(a.p.) ▪️La riforma Nordio soggetta al referendum promette un sistema più efficiente e trasparente. Ma alcuni dei suoi meccanismi rischiano di produrre effetti opposti a quelli desiderati, con conseguenze concrete per i cittadini.
I punti critici
1. Il sorteggio del CSM:
Un sistema basato sulla casualità può garantire competenza e rappresentatività? O rischia di trasformare una selezione basata sul merito in una lotteria? Senza una valutazione delle capacità, il rischio è che a decidere siano la fortuna o, peggio, logiche di potere non trasparenti.
2. La duplicazione del CSM:
Due organi invece di uno potrebbero migliorare i controlli, ma anche creare sovrapposizioni, inefficienze e conflitti di competenza. La domanda è: ne vale davvero la pena, se il risultato è un sistema più lento e meno coerente?
3. L’Alta Corte Disciplinare:
Un meccanismo per garantire la responsabilità dei magistrati è necessario, ma se diventa uno strumento di controllo politico, il rischio è che la giustizia perda la sua indipendenza. Chi garantisce che non diventi un’arma contro chi osasse contrastare il potere?
4. La separazione tra PM e giudici:
Se da un lato può ridurre conflitti di interesse, dall’altro rischia di trasformare il Pubblico Ministero in un accusatore puro, senza più l’obbligo di cercare anche le prove a discarico. Quali saranno le conseguenze per il cittadino?
L’innocenza a rischio?
Immaginiamo una persona innocente, indagata per un reato che non ha commesso. Oggi, il PM ha il dovere di valutare anche le prove a suo favore e può archiviare il caso rapidamente. Così del resto fa oggi, archiviando la gran parte dei fascicoli iscritti. Con la riforma, quel PM sarà incentivato a procedere sempre, costringendo quel soggetto a un processo lungo, costoso e stressante, solo per vedere riconosciuta la propria innocenza nel processo e dopo anni. Chi tutelerà gli innocenti?
La Costituzione come bene comune
La nostra Costituzione affida ai magistrati il compito di garantire la legge uguale per tutti (art. 101). Ogni riforma che indebolisce l’indipendenza della magistratura non è solo un problema per i giudici, ma un rischio per tutti i cittadini. La giustizia è un meccanismo essenziale della vita collettiva, un pilastro della democrazia, che va difeso con equilibrio e lungimiranza.
La domanda cruciale
Stiamo davvero migliorando la giustizia, o rendendo meno imparziali ed indipendenti i magistrati chiamati a tutelare i nostri diritti? E a vantaggio di chi?

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