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La Giustizia non è una lotteria: perché il sorteggio è la resa della politica 🎰 🎲

Una mano nel deserto lascia cadere a terra granelli di sabbia
(Introduzione ad a.p.). C’è un’idea nel dibattito sul Referendum: che per sconfiggere il "male oscuro" delle correnti dei magistrati basti un’urna e un po’ di fortuna. Il sorteggio dei membri del CSM viene presentato come l’uovo di Colombo. Ma siamo sicuri che il problema della giustizia italiana siano le dinamiche di potere interne? O stiamo usando le correnti per non affrontare i nodi del sistema, proponendo ai cittadini un'illusione pericolosa?

(a.p.) ▪️

🔸 Il correntismo come alibi politico

La retorica che identifica tutti i mali della giustizia italiana con il "correntismo" è una falsa causa. Le correnti riguardano la gestione del potere interno e le nomine ai vertici, ma cosa c’entrano con i tre anni necessari per una sentenza di primo grado?
Cosa c’entrano con la carenza di personale, con l’edilizia giudiziaria fatiscente o con l’informatizzazione incompleta? Nulla. Identificare il correntismo come il "colpevole unico" serve a nascondere l'incapacità cronica della politica di far funzionare la macchina amministrativa.

🔸 Il sorteggio: la democrazia dell'irresponsabilità

La soluzione proposta — il sorteggio — è una medicina peggiore del male. Chi viene scelto dal caso non deve rispondere del proprio operato a nessuno: si rinuncia a scegliere i migliori per affidarsi alla statistica. Il rischio è paradossale: il sorteggio non elimina le lobby, le rende invisibili.
Un membro del CSM scelto a sorte sarà intrinsecamente più fragile, diventando la preda perfetta per quei gruppi di pressione che sanno come muoversi nell'ombra. Una giustizia seria si cura investendo nei tribunali e garantendo il merito, non trasformando il governo della magistratura in una lotteria.

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