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Visualizzazione dei post con l'etichetta fiabe

Il lupo dietro la porta

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Orchi, maghi cattivi e streghe paurose: il popoloso mondo delle fiabe, che ci accompagna anche da adulti di Gianantonio Tassinari Il vecchio gobbo deforme, avvolto in un consunto pastrano nero, con il volto semi-nascosto da un lungo cappello a larghe falde e dalla fluente chioma ingrigita che lo incorniciava, procedeva nel buio della notte portando un sacco a tracolla. Solo il fioco chiarore della lucerna gli permetteva di orientarsi mentre si faceva strada impugnando un lungo bastone nodoso.

Fiabe nelle notti di luna nascosta

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di   Paolo Brondi Sai, Serenella, ci sono momenti Che si ricorda solo una parte delle cose delle favole belle mi ricordo ora che il nonno narrava in notti di luna nascosta sotto coltri di nubi colme di neve Narrava   di Anemone, un fiore di rosso colore che amava troppo l’amore e con la faccia al cielo anelava dal sole il calore oltre il tramonto oltre il calar della luna e lungo il quieto dormire dei suoi dolci fratelli chiusi nei calici Anemone ansante a calice aperto all’alba moriva

Rammento i miei vent'anni

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di Giovanna Vannini (Noi, e il dopo: tra ricordi della fanciullezza, malanni del presente, e quel pizzico di nostalgia) Quando me ne andrò non lascerò un vuoto ma un pieno con diversi vuoti. Quando me ne andrò sentirò la leggerezza dell’assenza del non fatto. Quando me ne andrò sarà presto per dire che avevo finito di fare e tardi per quel tanto da fare che mi restava. Quando me ne andrò sarò il mio intero che va, verso una luce lontana, un camminamento per persona sola, un dove da arrivarci piano, da fermarsi per raggiunta meta. Quando me ne andrò rammenterò stazioni di paesi visti solo in cartolina, binari con vagoni su cui non sono salito, fermate di tram imboscate, biciclette regalate per età in crescita, pattini a rotelle per quella pista della mia fanciullezza.

Crescendo con le fiabe

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di Cristina Podestà (Le fiabe, nell’immaginario collettivo) Parlavo qualche tempo fa con gli studenti dell'importanza delle fiabe di un tempo. Esse nascondevano verità assolute, con enormi ed utilissimi significati di carattere antropologico e culturale.   Rientrando nell'immaginario collettivo dei popoli antichi che, di generazione in generazione rappresentavano usi e costumi, riti religiosi e pagani, sono sempre state simboli delle organizzazioni sociali e familiari, mezzo fondante di educazione dei bambini, non essendo bugie ma contenendo una educazione morale.

I sentieri della fiaba

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di Paolo Brondi (La figura di Maria che ispirò i fratelli Grimm) Pure l’immaginario fiabesco, come tanti altri valori, non ha più forza e presenza in un sistema culturale razionalista e pragmatico. In altre lontane epoche, la fiaba circolava come prodotto di una tradizione orale, gradita da ogni ceto sociale e in ogni età.

Il lombrico curioso di nome Oreste

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Sabato 23 Aprile alle ore 16,30 a Maccarese (Fiumicino) presentazione del libro “Oreste. Una storia per conoscere la natura” Pandion Ed. di Riccardo di Giuseppe. Nella Giornata mondiale del Libro, la fiaba del lombrico curioso ambientata nell'Oasi WWF di Macchiagrande. Oreste è l'unico lombrico al mondo ad avere due grandi occhi. Il suo sogno è quello di diventare un esploratore. Un giorno decide di sfidare i suoi lombricompagni e di avventurarsi, da solo, nel bosco misterioso dell'Oasi WWF di Macchiagrande (Fregene, Roma). Inizia così la sua originalissima avventura. In questo viaggio avventuroso e ricco di sorprese Oreste non è solo, i suoi compagni e amici sono il Bacco il biacco, Becco il gheppio e poi l'istrice, il porcospino, la testuggine, la cinciarella, il pettirosso e tante altre creature vegetali come la quercia e il corbezzolo. Ci sono poi gli animali che impartiscono lezioni di vita al curioso e intraprendente lombrico.
 Oreste si pr...