Passa ai contenuti principali

Oltre le sbarre

Ingresso a Civitella, di Francesco Trombadori
Incroci pericolosi, da superare. Per spostarsi da un luogo ad un altro, in cerca di un mondo diverso

Poesia
di Marina Zinzani
(Intervento di Angelo Perrone)

Sbarre che si alzano
cosa c’è di là
il mare?
A lungo abbassate
proprietà privata la felicità
le sbarre ogni tanto si alzano
vieni
passiamo assieme
godiamoci questo momento.

(ap) Una luce rara, forse nel tardo pomeriggio di un giorno qualsiasi, avvolge l’ “Ingresso a Civitella” di Francesco Trombadori e il suo solitario passaggio a livello con le sbarre quasi completamente alzate, a permettere l’attraversamento dei binari del treno. Un movimento, quello della sbarre, ancora in corso eppure così impercettibile.
Ma sulla strada, non ci sono né viaggiatori in attesa, né merci che debbano essere portate dall’altra parte. Non si odono fruscii di auto, né riflessi di fari accesi, né vociare di pedoni frettolosi, e neppure lo sferragliare della locomotiva transitata da poco.
L’atmosfera è deserta. Pervasa da toni crepuscolari e sfuggenti, per quell’avorio di cui è permeato tutto il paesaggio, a partire dalla strada in primo piano. Persino lo sfondo lontano è avvolto da questo colore che, oltre la strada in terra battuta, si insinua anche tra i rami degli alberi di là dai binari e regala riflessi quieti alle acque del lago. La raffigurazione delle assenze e la scelta dei colori formano un paesaggio del silenzio, più che lunare. Non immobile però.
Può darsi che nulla sia davvero accaduto poco prima, che nessuno treno dovesse passare, e che non ci fosse nemmeno un viaggiatore interessato ad andare al di là delle sbarre, o che provenisse dall’altra parte. Le sbarre possono essere state azionate senza un motivo contingente, in modo automatico, perché così ne era stato programmato il movimento. Ad una certa ora sarebbero dovute rimanere abbassate, o poi dovevano rialzarsi, anche se nessuno doveva transitarvi.
Eppure, non vi è staticità, quel mondo non è rinchiuso in schemi statici e bloccati nel tempo. Già il rosso utilizzato per dipingere le strisce sulle sbarre e sui ceppi di appoggio, così squillante, stimola una strana curiosità, priva di spiegazione. Poi una sorpresa accoglie l’ampia strada sterrata che porta al passaggio a livello. È il mistero del percorso successivo, più ristretto, tortuoso, che si snoda tra gli alberi del bosco e lungo la riva del lago, prima di perdersi lontano verso una meta ignota.
L’agilità di quello scorcio così animato attrae lo sguardo, invoglia a oltrepassare le sbarre, a intraprendere un percorso che certamente sarà pieno di meraviglie. Passare oltre quelle strisce rosse è superare incroci difficili, spostarsi altrove, forse in un luogo che sarà meno agevole, persino angusto, ma sicuramente più ricco e misterioso. Non è più tempo di sostare, ma di affrontare il passaggio che si fa avventura e diventa ricchezza. Da un luogo all’altro, dal mondo conosciuto e sperimentato, ad uno di cui si avvertono soltanto poche ma stimolanti tracce beneauguranti.
Oltre le sbarre rosse c’è uno spazio attraente dove spingerci, noi esuli dal cuore straziato. Dove trovare scampo dai pericoli, fuggendo dalle rovine del presente, senza neppure sapere se dobbiamo attendercene di peggiori. Comunque con la certezza di poter vedere finalmente dei lampi erranti lungo la strada che percorriamo a passo lesto.

Commenti

  1. lo sguardo nel frattempo pero' s'e' perso, scavallando l'ultimo tratto visibile di lungolago, impossibile da trattenere;
    che si fa ? si va anche noi?

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

🎭 Totò e l'arte della truffa: il sogno di possedere la Fontana di Trevi

(a.p.) ▪️ L’arte comica di Totò è molto più di una collezione di gag; è un commento sottile e malinconico su un’epoca, uno stile, un’idea. I suoi film non offrono solo risate, ma ritratti complessi di un’Italia in bilico tra furbizia e ingenuità, espedienti e grande cuore. Questa comicità, che ha saputo esprimere e definire un intero periodo storico, ci regala momenti di pura magia, capaci di trasformare persino un reato in una ballata di ilarità. Il ricordo di un’emozione si lega indissolubilmente all'episodio culmine di Totò Truffa '62, l’immagine dell'attore che vende la Fontana di Trevi a un ingenuo italo-americano, ironicamente chiamato Decio Cavallo (e subito storpiato in Caciocavallo). 🕵️‍♂️ La truffa perfetta e il mito dell'ignoranza Nella celebre scena, Totò, affiancato dal fido Nino Taranto, individua la vittima perfetta: uno straniero, ignorante delle cose d’arte e credulone. La truffa si basa sulla sapiente str...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...