Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Felice Casorati

Daphne

Immagine
Daphne (1932), di F. Casorati Nell’aria fresca e con gli occhi chiusi, i pensieri sono “come rondini”, più leggeri e felici. Un quadro di F. Casorati, Daphne (1932) Poesia di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) Respiro e aria fresca i miei pensieri vanno come rondini per la campagna come rondini sono leggeri fammi respirare l'aria piena di promesse mi sembra piena di promesse e oggi tutto il mondo mi sembra lieto non voglio svegliarmi da questo momento chiudo gli occhi respiro, respiro, respiro. (ap) La londinese Daphne Maugham non era solo l’allieva curiosa ed intelligente del maestro, poi diventata sua moglie, ma lei stessa una pittrice di rara finezza ed intelligenza. Felice Casorati ne apprezzava la vivacità intellettuale, i molteplici interessi tra danza, coreografia e infine pittura che l’avevano portata in Italia; ammirava la gioia con la quale usava i pennelli, quel sentimento semplice capace di...

Una casa vuota

Immagine
L'attesa (1918) di Felice Casorati L’attesa ha molti significati,  mescola speranza e paura di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) Casa vuota, e attesa. Attesa di un figlio, cambiato dalla sua nuova vita, si è sposato. Io sono la madre, mi sento improvvisamente sola, la sindrome del nido vuoto, forse. Casa vuota e attesa. Attesa che lui torni, il suo cuore torni, il suo cuore è altrove, lo sento. Sento l’amarezza e l’inquietudine dei suoi silenzi, qui in casa.

Migrare

Immagine
Scodelle  (1919), di Felice Casorati Lo smarrimento, dopo il viaggio: metafora di ogni percorso nuovo di vita di Marina Zinzani Devo andare non so dove aldilà del mare c’è la salvezza un’altra vita mi aspetta una casa, un lavoro, il cibo così pensavo prima di partire prima di partire.

Meglio il silenzio

Immagine
Ritratto di giovinetta , Felice Casorati, 1932 In Russia la violenza familiare non è più reato di Marina Zinzani In Russia si va verso la depenalizzazione delle violenze domestiche. Saranno considerate un illecito amminis trativo. Diventano reato solo se chi ha commesso violenze è già stato condannato per lo stesso reato. Considerando che non denuncio, non ho mai denunciato, chi ha il coraggio di denunciare, quello mi ammazza se lo denuncio, non vedo il giorno dopo se lo denuncio, considerando che non so dove andare, cosa fare dopo, considerando che la mia vita è qui, con l’uomo che ho sposato, che viene a casa la sera ubriaco, che mi insulta, che mi dice cose così sgradevoli, considerando tutto questo, niente cambia.

Ore felici ?

Immagine
(Il terremoto, la neve a valanga: la casa come rifugio perduto, ispirandosi ad un quadro di Felice Casorati, La Ragazza sul tappeto rosso )  di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) La libertà di sdraiarsi sopra un tappeto, il proprio piccolo mondo disposto senza ordine, serenità di un pomeriggio in cui il sole entra dalla finestra, vita e cose, ricordi, gusto del cibo appena assaggiato, profumo di fiori, preziosità in piccole scatole colorate, un libro che si anima sulla magia dell’immaginazione. Infanzia ed ore felici, dimenticate.

La primavera arriverà

Immagine
di Marina Zinzani (Commento di Angelo Perrone) Soldato stanco il gelo nel cuore il freddo nelle ossa statua sotto la neve inutili battaglie hai combattuto soldato stanco di persone, di luoghi di ricerche, di affanni di vita scivolata in mille rivoli senza che nulla resti fra le mani soldato stanco scongelare il corpo togliersi le armature inutili, sono state inutili è l’unica via la primavera arriverà canto di uccelli e pesci nell’acqua e allora dimenticherai immerso in un nuovo tepore.

Perdersi, per ritrovarsi

Immagine
Ritratto di Silvana Cenni , Felice Casorati, 1922. di Marina Zinzani Perdersi in un drappeggio fiori e forme di eleganza raffinata perdersi dietro uno sguardo sognante o nella brezza di un mattino o fra i colori di un quadro perdersi in una buona idea o nella poesia trovata fra i giorni, fra il grigio perdersi fra i silenzi e poi trovare le parole giuste perdersi nelle stanze riempite da una passione, una passione perdersi sulla linea sottile su cui stanno le cose magiche sussurri percepiti di anime lontane perdersi fra libri, fiori, finestre aperte comprendere e richiamare la pace dal profondo nel silenzio percorso da note antiche a lungo cercate.

A volto scoperto

Immagine
di Marina Zinzani (Guardando il quadro Le Maschere , 1922, di Felice Casorati) E’ puro il volto del bambino, sembra di latte la sua pelle, latte della madre, primo nutrimento della vita. Sarà un ricordo, quella pelle candida, foto di un album in un cassetto. Ci sono maschere pronte per essere indossate, prigioni silenziose in cui la pelle non respira, non trova il nutrimento dell’aria fresca e dell’ossigeno. Si costruiscono immagini di sé, alla meglio, e terribile, tortuoso, è il percorso per togliersi quelle maschere, il pensiero prestabilito degli altri su chi siamo, su come siamo. Rimane poco, di quel bambino. Qualche sogno, qualche emozione segreta.

Io aspetto

Immagine
di Marina Zinzani (ap) Ne La ragazza con la scodella di Felice Casorati, è ritratta una donna forse assonnata, quasi ricurva su di sé, con una scodella in grembo. Molto grande, piena di luce, splendente, in un ambiente dai toni scuri. Dietro di lei, in sapienti accordi di luci ed ombre, un corridoio lungo. Lo spazio che circonda la ragazza diventa infinito. Magari è tanto che attende. Non importa però da quanto. Non conta la stanchezza negli occhi, nelle membra, le palpebre abbassate. La vita vive di una attesa, aspra ma beata, perché riguarda il compimento di un destino. Si attende qualcosa di eterno, il mistero che accompagna i nostri giorni, frazionato in piccoli momenti, talvolta smarrito, in un’atmosfera di sospensione indefinita e di magica solitudine. Io ti aspetto, sai. Ti aspetto da tanto, chissà se ti conoscerò quest’anno. Sere silenziose, in casa, o perdute in un inutile vociare. Ti ho cercato fra la folla, fra poche persone incontrate, volto da riconoscere, sì, ...

Nel mondo dei sogni

Immagine
Il sogno del melograno (1912) , Felice Casorati di Marina Zinzani Mano lieve che si posava sulla mia gentile e delicata la tua presenza il giorno aveva nuovi colori e una sensazione di pace permeava la mia mente di una felicità sconosciuta. Viaggio misterioso nel mondo dei sogni o forse altro la tua presenza al risveglio era ancora lì, lieve e delicata fino a svanire scia di amore misterioso che mi aveva sfiorato.

Natale: il senso della preghiera

Immagine
di Marina Zinzani Inginocchiarsi e ascoltare la terra, i suoi suoni, i suoi ricordi. Ricordi di ferite, di battaglie, di sangue versato. Inginocchiarsi e guardare il cielo, c’è qualcuno lassù che può sentirci? Inginocchiarsi e pregare. Pregare davanti a dei fiori, che ne possano sbocciare altri, altri fiori che siano gentilezza, fraternità, amore. E’ forse lì Dio, in quella espressione della vita che palpita, nella bellezza stupefacente di un fiore e nella sua fragilità. Preghiera per ricercare il bene sepolto, antico.

Fragili armature

Immagine
di Marina Zinzani (ap) La vita offre mille occasioni per sentirsi fragili e soli, esposti ai pericoli, alle insidie: possono essere gli attacchi violenti dall’esterno, la furia del terrorismo, l’assurdità del crimine e del sangue innocente, oppure le angosce che attanagliano l’animo, e rendono la persona tragicamente nuda. Come quella donna ritratta da Felice Casorati nel 1921, inerme nella sua nudità davanti all’immagine di un’armatura che non può proteggerla. Persone, tante persone. Paura dei luoghi troppo affollati.  Paura dei luoghi chiusi. Paura della notte, e anche del giorno.