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I sentieri della fiaba

di Paolo Brondi
(La figura di Maria che ispirò i fratelli Grimm)

Pure l’immaginario fiabesco, come tanti altri valori, non ha più forza e presenza in un sistema culturale razionalista e pragmatico. In altre lontane epoche, la fiaba circolava come prodotto di una tradizione orale, gradita da ogni ceto sociale e in ogni età.
Era anche uno squisito prodotto letterario. In particolare, ai fratelli Grimm è riconducibile la genesi moderna della fiaba, a partire da una sorta di doppio gioco, fatto di verità nascoste, d’immagini inventate, di concreti rapporti d’uso e di rappresentazioni simboliche. In concreto, la fonte delle loro informazioni s’identificherebbe con una Maria che nel libro appare come semplice bambinaia.
Ma questa Maria non è mai esistita e in verità esisterebbe un vecchia Maria, governante nella casa della famiglia di Kassell, le cui giovanissime figlie furono le prime collaboratrici nel fornire materiali fiabeschi ai Grimm. Un’altra Maria, storica, fu Maria Hassenplufug, la quale, con la collaborazione delle sorelle Janette e Amalia, avrebbe fornito ai due scrittori il materiale più consistente della loro raccolta di fiabe. Le tre giovani facevano parte di una famiglia ugonotta e fin dall’infanzia erano immerse nel clima fiabesco creato dalla fonte orale dei domestici di casa. Ma questa verità è taciuta perché, al posto di una reale donna giovane e borghese, nella produzione dei Grimm compare sempre una donna, inesistente, vecchia e contadina. E’ evidente la loro voluta e ricercata poetica fiabesca, fatta di ricorrenti rapporti balia-bambino, nonna-nipote e con la valenza di un eterno femminino di genere materno. Con quest’operazione, per l’uomo razionale, il fiabesco può diventare la parte di sé perduta, rimpianta come un’infanzia o mitizzata come una Maria.

Commenti

  1. riguardo la fiaba, parlavo qualche tempo fa con gli studenti dell'importanza delle fiabe di un tempo. Esse nascondevano verità assolute, con enormi ed utilissimi significati di carattere antropologico e culturale.
    Rientrando nell'immaginario collettivo dei popoli antichi che, di generazione in generazione rappresentavano usi e costumi, riti religiosi e pagani, sono sempre state simboli delle organizzazioni sociali e familiari, mezzo fondante di educazione dei bambini, non essendo bugie ma contenendo una educazione morale.
    Sono cresciuta ,come tutta la mia generazione, ascoltando le fiabe dei fratelli Grimm....le loro storie , dai molteplici significati, rappresentavano l'anima del popolo, erano frammenti di saghe e miti germanici, e contenevano un messaggio valido per far superare le paure infantili e portare all'iniziazione i bambini, nell'ottica della conoscenza dell'esistenza del male nella realtà e nella capacità del superamento.
    Erano tempi quelli! Erano bei tempi....
    "Sentivo mia madre, poi nulla...sul far della sera"
    Cristina Podestà

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