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Visualizzazione dei post con l'etichetta smarrimento

Non guardo a terra

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Perdersi nel buio, il fardello dei giorni di Maria Cristina Capitoni Finito finito finito ti prego è finito, ingresso in un tubo piegato credendo a tutto ciò che non vedo, fosse ancora un moto d'anima a cambiar l'idea, la realtà. L'incrociarsi occulto e sempre più oscuro di eventi, ora estranei ora stranamente familiari da far si che sia io a non conoscermi più.

Rinascita, ogni giorno

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di Marina Zinzani Le parole che feriscono sono lame sottili, piccole incisioni nella pelle che possono dissanguare. La strada dell’amore si confonde con la strada dell’odio, il percorso diventa accidentato e buio. Alza la testa, piccola donna triste, sopraffatta in silenzio fra quattro mura, l’amore era un fantasma e grandi mani ti hanno stretto, fatto male, una voce sgradevole ti ha offeso. Ritrova la strada, piccola donna triste. Perché ogni giorno può essere una rinascita.

I fili smarriti della matassa

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di Marina Zinzani Ritrovare i fili... Il padre che non parla più con il figlio, aspettative deluse su cui è calato un pesante silenzio... La quotidianità fatta di fatica e torpore, il figlio cresce, gli amici sono il suo mondo, il suo corpo trasformato, quei capelli.. un tatuaggio per esprimere chissà cosa, forse niente...

Perdersi

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di Marina Zinzani Perdersi fra le vie buie non c’è nessuno neanche la luna fa freddo è pericoloso. Perdersi in una bottiglia annacquare dolori un dolore non ci pensare, dicono. Perdersi in una pastiglia così per fare lo fanno tutti per passare un sabato sera.