Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta malattia

Vivere di contagio

Immagine
La parola contagio, al tempo del Covid-19, ricorda decessi, pericoli: può essere associata anche a cose belle: l’amore non è forse contagioso? di Marina Zinzani La sua gioia è stata contagiosa. Anche la sua risata. Anche il suo entusiasmo. Anche la sua passione per quella città mi ha conquistato, sì, è stato contagioso anche in questo. Ed è stata contagiosa la sua curiosità, quante cose ha sollecitato in me, voglia di cercare, di sapere.

Quale futuro, dopo il Covid-19

Immagine
Nessun’altra epidemia è stata invasiva e globale come il Covid-19. Questa fase gravissima è comunque di passaggio verso il futuro. Dobbiamo ripartire da scuola e sanità, lavoro, infrastrutture, giustizia, istituzioni. Con la lezione civile del presente. Il cambiamento epocale non riguarderà i problemi da affrontare ma il modo di risolverli (ap*) Non si parla che di coronavirus. E come fare diversamente?, verrebbe da domandarsi. C’è apprensione, sgomento, paura del futuro. Ci scambiamo telefonate e messaggi in cui ci chiediamo, a volte trattenendo il fiato: “come stai?, tutto bene?” Temiamo una risposta negativa, ma, poi, cerchiamo anche di darci così un po’ di conforto. Con stati d’animo alterni, apriamo il giornale, guardiamo la tv, vediamo dipanarsi giornate, che non sono più come prima.

Un bacio, amica mia

Immagine
Il saluto ad un’amica che se ne va in silenzio e in solitudine. Ai tempi del coronavirus di Catia Zinzani Eri da poco andata in pensione, ti piaceva viaggiare verso nuovi paesi e città, era un modo per non stare in casa e sentirti sola. Per cercare un po' di pace e serenità, i conflitti con i figli, il marito morto due anni fa,  le rabbie e i tanti perché della vita nei tuoi riguardi a cui non riuscivi a dare risposta.

Il modello Italia e gli altri paesi

Immagine
I paesi europei e l’America, in forte ritardo rispetto all’Italia. Una diversa gestione della sanità. Nel nostro paese, prevale l’impostazione “comunitaria”, incentrata sul principio costituzionale per cui la salute non è solo diritto del cittadino ma interesse di tutta la collettività. (ap*) Uno sguardo veloce oltre confine. Cosa stanno facendo gli altri paesi, contro il coronavirus? Uniti contro il nemico comune, oppure ognuno per sé e Dio per   tutti? L’impressione è che ci sia una sostanziale sottovalutazione del problema. Nei modi e nei tempi di reazione. E una diversa filosofia dei rapporti tra Stato e cittadino, dinanzi ad una questione fondamentale come la salute.

Il bastone marrone

Immagine
Curiosità, interessi, eccentricità di un’anziana signora. L’abitazione come vicenda personale, ma anche collettiva di un’epoca. Poi la malattia. Il pudore. E un pizzico di ironia Racconto di Angelo Perrone La camera da letto non era uguale a nessun’altra e lei non avrebbe mai voluto lasciarla. Ma un giorno Teresa fu ricoverata in ospedale, e vi rimase per un tempo che le sembrò eterno. Abitava in un palazzo d’epoca umbertina, vicino al fiume. Le finestre dell’appartamento, posto all’ultimo piano, si affacciavano su un ampio viale, ai bordi del quale alberi altissimi sfidavano il vento. Lo sguardo poteva distendersi liberamente su tutta la parte nord-ovest della città sino alle colline da cui, in primavera, giungeva il profumo dell’erba nuova.

Penna magica

Immagine
(Foto Il Sussidiario.it) Louis Walker di 8 anni ha scritto a tanti perché il farmaco di cui ha bisogno sia venduto ad un prezzo sostenibile di Marina Zinzani "Cara signora May": un bambino malato prende la penna e scrive al primo ministro inglese. Chiede che anche in Inghilterra si possa avere un certo farmaco che cura la fibrosi cistica, malattia di cui soffre.  

Il mattino non ha l'oro in bocca

Immagine
La pesantezza della mattina, mettersi in moto con difficoltà,  la mancanza di entusiasmo: i sintomi di un malessere di Marina Zinzani Quel silenzio che cala la sera, silenzio e corpo immobile che se ne sta steso su un divano. Qualcosa dentro non lo fa alzare, si è fermato il motore che muove gambe, braccia, testa.

La testa altrove

Immagine
Perdersi e smarrire la strada: la magia di un incontro di Cristina Podestà  (Commento a Il nulla era la mia guida, PL, 29/10/17) Molti spunti interessanti nel racconto: l'amore come follia, la solitudine come timore, i ricordi dell' abbandono fatale di una madre distratta. E poi quel cognome “Savio”, dato ad una persona che “quasi impazzì” (un ossimoro perfetto), che sorprende il lettore.

Quale dimora?

Immagine
Totò Riina, la compatibilità tra carcere e malattia: strana confusione tra dignità e libertà di Maria Cristina Capiton i (Commento a Totò Riina e il clochard, PL, 15.6.17 ) Partire dal presupposto che la morte in carcere non sia dignitosa è sbagliato, a meno che non si confonda la dignità con la libertà.

Aspettavo di fuggire

Immagine
I volti della malasanità: quando il medico dimentica la sua missione di Catia Bianchi (Commento a Tante cure,  PL, 26/5/17) Ho sperimentato sulla mia pelle i gravi effetti collaterali causati dal comportamento poco sensibile di un medico. "Poco sensibile" è un eufemismo. Se potessi usare altre espressioni senza preoccuparmi di attenuare il carico espressivo di ciò che mi ha fatto provare sarei molto scurrile.

Come una rosa

Immagine
Il ricordo di un’amica: i suoi occhi intensi, i segni della malattia di Sonia Scarpante * Bella e dolce come una rosa, aperta in uno sguardo fulgido, oramai reso pallido ed esangue dai segni della malattia.

Dietro un vetro

Immagine
di Marina Zinzani (In ospedale, il tempo più breve) Tutto quello che non ho fatto... Tutto quello che non ho detto... Tutto quelle occasioni mancate, le cose interessanti, piacevoli, di cui mi sono privato. E' uno sguardo pieno di rammarico, pensieri dietro il vetro di un ospedale. Prega qualcuno, il malato che forse ha un tempo a termine. Prega per averne dell'altro, di tempo, per fare tante cose, per cambiare, per vivere.

Sopravvivere al male?

Immagine
di Marina Zinzani (Il male ha infinite manifestazioni: è possibile pensare a delle riparazioni? Quando ci si trova davanti ad un giudice per avere giustizia, per riparare un torto, per avere un risarcimento, per riparare il male, quando ci si trova davanti ad un medico dell’anima, per avere conforto e soluzione, per riparare lacerazioni, dolori segreti, per ricucire pezzi strappati,

Loto: il fiore che nasce dal fango

Immagine
di Marina Zinzani (Il 29 febbraio era la giornata dedicata alle malattie rare) Le malattie sono acqua torbida e fango. Sono paura e spettri, ladri che entrano in casa nostra. Porteranno via qualcosa, niente sarà più come prima. Le malattie, quelle gravi,  pongono delle domande. Perché a me? Il pensiero, a volte terribile, è che Dio si sia girato dall’altra parte.