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I complici silenziosi di Epstein: l'ombra dell'omertà dietro il potere 𓆝 𓆟 𓆞 𓆝 𓆟

In una sala buia si raccolgono più persone intorno ad un tavolo, in silenzio e unite da un filo misterioso
(Introduzione a Marina Zinzani). Il caso Jeffrey Epstein torna a scuotere l'opinione pubblica con la pubblicazione di nuovi file, sollevando un interrogativo che scava ben oltre il crimine singolo: com'è stato possibile che un predatore agisse indisturbato per decenni? L’autrice riflette sulla figura dei "complici silenziosi", analizzando quel confine sottile e terribile tra il "non sapere" dichiarato e il tacere opportunista di chi aveva i mezzi per fermare l'orrore e ha scelto di voltarsi altrove.

(Marina Zinzani) ▪️

💠 L'isola che non c'era: il paradosso del non sapere

Oggi, sulla scia della pubblicazione dei files di Jeffrey Epstein, si allarga il cerchio di chi era suo amico, di chi veniva ospitato nelle sue residenze, di chi sapeva ed ha taciuto. La cosa quasi buffa, se non fosse tragica, è che nessuna delle persone coinvolte sapesse cosa stesse accadendo.
Così dicono queste persone, sostenendo che non si fossero accorte del traffico di schiave sessuali che orbitava attorno a Epstein. 
Virginia Giuffre nella sua autobiografia scrive che era impossibile non accorgersi di quello che accadeva nelle sue case. Ma oggi le persone coinvolte prendono le distanze da Epstein. 
I viaggi sull’isola erano offerti senza secondi fini per una vacanza in un luogo ameno, le persone che giravano attorno a lui erano tante, era naturale che ci fossero giovani donne attraenti, ma da qui a conoscere la reale portata del fenomeno il passo sarebbe stato lungo.

💠 Anatomia della complicità: omertà e opportunismo

Il tema dei complici silenziosi è antico, nasconde omertà, opportunismo, guadagno personale senza mai esporsi, vigliaccheria. Epstein iniziò la sua attività di predatore sessuale molti anni prima della sua morte. Moltissimi anni prima. Più di uno, fra chi doveva fare il proprio dovere, si è girato dall’altra parte, non ha voluto credere alle vittime, ha minimizzato, ha ostacolato, ha taciuto.

💠 Ricatti e impunità: la democrazia sotto scacco

Coloro che potevano fermare questo uomo, e che avevano i mezzi per farlo, non l’hanno fatto. Sono anche loro dei complici silenziosi. Su tutto, la ragnatela dei ricatti presunti, che ha probabilmente ha mosso, forse fin da subito, le attività di Epstein. Democrazie che non sono democrazie, persone ricattabili in posti di potere, il senso di impunità, la convinzione di non fare nulla di male, o di potere fare tutto senza conseguenze.

💠 Il coraggio del dopo: un cambiamento possibile?

Oggi le vittime di Epstein trovano il coraggio di parlare, alcuni personaggi coinvolti devono dimettersi da posti prestigiosi, altri rimarranno sempre collegati alla sua frequentazione. Forse qualcosa sta cambiando. Forse. Forse, se qualcuno avesse fatto qualcosa quando era il momento di agire, la storia di tante ragazze e di tante famiglie sarebbe stata diversa.

Commenti

  1. la foto scelta a rappresentare questo articolo è più esplicativa di mille parole…
    la nostra incapacità di concepire certi orrori, che ci porta sempre, credendo di salvarci l’anima , a concludere “mah… chissà se poi è vero “…e’ la loro forza , ciò che , oramai da anni, permette loro ( salvo qualche capro espiatorio donato in sacrificio) di rimanere sostanzialmente impuniti…

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