Passa ai contenuti principali

Caro diario

Solo ora me ne rendo conto: ti ho persa per sempre


di Cristina Podestà

Ho scritto un diario. Non potevo più reggere niente di me stesso. Ho dovuto esprimermi, esternare qualcosa che dentro mi preme. Con un residuo di forza mi alzo dal letto snervato e indifeso, vedo milioni di luci attraverso la persiana semiaperta per il caldo e odo rumori scivolare via.

Poi il silenzio. Mi assesto nella mia quiete assoluta e provo a scrivere. In realtà vorrei scriverti, ma non posso e allora mi esprimo in una pagina rubata e solitaria. Mi sento come fluttuare tra le stelle e il buio, credo di assaporare l’eterno, mentre cerco il profumo di te. Percepisco un timore nitido e fatale, tremo al pensiero di mettere a nudo, su carta, il mio essere sofferente a causa tua.
Poi, ad un tratto, una speranza! “Ce la posso fare” mi dico “scrivi, dai, ancora uno sforzo!” Il mio cuore palpita forte, ma comincio. Caro diario. Ho incontrato l’amore, e subito l’ho perso. Lei non può amarmi, non sa nemmeno che è parte di me così intensa da farmi sentire male! Lei non sa, non è possibile che sappia, lei è un’idea, anzi un ideale che amo da sempre. Una pazza pretesa la mia, di incontrarla, trovarla, sentirla e appartenere a lei. Non si può fare.
Dipende non solo da me, dipende da tutti e non può stare sola con me, io la posso anche sposare, ma, senza la convinzione di tutti i presenti, ella non potrà esistere. Vorrei sparire per la mia sofferenza, abbandonarmi all'ignoto, ma la desidero così intensamente che, al solo pensiero di lei, una commozione indescrivibile mi pervade nellintimo.
Tento nell'infinito dello spazio di afferrarmi, trascinarmi, tirare avanti con dignità. Ma lei mi fugge dalle mani ed io la perdo, la sto perdendo ogni giorno di più. Sarà che oramai sono vecchio e stanco, ma comprendo che, pur avendo lottato una vita, non sono riuscito mai a conquistare il suo cuore. E stanotte, veramente per la prima volta, mi rendo conto che lei non esiste più. E piango, piango disperatamente sul mio amore perduto oramai. Piango per lei e per me come mai ho pianto in tutta la mia vita. Addio giustizia, amore mio!

Commenti

Post popolari in questo blog

Tra i due litiganti il terzo gode: la saggezza popolare in una mollica

(a.p. - Introduzione a Laura Maria Di Forti) ▪️ Il proverbio di oggi: “ Tra i due litiganti il terzo gode ”. Non si è mai soli neppure nei litigi. Chi beneficia dei contrasti altrui? La tradizione popolare italiana si è sempre espressa con proverbi e modi di dire, rimasti poi nella memoria comune. Oltre le apparenze, non sono una ingenua semplificazione della realtà con cui ci confrontiamo ogni giorno. Molto di più, uno sforzo per riflettere e capire. E magari scovare il bandolo della matassa. Interpretano sentimenti diffusi, traducono in poche battute concetti complicati, tramandano una saggezza solo apparentemente spicciola, qualche volta sono persino di aiuto per suggerirci le mosse opportune. Ci hanno consolato, ammonito, contrariato. Ce ne siamo serviti per affrontare momenti difficili e uscire da situazioni scabrose. Già pubblicati: Il mattino ha l’oro in bocca ,  Non dire gatto se non ce l’hai nel sacco (Laura Maria Di Forti – PROVERBIO) ▪️ Senza pensieri seduto su una pan...

Il Piccolo Principe: un viaggio per ricordare l'essenziale

(Introduzione ad a.p.).  Il capolavoro di Antoine De Saint-Exupéry è molto più di una fiaba per bambini: è una bussola per l'anima che ci invita a un esame profondo delle nostre priorità adulte. Attraverso l'incontro nel deserto, impariamo che la verità non si nasconde nei numeri o negli affari, ma nella magia dei legami e nell'onestà del cuore. Questo tributo esplora il potere della fantasia, il rito dell'amicizia e la bellezza invisibile che i grandi hanno imparato a dimenticare. L'oblio dell'infanzia e il cappello misterioso (a.p.) ▪️ I grandi sono stati bambini almeno una volta, poi lo hanno dimenticato. Così, quando vedono un disegno a forma di cappello, pensano di aver visto un cappello e non un boa che ha inghiottito l'elefante. Questa cecità adulta è il primo grande monito di Antoine De Saint-Exupéry: la perdita della capacità di vedere oltre l'apparenza, di cogliere la fantasia e la meraviglia racchiuse nelle cose più semplici. È la rinuncia al ...

Quel fiume colmo che straripa: il ritorno della Terza Pagina, cura dell’anima 📝

(Introduzione a Paolo Brondi). C’è stato un tempo in cui aprire il giornale significava imbattersi in un’oasi di silenzio e riflessione. Si chiamava Terza Pagina: il luogo dove i fatti di ieri diventavano le idee di domani. Oggi che la cultura è spesso confinata negli angoli o sommersa da un flusso incessante di stimoli, riscoprire quella 'voce' non è nostalgia, ma resistenza. È la riconquista di quel fiume che, quando è troppo colmo, rischia di travolgerci. Fermiamoci un istante, per ritrovare noi stessi tra le pieghe di un foglio e i versi senza tempo di Borges. (Paolo Brondi) ▪️ La rigenerazione del pensiero La rilettura della terza pagina, così come compariva sul Corriere della sera ormai in tempi lontani, potrebbe valere come una rinascita, una rigenerazione, una riconquista d'equilibrio. Lo scorrimento delle pagine che oggi relega la cultura quasi in ultimo, oltre l'addensarsi di un sapere plurisignificante, è per la coscienza del lettore come un fiume che troppo ...

Il nostro mondo

di Marina Zinzani (“Dans le monde entier” – Françoise Hardy) Attorno al mondo  al nostro mondo mettiamo recinti per proteggere affetti

Curare il basilico

di Marina Zinzani Tratto da “I racconti dell’acqua” (Commento di Angelo Perrone) (ap) L’acqua è il tema ricorrente di questi Racconti. Qui,  è nutrimento delle piante, soprattutto di quelle più esili e fragili, esposte alle avversità di ogni tipo. E diventa metafora di una risorsa di altra natura: il sentimento affettuoso che alimenta i rapporti umani, li sorregge, li fa crescere dando loro persino una nuova vita. Il tema dà corpo ad un contesto, di pensieri e di sentimenti, rarefatto e suggestivo, per molti versi anche tranquillo e rassicurante.