Passa ai contenuti principali

Piaceri nascosti

Maccheroni con cipolle: la semplicità e la lentezza. Troppe anche per un timido?

di Marina Zinzani

Mi piacciono le cipolle. Vengo da una famiglia contadina, da piccolo ricordo che mia madre le cucinava in padella con i pomodori, e nella sua semplicità il piatto era buonissimo.
Mi piacciono i maccheroni conditi con un sugo di cipolle. C’è poco di meglio. Si fa soffriggere la cipolla tagliata sottile nel burro, tanta cipolla ci vuole. La fiamma deve essere bassissima, le cipolle non devono bruciarsi. Si aggiunge piano piano dell’acqua di cottura della pasta e alla fine si condiscono i maccheroni, assieme a una bella manciata di parmigiano e di pepe.
Se fatto con cura, questo piatto diventa indimenticabile: ricorda la base dei risotti, il profumo che emette la cipolla soffritta con il burro.
Ho incontrato una ragazza, Lara. Sono scapolo, e anche un po’ timido. Non so se le due cose hanno qualcosa in comune, però è così. Diciamo che sono anche un po’ avanti nell’età, per dirla tutta.
Dopo alcune serate al ristorante, ho invitata Lara a casa mia. Una cenetta per due. E ho deciso di farle proprio questo piatto: pasta con le cipolle. Mi sono preparato mentalmente, e non solo. Ho preparato una bella tavola, ho fatto anche una grande insalata mista e una macedonia. Ho preparato tutto ma sono un po’ agitato. Chi è timido potrà capirmi.
Perché, insomma, c’è anche chi resta fuori dal giro. Chi non si sposa giovane, chi rimane solo, per un motivo o per un altro. La vita dei timidi non è facile, anche se il problema non è propriamente questo. La solitudine, anche da giovani: quando si assiste al primo amico che si fidanza, al secondo amico che si fidanza, al terzo amico che va a convivere, al quarto amico che si sposa. E tu? Ho dovuto glissare parecchie domande così, soprattutto ai matrimoni. Meno uno, meno due, meno tre. Amici che svaniscono, si resta sempre di meno. Si va a ballare, si spera di conoscere qualche ragazza... L’altro lato della gioventù, quello di cui pochi parlano.
Ora lei è arrivata. E’ venuta con un’amica, chissà perché. Ha sentito l’odore delle cipolle in casa e ha fatto una smorfia. “Odio le cipolle, mi dispiace”, ha detto.
Ci sono rimasto male. “Non posso mangiare né cipolla né aglio, proprio non li sopporto”.
L’amica, meno carina di lei, un po’ sulle sue, oserei dire quasi timida, ha visto la mia faccia delusa, ed ha rimediato, dicendo che a lei le cipolle piacciono moltissimo.
Alla fine, l’amica ha mangiato due piatti di maccheroni, e ha voluto a tutti i costi la ricetta. Ma io le ho dato anche il mio numero di telefono, perché è lei che voglio rivedere, la prossima volta.

Commenti

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

La guerra, lato oscuro dell’uomo: un’eredità di memoria e speranza 🌈

(Introduzione a Daniela Barone). Dai racconti di guerra dei genitori all'impegno civile tra i banchi di scuola. Un viaggio nella memoria familiare che attraversa l'orrore dei conflitti e il dovere della testimonianza, per approdare a una convinzione profonda: solo la cultura della riabilitazione e dell'inclusione può spezzare il ciclo della violenza. (Daniela Barone) ▪️ Tra Genova e i Nebrodi: la guerra come racconto familiare Fin da piccola amavo ascoltare le storie dei miei genitori sulla guerra. Ciò che mi piaceva di più era però la diatriba che ogni volta si innescava in modo quasi teatrale fra papà e la mamma.  « Genova fu colpita duramente dai bombardamenti, sai? Ancora adesso ricordo le sirene che ci svegliavano di notte. Che incubo! Scappavamo da casa con coperte e cuscini per raggiungere in fretta le gallerie-rifugio. » mi raccontava con enfasi.  « Eh, quante ne abbiamo passate » continuava la mamma lanciando occhiate provocatorie a papà.  Lui ogni volta l’interr...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...