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Ciò che manca nella vita pubblica

Allegoria del Buon Governo, Siena, di Ambrogio Lorenzetti (1290-1348)
di Cristina Podestà 
(Intervento di Angelo Perrone)

(Angelo Perrone) Il “buon governo”, formula cara a Luigi Einaudi, primo presidente della Repubblica italiana, non può prescindere dalla competenza. E dall’onestà. Oggi non solo poco praticate ma anche svalutate e minoritarie nel dibattito politico e nell’amministrazione della cosa pubblica.

Il confronto con il passato è prezioso per trarre insegnamento da alcune buone pratiche di governo, ispirate soltanto al bene comune. Tuttavia non possiamo essere ripiegati su di esso, in un atteggiamento troppo intriso di nostalgia per il tempo trascorso, che, nel quotidiano, finisce per paralizzare ogni azione e indurci alla rassegnazione.
Il presente racchiude energie e risorse, alcune già visibili e concrete, tra gli adulti e nei giovani, che non andrebbero trascurate nella riflessione politica. Prendendosene cura con impegno e fiducia. Come lievito efficace per un diverso futuro, che già vogliamo immaginare e per il quale lavoriamo concretamente. Ciascuno a suo modo, e nella sua misura. Avendo come obiettivo quell’«Altra Italia», in cui credeva Giovanni Amendola.

Se per gli antichi era centrale lo studio del "buon governo", per i moderni il pensiero politico assume come oggetto centrale il problema di come accaparrarsi il potere.
Un tempo chi si assumeva il compito di portare avanti uno Stato non lo faceva a cuor leggero ed era sicuramente uno studioso di legge, di diritto, della scienza politica. Oggi prevale l'arte dell'improvvisazione! Soprattutto gli ultimi 30 anni hanno visto una enorme decadenza di costumi e moralità. Non che prima ci fossero tutti uomini dabbene! Ma oggi regna l'ignoranza e la prevaricazione laddove invece sarebbero necessarie onestà e competenza! 
Non c’è nessuna via di scampo. In nessun ambito, nessuno dà fiducia neanche minima, specialmente vedendo ciò che questi ultimi governi hanno fatto in campo scolastico. Un obbrobrio, che porta disonore.
E, con grande nostalgia e rimpianto, riporto spesso proprio ai miei alunni le parole di Sandro Pertini, uno dei pochi saggi presidenti della nostra Repubblica, come monito educativo ed esempio di saggezza di un tempo che ormai fu: "La moralità dell'uomo politico consiste nell'esercitare il potere che gli è stato affidato al fine di perseguire il bene comune".

Commenti

  1. Cristina, mi colpisce il ricordo nostalgico di Sandro Pertini, ho avuto lo stesso flashback.

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  2. Un obbrobrio che porta disonore.
    Sono passati tre anni ed ancora e più che mai questo è tristemente vero.
    Le parole del nostro stimatissimo Sandro Pertini risuonano ancora più vibranti e chiedono di essere ascoltate proprio per il bene comune.
    Grazie
    Liana

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