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Fabio Fazio? Il divario inaccettabile

Le retribuzioni esorbitanti rimangono indigeste

di Marina Zinzani

Un terremotato ha inveito sul web contro il contratto di Fabio Fazio. Cifra, quella di 11 milioni di euro in 4 anni, che ha provocato non poche polemiche. Il suo compenso potrà essere pagato dagli introiti pubblicitari, questo sembra. Potrebbe essere.
Ma è chiaro che il divario fra la gente comune e chi prende questi compensi è stridente, disturbante. Le rassicurazioni non bastano, è un problema più profondo che riguarda certi stipendi. Non solo nel mondo dello spettacolo, ma in altri settori, pubblici, bancari, imprenditoriali, stipendi che lasciano senza parole.
Il divario, quando è così grande, non potrà mai portare a nulla di buono. Si crea un Paese infelice, rabbioso e impotente, senza speranza per il futuro. Esasperazione del capitalismo forse, o perdita totale del senso della misura, e della comprensione che tutti hanno diritto ad una vita dignitosa.
Ogni tanto trapela qualche notizia disturbante, come quella su Fabio Fazio. Poi ci si dimentica, si passa ad oltre, in un totale senso di impotenza.

Commenti

  1. Nel nostro caso, noi stenotipisti sconosciuti e umiliati fino a ieri: se qualcuno ci chiedeva "che lavoro fai?", alla risposta "la stenotipista in tribunale" seguiva un'altra domanda: "cos'è? ???".
    Bastava fare l'esempio di coloro che in 4 stanno intorno a un tavolino in Senato e tutti capivano.
    Certo, un bel divario di trattamento tra noi fantasmi fino a ieri e i privilegiati seduti in Senato, divario non solo economico, loro hanno pagato perfino il parrucchiere e le divise per il lavoro. No, in alcuni casi, nemmeno il rimborso spese per il biglietto del treno.
    Storie diverse..

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  2. Eh si, ogni ambito ha il suo Marchionne.. lui è quello della Rai TV .. che nostalgia per quella che riprendeva la programmazione alle 5 del pomeriggio con la TV dei ragazzi... che trasmetteva solo quando c'era qualcosa da trasmettere e non per riempire vuoti esistenziali; divertiva informava educava, e poi a letto dopo carosello. Non c'erano Paperoni, ma gente che dava al mezzo televisivo il giusto ruolo. Il canone lo pagavamo più volentieri...!!

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