Passa ai contenuti principali

Il pretesto del Covid-19

Con il pretesto del Covid-19 i sovranisti ultracattolici all’attacco del papa, la campagna politica contro la Chiesa di Francesco

di Sonia Scarpante *

Padre Bartolomeo Sorge ha scritto: “Il Papa non è più Re della cristianità, ma un Pastore che odora di pecore. Tutti i benpensanti ne sono sconcertati”. Perché lo ha fatto? Su Rai 3, una recente trasmissione di “Report” ha messo in rilievo che con l’esplosione della pandemia il fronte sovranista, che si professa ultracattolico, è tornato all’attacco della Chiesa.
Nei siti della destra religiosa americana si allude di continuo al coronavirus come effetto di una punizione divina per il “tradimento di Bergoglio”. Una bestemmia che non ha eguali. Una cattiveria assoluta.
Un Papa potrebbe anche non essere in linea con taluni nostri modi di interpretare la vita, o non incontrare le nostre aspettative, ma non si può arrivare a tanto. A parte il valore della educazione, questo comportamento colmo di pregiudizi è indice di una mancanza umana imperdonabile; non solo viene a mancare il rispetto verso l’altro, ma soprattutto viene completamento annullato il rispetto che portiamo a noi stessi.
Manca l’educazione di fondo che fa parte di una buona pratica filosofica di vita, che dovrebbe essere impartita già nelle scuole elementari; se manca questa virtù manca la sua parte nobile, il suo valore. Con le frasi maldicenti e inopportune non inganniamo l’altro ma il nostro essere persona. Se portiamo rispetto verso noi stessi non possiamo non richiederlo, non pretenderlo verso altri.
Conosco padre Sorge da tanti anni e sono legata a lui da profonda stima. Fra noi si parla anche di “segni”, della forza dell’uomo, della sua audacia, della resilienza come atto trasformativo di ciò che è male in bene. E il suo ultimo libro, come forte testimonianza di vita, non a caso ha per titolo “I sogni e i segni di un Cammino”, un testo vivo che ci fa comprendere quando tutti noi possiamo costruire in bellezza umana per raggiungere la pienezza della nostra vita.
Come Papa Bergoglio, anche padre Sorge è stato spesso criticato, tacciato di filo-comunismo, ma questi Pastori della Chiesa in forza della loro fede hanno proseguito con coerenza, consapevoli che essere giusti nel mondo comporta sempre contrapposizioni, pregiudizi. Loro camminano con quella croce che tanto ha insegnato loro in perseveranza, in credo umano, in senso del perdono verso chi affligge la vita. Ma forse i giusti non sono stati sempre presi di mira?
In questi tempi di forte cambiamento crediamo che una presa di posizione salutare debba essere promossa da parte dei più volenterosi, da chi crede nella forza vera della “Parola”. Oggi più che mai. Senza mai stancarsi di farlo e senza timore.

* Presidente dell’Associazione La cura di sé

Commenti

Post popolari in questo blog

Tajani e la Polizia “oppressa” dal PM: se la Legge diventa un ostacolo 🧭

(Introduzione ad a.p.). La proposta del ministro Antonio Tajani di "liberare" la Polizia Giudiziaria dal controllo del PM nasconde l'insidia dello smantellamento dei presidi costituzionali. L'articolo 109 della Costituzione (sulla dipendenza della Polizia dal pubblico ministero) non è un laccio burocratico, ma lo scudo che garantisce a ogni cittadino una giustizia indipendente dal potere politico. (a.p.) Le parole di Tajani: se la "liberazione" diventa sottomissione « La separazione delle carriere non basta. Dobbiamo liberare la Polizia Giudiziaria dal controllo dei Pubblici Ministeri ». Questa frase, pronunciata dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani (La7, 25 gennaio 2026), apre uno scenario oltre la cronaca politica. Non siamo di fronte alla scelta di un lessico opinabile, ma a un impianto ideologico che sembra voler riscrivere i principi della nostra Costituzione. È una dichiarazione che, forse più di ogni altra, illumina il senso profondo della riform...

La guerra, lato oscuro dell’uomo: un’eredità di memoria e speranza 🌈

(Introduzione a Daniela Barone). Dai racconti di guerra dei genitori all'impegno civile tra i banchi di scuola. Un viaggio nella memoria familiare che attraversa l'orrore dei conflitti e il dovere della testimonianza, per approdare a una convinzione profonda: solo la cultura della riabilitazione e dell'inclusione può spezzare il ciclo della violenza. (Daniela Barone) ▪️ Tra Genova e i Nebrodi: la guerra come racconto familiare Fin da piccola amavo ascoltare le storie dei miei genitori sulla guerra. Ciò che mi piaceva di più era però la diatriba che ogni volta si innescava in modo quasi teatrale fra papà e la mamma.  « Genova fu colpita duramente dai bombardamenti, sai? Ancora adesso ricordo le sirene che ci svegliavano di notte. Che incubo! Scappavamo da casa con coperte e cuscini per raggiungere in fretta le gallerie-rifugio. » mi raccontava con enfasi.  « Eh, quante ne abbiamo passate » continuava la mamma lanciando occhiate provocatorie a papà.  Lui ogni volta l’interr...

L'attesa di Felice Casorati: il tempo sospeso e la speranza 🎨

(Introduzione a Marina Zinzani e ad a.p.). Il ciclo poetico di Marina Zinzani evoca la solitudine del nido vuoto e l'inquietudine di chi cerca un segno. Questa tensione tra il desiderio di pienezza e l'isolamento trova un riflesso pittorico intenso nell'opera di Felice Casorati, "L'Attesa" (1918). Il quadro, austero e metafisico, non dipinge solo uno stallo, ma la membrana sottile e vibrante che separa la paura dalla speranza. 📝 La casa vuota: tra nido svuotato e silenzio sacro (Marina Zinzani - POESIA) ▪️ Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa. Casa vuota e attesa. Attesa di un segno, che Dio torni a parlarmi, io, con la mia tunica da prete, e il silenzio che è calato ...

L’algoritmo Guardasigilli: se la Giustizia rinuncia al giudizio ✨

(Introduzione ad a.p.). L’intelligenza artificiale in tribunale non è solo una sfida tecnologica, ma il sintomo di una pericolosa stanchezza democratica. Dietro il mito della "giustizia pronta all'uso" si cela la rinuncia al giudizio umano e la rimozione del concetto di Legge come limite invalicabile. Un’analisi critica su come la tecnocrazia stia tracimando nelle riforme moderne, trasformando il diritto in un algoritmo al servizio del potere. (a.p.)  Il miraggio della Giustizia digitale Negli ultimi anni l’idea che l’intelligenza artificiale possa contribuire in modo decisivo all’amministrazione della giustizia ha progressivamente abbandonato l’ambito della fantascienza per entrare nel discorso pubblico. Non parliamo più di scenari futuribili, ma di una realtà che si estende a macchia d'olio: sistemi di AI sono già utilizzati per il calcolo del rischio di recidiva, per l’allocazione delle risorse giudiziarie e per il supporto alle decisioni amministrative. Con l’avve...

Valentino, l'ultimo imperatore: il rosso, la seta e l'eredità della bellezza

(Introduzione a Marina Zinzani). Questo omaggio a Valentino Garavani non è solo una cronaca del lusso, ma un'analisi estetica sul senso profondo del "creare". L'autrice esplora il contrasto tra l'artigianalità lenta di un tempo, paragonabile alle belle arti, e la velocità spesso priva di anima della moda contemporanea. Attraverso il celebre "Rosso", il testo celebra la capacità di uno stilista di trasformare la stoffa in energia vitale e in uno strumento di riscoperta del sé. (Marina Zinzani) ▪️ Il tocco del genio e la ricerca della bellezza Una vita dedicata alla rappresentazione della bellezza. La recente scomparsa di Valentino ricorda il suo talento unico, il tocco particolare, fatto di leggerezza e ricerca, quel tocco che voleva rendere più belle le donne. Il suo mondo emerge anche nel film-documentario “Valentino: l’ultimo imperatore”, che mostra il dietro le quinte di una sfilata, la sua vita quotidiana, l’attenzione estrema ai dettagli. L’idea che...