(Introduzione ad a.p.). La strage di Amendolara del giugno 2026, in cui quattro giovani braccianti stranieri sono stati bruciati vivi per aver chiesto il proprio salario, svela la violenza mafiosa che governa il caporalato in Calabria. La paura, l'isolamento linguistico e una "clandestinità funzionale" alimentano lo sfruttamento nell'economia agricola, controllata dalle ’ndrine. Due interventi concreti: una regolarizzazione trasparente della manodopera immigrata necessaria al sistema produttivo e l'applicazione rigorosa delle leggi di contrasto già esistenti attraverso controlli sistematici sul campo. (a.p.) La brutalità del fatto e la reazione collettiva La mattina del primo giugno 2026, presso un'area di servizio sulla statale 106 ad Amendolara, in provincia di Cosenza, la barbarie ha squarciato il velo di ipocrisia che troppo spesso avvolge le campagne del nostro Mezzogiorno. Quattro giovani braccianti agricoli – Amin, Ullah, Safi e Waseem, tre afghani e...
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La magia delle parole
RispondiEliminaSvela cose immense
Nascoste in noi
Grazie Liana
Sola,
RispondiEliminasole,
solo,
soli
molto interessante quanto una sola vocale fa cambiare radicalmente la prospettiva
e come anche con la stessa vocale esistano piu' prospettive :
siamo da sole
siamo sole
siamo come il sole
Meravigliosa riflessione.
Grazie da Liana