(Introduzione ad a.p.). La storia, a volte, sceglie di passare per una matita e una scheda elettorale, ritrovando la sua voce più limpida nel momento del dubbio. All'indomani del referendum, il verdetto del NO non è solo una cifra statistica, ma un battito profondo del Paese. Seguendo l'onda della "Coscienza del NO", la saggezza intima dei cittadini ha scelto di proteggere le regole antiche della convivenza, preferendo la stabilità dei diritti ai salti nel buio del potere.
(a.p.).
«La gente sa benissimo cosa fare».
Aveva ragione il poeta: quando la posta in gioco si fa alta, la gente "te la ritrovi tutta con gli occhi aperti". La vittoria del NO in questo referendum non è il trionfo di una fazione contro l’altra, ma l’affermazione di una fiducia profonda nelle regole stabilite dai padri. È il segno che esiste una sensibilità radicale, un istinto di conservazione del bene comune che scatta quando si avverte che il perimetro dell’uguaglianza è in pericolo. I cittadini hanno scelto di non "strappare" la trama della convivenza civile, preferendo la custodia della Carta alle avventure della disintermediazione politica.
Il NO di chi ha più fame di futuro: donne, giovani e Sud
I dati parlano chiaro e raccontano una geografia del dissenso che coincide con quella della sofferenza e della speranza. Le percentuali più alte del NO si registrano tra le donne, tra i giovani e nel Mezzogiorno. È il voto di chi è più scontento, di chi vive l’ansia per il lavoro e l’incertezza per il domani. Ma attenzione: questa scontentezza non è cieca rabbia, è domanda di diritto. Chi vive in una condizione di fragilità sa che l'unica vera protezione contro l'arbitrio è la garanzia di una legge uguale per tutti e di una magistratura che non risponda al potente di turno, ma solo alla Costituzione.
I grandi valori nella vita quotidiana
Cosa significano i "grandi valori" quando si deve arrivare a fine mese o quando si cerca un’opportunità in una terra difficile? La risposta è in questo voto. Significa sapere che, davanti a un giudice, non conta chi sei o chi conosci, ma cosa dice la norma. Il NO di massa è stato un atto di difesa della propria dignità quotidiana. Si è compreso che non si possono fare riforme cruciali a colpi di rotture e contrapposizioni frontali con le istituzioni che tutelano la pace civile. La democrazia non vive di "strappi", ma di quella lenta e sapiente tessitura che tiene insieme la libertà del singolo e l'indipendenza dei poteri.
La vittoria della "Casa Comune"
Questo risultato ci restituisce un Paese che ha ancora a cuore la sua "casa comune". È la vittoria di chi crede che il diritto sia più forte della forza e che le norme della convivenza non siano ostacoli al potere, ma argini a difesa della libertà di tutti. Aver avuto fiducia nella saggezza della gente, come suggeriva Francesco De Gregori, ci ha permesso di riscoprire che la coscienza civile è un muscolo che, se sollecitato, sa ancora dare colpi di reni straordinari. La Storia ha tenuto gli occhi aperti: ora spetta alla politica imparare a guardare nella stessa direzione.
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