸

disegno di una bilancia con piatti squilibrati, più pesante quello del 70% di guadagno dal mancato risarcimento. Più leggero quello del 30% che lo Stato può recuperare.

(Introduzione ad a.p.). La nuova riforma contabile limita il risarcimento del danno erariale al 30%, garantendo un’impunità parziale a chi sottrae risorse pubbliche. Si tratta di un blitz normativo parallelo alla riforma della magistratura ordinaria. Depotenziare i controlli significa spostare il costo degli sprechi sui cittadini onesti. 

(a.p.) ▪️

Furto scontato, il delitto perfetto

Mentre il dibattito pubblico è ipnotizzato dallo specchietto per le allodole della “separazione delle carriere”, nell’ombra sotto Natale si è consumato un blitz contabile senza precedenti. Il risultato? Se rubi alla collettività, oggi rischi molto meno. Anzi, paghi il 30%.
Il Presidente della Corte dei Conti (Corriere del 28.12.25) lancia un grido d’allarme che dovrebbe far tremare i polsi a ogni cittadino onesto. La sostanza della riforma contabile è brutale nella sua semplicità: il risarcimento per il danno erariale (ovvero i soldi sottratti a noi tutti) non sarà più integrale. Ci sarà un tetto massimo: il 30%.

Il paradosso del danno erariale: il delitto conviene?

Immaginate un amministratore o un grande evasore che sottrae un milione di euro. Fino a ieri, la Corte dei Conti poteva chiedergli indietro l’intero milione, ripristinando le casse dello Stato. Da oggi, lo Stato si accontenta delle briciole. È un segnale palese: il crimine contabile conviene.
Siamo di fronte a una "giustizia al ribasso" che non tutela chi paga regolarmente le tasse, ma garantisce un'impunità parziale a chi saccheggia le risorse pubbliche. Come sottolinea il Presidente della Corte, limitare il potere di recupero significa, di fatto, trasformare l'illecito in un rischio calcolato.

Due riforme, un unico scopo: depotenziare i controlli

C'è un filo rosso che unisce questa riforma contabile a quella della magistratura ordinaria. Mentre per colpire l'indipendenza dei PM il potere politico deve affrontare il lungo iter della legge costituzionale, con la Corte dei Conti è stata scelta la scorciatoia dell'urgenza.
L'obiettivo è identico: creare zone d'ombra. Se non possono eliminare il giudice, ne limitano il raggio d'azione. Se non possono silenziare il controllore, gli impediscono di chiedere il conto. È un attacco concentrico alla funzione di garanzia che la nostra Costituzione affida alla magistratura.

L'esclusione della responsabilità: chi paga il conto finale?

L’introduzione di un tetto al risarcimento scardina il principio della responsabilità individuale. Quando un danno erariale viene "scontato" per legge, quel 70% che manca all'appello non sparisce nel nulla: diventa un debito collettivo.
Questi sono soldi che vengono sottratti direttamente agli ospedali, alle scuole e ai servizi essenziali. Mentre la narrazione ufficiale parla di "efficientamento" e "velocizzazione" della macchina amministrativa, la realtà dei fatti ci dice che si sta sminando il campo per chi lo Stato lo vuole depredare.

Un pericolo per la tenuta democratica

Non è una questione per soli addetti ai lavori. Questa riforma incide direttamente sul patto di fiducia tra cittadino e istituzioni. Un sistema che rinuncia a perseguire l'intero danno subito è un sistema che si arrende all'illegalità.
Difendere la funzione della Corte dei Conti oggi significa difendere il principio per cui la legge è uguale per tutti, anche per chi gestisce il denaro pubblico. Senza un controllo efficace e sanzioni integrali, la giustizia diventa un optional e il cittadino onesto resta l'unico a pagare il prezzo pieno.

✒️ Oltre il blitz contabile: il disegno complessivo

Questo attacco ai poteri della Corte dei Conti non è un episodio isolato, ma si inserisce in una strategia più ampia di ridefinizione degli equilibri istituzionali. Per capire come si stia tentando di depotenziare anche l'organo di autogoverno della magistratura ordinaria, ti invito a leggere:
🏛️ Il CSM al bivio: perché il raddoppio rischia di consegnare la tua giustizia ai partiti

Commenti

Post popolari in questo blog

🎄 Il paese del pavimento storto: una fiaba elettorale di Natale

(Introduzione ad a.p.). In un momento di fiabe natalizie, un cittadino - perditempo - si interroga sulla natura della riforma della magistratura. Ne nasce un dialogo immaginario, che è un invito a guardare oltre la propaganda e a scoprire cosa si nasconde dietro la bandiera della "separazione delle carriere". (a.p.) ▪️  C’era una volta un’infiltrazione d’acqua... C’era una volta, in un regno non troppo lontano chiamato Italia, un popolo di cittadini laboriosi che viveva in case con i pavimenti pericolosamente inclinati e i tetti che facevano acqua da tutte le parti. Qualche buon tempone le chiamava "Cittadella della Giustizia". Sotto Natale, mentre tutti pensavano ai panettoni, si sparse la voce che il Gran Cerimoniere del Regno, il saggio Nordio, avesse finalmente trovato la soluzione. Non si trattava di riparare le travi o livellare i pavimenti (troppo faticoso, troppo tecnico!), ma di una riforma estetica chiamata "La Grande Separazione". Il popolo era ...

Il tabù della morte e il profumo dei fiori 🥀

(Introduzione a Daniela Barone). Esistono luoghi dove il tempo sembra fermarsi per lasciare spazio all'essenziale. In questo racconto, Daniela Barone ci conduce tra i corridoi dell' hospice di Bolzaneto, dove la cronaca del volontariato si intreccia con il ricordo personale e la saggezza dei bambini. Una riflessione preziosa su come il confronto con il limite possa insegnarci, paradossalmente, a vivere pienamente. « La morte non è l’opposto della vita, ma parte di essa. » (Haruki Murakami) (Daniela Barone) ▪️ 2022 Tra i fiori di Bolzaneto Attraverso il giardino per raggiungere l’ hospice di Bolzaneto; è pieno di fiori che profumano l’aria, segno che la primavera è finalmente arrivata. Quasi mi dispiace di lasciare questo quadretto idilliaco, mentre salgo i gradini per raggiungere il quarto piano. L’ascensore di nuovo non funziona e sbuffo contrariata mentre tiro fuori la mascherina dalla borsetta. Suono alla porta su cui è affisso un manifesto della Fondazione Gigi Ghirotti ...

Van Gogh, i girasoli e quel mondo infinito 🖼️

(Introduzione a Marina Zinzani). Può un fiore racchiudere l'intera parabola dell'esistenza umana? Attraverso il racconto di Marina Zinzani, entriamo nella "casa gialla" di Arles nel 1888, dove Vincent Van Gogh trasforma l'attesa di un amico e l'entusiasmo per un sogno condiviso in una delle serie pittoriche più celebri della storia. Una riflessione commovente su come l'arte sappia dare forma alla speranza, anche quando questa è destinata a sfiorire. (Marina Zinzani) ▪️ Il sogno di una comunità ad Arles Arles, Provenza, 1888. Vincent Van Gogh ha saputo che il suo amico Paul Gauguin lo raggiungerà e che abiterà con lui nella sua casa gialla. Van Gogh ha un’idea: richiamare altri pittori lì ad Arles, creare una comunità di artisti, sotto l’insegna di un’arte condivisa. Van Gogh è felice, pieno di entusiasmo, non vede l’ora che Gauguin arrivi, e pensa che dovrà accoglierlo nel migliore dei modi. E cosa si fa per accogliere degnamente un ospite? Si prepara qua...

📜 Se Piero Calamandrei uscisse oggi da un Tribunale: perché il padre della Costituzione sarebbe preoccupato

(Introduzione ad a.p.). Piero Calamandrei continua a influenzare l'operato di chi ha a cuore la giustizia. Non è solo il grande giurista e padre costituente che conosciamo dai libri. Questo omaggio commosso mescola l'affettuoso ricordo di un amico immaginario, incontrato all'uscita dal tribunale, con la potenza immortale del suo messaggio sulla nascita della nostra Costituzione. 📖 L'amicizia senza tempo: un compagno di viaggio ideale (a.p.) ▪️ Piero Calamandrei (1889-1956) è stato giurista, politico, scrittore, poeta e membro dell’Assemblea Costituente. Lui, avvocato, ci ha lasciato un libro esemplare per arguzia e profondità di pensiero, L'Elogio dei Giudici, dedicato a tutti coloro che hanno a cuore il senso della giustizia. A distanza di tanto tempo, pur senza averlo mai conosciuto, per molti di noi è diventato molto più di un’autorità storica: è un amico affettuoso e un compagno di viaggio, un riferimento ideale a cui ispirarsi nell’operato quotidiano. 🫂 Un in...

⚖️ Storie e volti: Antonino Caponnetto – Il nonno del Pool

(a.p. – Introduzione). In questo spazio riscopriamo l’anima della Legge attraverso i percorsi di chi ha servito lo Stato con dedizione. Conoscere le storie e l'umanità di questi magistrati è un atto di memoria, e uno strumento essenziale per orientarsi oggi. Comprendere il valore dell'unità della giurisdizione attraverso i loro esempi è il primo passo per una scelta consapevole in vista del prossimo voto referendario. Il profilo e il percorso Simbolo della lotta alla criminalità organizzata, Antonino Caponnetto è stato il successore di Rocco Chinnici alla guida dell'Ufficio Istruzione di Palermo. Fu lui a voler riunire Falcone, Borsellino, Di Lello e Guarnotta nel Pool Antimafia, intuendo che solo una squadra unita poteva affrontare un nemico così complesso. La sua carriera è stata segnata da una profonda versatilità, avendo servito lo Stato in diverse vesti: da pretore a Prato a sostituto procuratore a Firenze, fino ai vertici della giurisdizione. Il lato umano: la mitezza...