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La coscienza del NO: l’aula di giustizia come luogo dell’imparzialità 🏺

Toga su uno scranno vuoto in ambiente solenne e austero
(Introduzione ad a.p.). La difesa dello Stato di Diritto si nutre della realtà vissuta nelle aule di tribunale. Quando la politica propone di scindere l'unità della magistratura partendo dal sospetto che il giudice non sia libero, la risposta più ferma arriva da chi quelle aule le ha abitate per decenni con la toga sulle spalle. Le parole dell’avvocato Franco Coppi rappresentano un richiamo alla verità dei fatti: l’equilibrio tra accusa e giudizio non è un ostacolo all'efficienza, ma il cuore stesso della giustizia equa.

(a.p.) ▪️

«Ho avuto tante delusioni ma, entrando in aula, non ho mai avuto il sospetto che il giudice avrebbe dato ragione a tutti i costi al PM. [...] Quello che mi meraviglia sulla cd. separazione è che si parta dal presupposto che i magistrati debbano essere tutti intellettualmente disonesti a priori». (Franco Coppi)

Dall'esperienza dell'aula alla "truffa delle etichette"

Il pericolo della riforma Nordio non risiede solo nel cambiamento organizzativo, ma in una narrazione distorta: l'idea che il Giudice e il PM debbano essere nemici perché il sistema funzioni. Come denunciato da Coppi, siamo di fronte a una "truffa delle etichette": non si riforma la giustizia per i cittadini, si vuole riformare la magistratura per indebolirla.

Il PM come primo garante

Se il PM smette di condividere la cultura della giurisdizione col giudice, l'indagato perde il suo primo scudo. Un PM che cerca solo la condanna smette di essere quel filtro imparziale che oggi permette migliaia di archiviazioni immediate e gratuite per gli innocenti.

L’indipendenza è un bene comune:

Se si incrina la fiducia nel giudice, presupponendo che sia "appiattito" sul PM, non si ottiene un processo più giusto, ma un sistema fondato sul sospetto che toglie serenità a chi deve decidere della vita altrui.

Il valore etico della consapevolezza

Rifiutare la riforma Nordio non è conservazione, ma un atto di responsabilità. Significa onorare il disegno dei Padri Costituenti che volevano un magistrato dell'accusa attento alle garanzie quanto il magistrato del giudizio.

La scelta consapevole

Essere "Coscienza del NO" significa oggi dar retta a chi la giustizia l'ha servita dalla parte della difesa. È un NO a una riforma che, invece di accelerare i processi, trasformerà ogni indagine in una guerra infinita senza la possibilità di una tutela preventiva e imparziale.

✍️ Andare a votare per preservare l’equilibrio. La nostra libertà è l’eredità che dobbiamo custodire.

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